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Crostata albicocche e more al limoncello

Buon lunedì, cari affezionati lettori di questo mio piccolo angolo di cucina. Ultimamente ho rallentato le pubblicazioni, lo so. Colpa del caldo, che mi porta a stare di meno ai fornelli. Ma non mi tiene lontana dal forno, come ho già avuto occasione di dire. Sì, perché oramai mi sono organizzata così: durante il giorno preparo gli impasti e poi la sera, solitamente dopo cena, quando il sole si è ormai ritirato nelle sue stanze e l'aria più o meno fresca entra dalle finestre, accendo il mio fedele amico e faccio cuocere le mie pietanze. E oggi vado ad augurarvi una felice settimana con questo dolcetto, che spero gradirete. A presto! 
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Insalata di petto di tacchino

Un altro week end in arrivo e tanta estate intorno. Voglia di fuggire dalle città per ritrovarsi su una spiaggia assolata con il mare cristallino che invita a tuffarsi. Oppure in montagna, all'ombra di alberi secolari che regalano tanta aria pura e tanto relax. Qualunque siano le vostre preferenze, oggi vi propongo una ricetta semplice, leggera e fresca, e vi auguro di trascorrere un felice fine settimana. 
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Polpette di melanzane

Quale periodo migliore, per preparare le melanzane in tanti modi? E dopo avervele proposte sotto forma di parmigiana di pesce e caponata, nonché alla pizzaiola, nell'insalata di pasta e nell'insalata di cous cous, oggi ve le propongo in un'altra versione classica ma super saporita: polpette di melanzane, rigorosamente fritte, in una pentola dai bordi alti che consenta di utilizzare poco olio, perché le melanzane, si sa, ne assorbono tantissimo. Anche per questo io preferisco passare le polpette nell'albume prima di ricoprirle di pangrattato. Ma ognuno ha la sua ricetta collaudata, la mia è questa.
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Treccia di pane ripiena

La cosiddetta treccia danese probabilmente la conoscete già: è un particolare modo di intrecciare la pasta, che sia essa dolce o salata, praticando dei tagli obliqui sui lati dopo averla stesa a forma di rettangolo, ottenendo così delle frange che vengono poi sovrapposte l'una sull'altra, alternativamente. Diciamo pure che il mio è stato un tentativo piuttosto maldestro di fare una treccia danese con la pasta da pane, non è venuta di certo perfettamente intrecciata, ma era comunque molto saporita. Avevo in dispensa alcuni pacchi aperti di farine di vari tipi, praticamente dei residui da smaltire, così ho pensato di miscelarli e, ispirandomi ad una ricetta di Sara Papa presente sul suo ultimo libro, ho voluto fare qualcosa di simile. Ebbene sì, ho acceso il forno anche questa volta! 

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Caponata

La caponata è un piatto tipico della cucina siciliana, e su questo non ci piove. Le varianti però sono davvero numerose: in base a ciò che risulta su Wikipedia le ricette raccolte su tutta l'isola sono ben 37. Si tratta comunque di un insieme di ortaggi fritti, di cui quello fondamentale è la melanzana, conditi in salsa agrodolce. Si prepara soprattutto in estate, quando gli ortaggi che la compongono sono di stagione.  E' uno dei miei piatti preferiti, ogni volta ne mangerei una pirofila intera. Questa è la mia versione, con gli ingredienti che piacciono a me.
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Muffins alle pesche

Che notte quella notte .. cantava Fred Buscaglione. La mia notte di stanotte ha goduto di pochissimo sonno. Cosa fare alle quattro del mattino, dentro casa, senza disturbare nessuno? Bé, per esempio un buon dolcetto per la colazione. Di quelli che non è necessario accendere attrezzi rumorosi, per prepararli. Di quelli che la casa si riempie di profumo; e quando poi il sole già alto batte sopra i vetri delle finestre, la cucina si illumina e sembra di stare dentro ad una famosa pubblicità. Mentre i dolcetti cuocevano, dalla finestra spalancata arrivava un venticello fresco: un orario perfetto, per accendere il forno d'estate. Diciamo che una volta ogni tanto si può pure fare. Ma adesso avrei proprio bisogno di farmi un sonnellino... 


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Pan carrè o pane bianco in cassetta

Chiamatelo pancarrè, pan bauletto, pane bianco in cassetta. Quel che è certo è che lo conosciamo tutti, e di solito lo acquistiamo al supermercato. Viene prodotto da aziende più o meno note che per assicurarne la lunga conservazione introducono l'alcool fra gli ingredienti. L'odore dell'alcool lo avvertiamo appena apriamo la confezione, e ne rimane il retrogusto sui nostri palati. Eppure un buon pancarrè fatto in casa è davvero semplice da realizzare, e adesso che sto provando ad autoprodurre vari tipi di pane me ne sono resa conto anch'io. Ho curiosato in giro per il web, ho letto tante belle e buone ricette, infine ho fatto le mie modifiche, adattando le dosi dei vari ingredienti al mio consumo familiare, e seguendo al tempo stesso anche i miei gusti personali. Come al solito vi preciso che la quantità di acqua da impiegare (o di liquidi in generale) dipende dall'assorbimento della farina utilizzata: l'impasto non deve essere appiccicoso ma deve rimanere comunque molto morbido. 
Qualcuno starà pensando che devo essere un po' matta ad accendere il forno "con questo caldo", ma a parte il fatto che sono forno-dipendente a prescindere, c'è da dire che l'estate 2013 non è di certo paragonabile a quelle degli anni passati, quanto a temperature torride. E poi, con la temperatura che ho in casa il lievito gode e si moltiplica; il forno invece lo accendo di sera, quando oramai è rinfrescato; e .. il pane di sicuro non vado più fuori a comprarlo :-)
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Ciambelline al vino

Ero alla ricerca di una ricettina sfiziosa per poter utilizzare gli albumi avanzati dalla preparazione della crema pasticcera con la quale ho farcito, qualche giorno fa, la mia torta di compleanno - che non ho pubblicato sul blog perché non ho avuto proprio il tempo di fotografare tutti i passaggi, tra l'altro ho deciso di fare una simil-Saint Honoré che proprio veloce da fare non è (e qui ho fatto pure la rima) e tra pandispagna, sfoglia, bignè, crema, panna e decorazione finale ci ho impiegato quasi due giorni. Ma lasciamo da parte gli anni che passano inesorabilmente (sigh!) e torniamo agli albumi e a queste ciambelline...

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Cous cous con tonno fresco, melanzane, semi di lino e di papavero

Questa volta non ho acceso il forno. Ho preparato una bella insalata dai sapori tipicamente mediterranei, arricchita da una manciata di semi oleosi, rigorosamente biologici, che sono tanto buoni e, se consumati con moderazione, fanno tanto bene al nostro organismo. Non è una realizzazione velocissima: bisogna preparare le melanzane; bisogna procurarsi il tonno fresco (sicuramente aprire una scatoletta è più comodo, ma non è assolutamente la stessa cosa); bisogna preparare il brodo di pesce (il cous cous si può cuocere anche in acqua, ma pure qui .. non è la stessa cosa), però in questo mi sono trovata avvantaggiata perché di solito ne preparo in quantità e poi lo conservo per gli utilizzi futuri, quindi il brodo di pesce, almeno quello, lo avevo già pronto nel congelatore, porzionato a cubetti. Per il resto, i semi di lino stanno molto bene con la melanzana, così come i semi di papavero col tonno: ho messo tutto insieme e ne è venuto fuori un piatto unico che a me personalmente è piaciuto tanto. 
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Brioche girasole alla cannella

Gironzolando per il web, e soprattutto su Facebook, mi capita spesso di trovare qualcosa di interessante che mi riprometto di realizzare. Il più delle volte però è impossibile risalire alla fonte, non tutti si limitano a condividere il post originale, molti prelevano la foto e la salvano nei propri album; così le medesime immagini vengono ridistribuite da pagine e da utenti diversi. E' il caso del tutorial di questa realizzazione: da più parti ho trovato una stessa immagine che recava le foto dei principali passaggi, l'ho salvata e ho deciso di replicarla, ma non so dirvi a chi appartiene l'idea. Naturalmente questa forma può essere realizzata con impasti sia dolci che salati, a proprio piacimento. Io ho utilizzato un impasto dolce che ho aromatizzato con la cannella, e giacché avevo in dispensa della farina di farro bianco l'ho impiegata nella preparazione miscelandola alla farina normale. A piacere, si può ottenere un'unica brioche grande oppure tante piccole brioches, basta variare la dimensione dei dischi di pasta che servono a realizzarla.
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Nchiambara - ovvero: frittata di cipolle senza uova

Questa ricetta, assolutamente semplice, povera, essenziale, è un piatto tipico del territorio cosentino. Non so bene se il nome esatto sia proprio 'nchiambara (qualcuno la chiama gniammara, qualcun altro maiatica), ma di certo si tramanda da tempo immemorabile: le nostre bis-bis-bisnonne la preparavano per le loro famiglie numerose, ai tempi in cui non ci si poteva permettere di mangiare altro che non fosse pane e cipolle. Durante la cottura la pastella che avvolge le cipolle diventa croccante fuori e rimane morbida dentro, con una tipica consistenza collosa; del resto, è fatta solo di acqua e farina. Eppure è gustosissima, e tagliata a quadrotti e presentata in un buffet vi assicuro che fa la sua buona figura. Naturalmente, io ho utilizzato solo e rigorosamente cipolla di Tropea: come ho avuto già occasione di dire è l'unica qualità di cipolle che riesco a mangiare.

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