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Biscotti Cigno


Li ho visti e non ho resistito: dovevo assolutamente provare a farli! Si potrebbe pensare che questi biscotti a forma di cigno siano difficili da riprodurre, senza un apposito stampino; in realtà dopo aver visto il tutorial fotografico mi sono subito convinta che non è affatto così, e per realizzarli può essere usata anche una pasta frolla diversa da quella che ho scelto io. Li ho scovati pochi giorni fa a questo indirizzo: http://ebdaat.net/swan-cookies-recipe/, non so se sia proprio l'originale nell'immenso mare della rete, ma quello che posso dirvi è che prima di citare qui la fonte sono stata assalita dal dubbio circa la sua attendibilità; allora ho fatto una veloce ricerca in rete: manco a dirlo, ho visto il medesimo post, foto comprese, pubblicato su altri siti/blog italiani. La riflessione sorge spontanea: ma dico io, siamo alle solite, volete mettere ricette in rete ma non volete impiastricciarvi le mani, noooo.. non sia mai! chi ve lo fa fare, quando basta un bel copia/incolla!?! Ah, no, un attimo.. in questo caso, almeno uno di questi "copia-tu-che-copio-io" ha dovuto fare lo sforzo di tradurre il testo. Ma che tristezza! 
Vabbé, lasciamo da parte le solite considerazioni sui "furbi" del web e andiamo a vedere come si preparano questi biscotti. 
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Grissini morbidi tricolori

Sono giunta alla conclusione che alla mia pasta madre piace il freddo. Dopo ogni rinfresco la conservo subito in frigorifero, prelevando eventualmente la parte che devo utilizzare di lì a breve, per panificare o per altre preparazioni. Ebbene, quella che metto in frigo aumenta di volume in poche ore, quella che lascio a temperatura ambiente invece.. si addormenta! Devo dire che la rinfresco spesso, ma è un impegno di cui lei mi ripaga. L'inconveniente è rappresentato dagli esuberi, ossia da quella parte in eccesso che si cerca sempre di non far finire nel secchio della spazzatura, è un peccato buttarla via. Qui mi sono ritrovata con circa 100 g di esubero, che ho diviso in tre parti ed ho utilizzato nei tre impasti di questa ricetta per aggiungere principalmente sapore, e anche un po' di morbidezza. Se non avete il lievito madre, in alternativa potete utilizzare pochissimo lievito di birra. C'è da dire che comunque la presenza del lievito nei grissini non è indispensabile, si possono fare anche senza (la versione croccante e friabile però prevede una ricetta leggermente diversa). 
Dopo aver giocato con i toni di colore nella preparazione di un lievitato dolce, ovvero il Panbrioche variegato ai tre gusti pubblicato un paio di mesi fa, stavolta mi sono divertita con una preparazione salata. Cosa hanno in comune queste due diverse ricette? L'assenza di coloranti artificiali (che per quanto possano essere "alimentari" sono pur sempre dei prodotti chimici). L'idea di questi impasti colorati proviene da una ricetta della grande maestra Sara Papa (il "Pane Arcobaleno"). Ecco cosa si può realizzare con un po' di passata di pomodoro e una manciata di spinaci frullati, che oltre a dare colore aggiungono pure sapore:

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Torta di mele alsaziana

Ricetta classica della pasticceria alsaziana, questa crostata di mele è deliziosa, economica e molto facile da realizzare. E come spesso accade, ne esistono diverse varianti: col guscio di frolla, oppure di sfoglia, con aggiunta di marmellata, di amaretti sbriciolati, con più uova, meno uova, meno panna, o con la panna sostituita in parte dal latte ... eccetera eccetera. La ricetta originale prevede l'utilizzo di pasta brisée, che ha un sapore più neutro rispetto alla pasta frolla. Ciò che caratterizza questo dolce è comunque la presenza delle mele tagliate a fettine e della cremina aromatizzata alla vaniglia. Io ho adoperato l'estratto di vaniglia sia per la crema che per la pasta brisée. Invece di fare una torta grande ho preferito preparare delle piccole tortine, utilizzando degli stampini per crostata (misura Ø 10cm.), e invece di distribuire uniformemente le fettine di mela ... ok, non mi dilungo oltre, passo subito a mostrarvi ciò che ho fatto, avvalendomi del prezioso supporto delle foto "step by step".
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Pane a doppia treccia

L'idea della forma di questo pane proviene da una ricetta di Sara Papa, per la scelta degli ingredienti invece ho fatto di testa mia, più che altro dovevo smaltire alcuni residui di farine che avevo in dispensa. Ribadisco ancora una volta che la quantità di acqua da utilizzare dipende molto dal tipo di farina che viene impiegata, così come i tempi di lievitazione dipendono da fattori ambientali oltre che dalla forza del lievito. Il passaggio in frigorifero non è obbligatorio, io oramai ho preso l'abitudine di rinfrescare il mio lievito madre nella giornata di sabato, e con le attuali temperature iniziando la mattina arrivo a completare i due rinfreschi nel tardo pomeriggio. Dopo aver preparato l'impasto, per non fare le ore piccole preferisco rimandare le fasi successive al giorno dopo (se invece si utilizza il lievito di birra i tempi di attesa sicuramente si accorciano). A questo punto avrete capito che a casa mia il pane si sforna prevalentemente di domenica :-)
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Torta caprese all'arancia

Metto le mani avanti e preciso subito che questa è una mia personale interpretazione della torta caprese. Nella sua versione classica, molto conosciuta e apprezzata, a base di cioccolato fondente e mandorle, la caprese è caratterizzata dall'assenza totale di farina (e naturalmente di lievito). Questa mia in realtà potrei definirla più correttamente una torta di mandorle, che non una vera e propria caprese: il cioccolato è completamente assente e c'è una piccola quantità di farina e di lievito. Non è la prima volta che preparo questa torta, ma è la prima volta che la pubblico qui sul blog. L'abbinamento arancia e mandorla a me piace particolarmente. La farina di mandorle che ho utilizzato adesso era a grana molto fine, per cui il dolce è risultato soffice e compatto; in altre occasioni ho utilizzato delle mandorle tritate meno finemente ed ho ottenuto una torta maggiormente "sbriciolosa". Se volete replicarla, decidete voi in merito, in base alla resa finale che volete ottenere. E' buonissima in entrambi i modi. 
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Biscotti di farro e nocciole con carote e gocce di cioccolato

Questi biscotti dall'aspetto molto rustico sono senza uova e senza burro. Continuerò ad essere convinta che la migliore pasta frolla ha bisogno di questi due ingredienti fondamentali, e se si omettono o si sostituiscono, bé.. non è la stessa cosa, c'è poco da fare. Tuttavia in questi ultimi tempi le intolleranze alimentari stanno aumentando a dismisura, del resto la natura sta presentando il conto: l'uomo ha fatto scempio di ciò che aveva a disposizione e ora ... c'è un prezzo da pagare. Personalmente, oramai già da diversi mesi, sto cercando di limitare il più possibile l'utilizzo di farine raffinate e di impiegare cereali alternativi al frumento, che per tanto tempo sono stati messi in secondo piano dalle logiche industriali e dall'avvento della grande distribuzione organizzata. Girovagando in rete trovo spesso delle ricette "senza", preparazioni a cui vengono tolti degli ingredienti di uso comune che purtroppo possono causare problemi di salute. Prendendo spunto da alcune di queste ho fatto una specie di collage del tutto personale ed ho provato ad impastare questi biscotti. Vi confesso di averli assaggiati ieri sera ancora tiepidi e di aver storto il naso. Ma questa mattina il loro sapore mi ha piacevolmente sorpreso. L'abbinamento lo avevo già sperimentato nella Torta di carote, nocciole e farro che ho pubblicato oltre un anno fa (buonissima). In questa versione "biscottosa" al posto del normale zucchero semolato ho adoperato quello di canna, che ha conferito il suo aroma particolare; per grattugiare le carote ho volutamente utilizzato la grattugia a fori grossi, ma nulla vieta di tritarle più finemente (ad esempio, se si vogliono occultare nell'impasto). Anche le gocce di cioccolato si potrebbero omettere, per una versione meno calorica. Senza burro e senza uova sicuramente possono giovare a chi deve tenere sotto controllo i valori del colesterolo.

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Cappellacci di crepes con gamberi e crema di carciofi

Conosciute soprattutto con il termine francese di "crêpes", le crespelle in genere piacciono a tutti. Sono una base perfetta per tante preparazioni appetitose. Personalmente trovo che siano molto facili da realizzare, e questa ricetta è quella che uso da anni per prepararle, sia nella versione dolce che in quella salata. Normalmente si farciscono e si arrotolano, a mo' di cannelloni, oppure si piegano a mezzelune, o a fazzoletto (come in questa mia precedente ricetta di crepes), o ancora a formare dei fagottini di crepes, oppure dei sacchetti legati con erba cipollina o fili di pasta. Una recente tendenza (lanciata dallo chef Sergio Barzetti) è quella di chiudere a mezzaluna e poi arrotolare mettendo in verticale nella teglia, affinché le crepes si sorreggano a vicenda durante la cottura. Ed è proprio da questa idea che sono partita, ma mentre richiudevo mi è balzato in testa di fare una specie di maxi tortello, ed ho tirato fuori questi cappellacci. 
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Melanzane al forno alla pizzaiola ** la mia ricetta più cliccata del 2013


Anno nuovo, si riparte! Ed io riparto partecipando alla seconda edizione della Eat Parade del blog "Il Mondo di Milla", ovvero una raccolta delle ricette più cliccate dei nostri blog nell'anno appena trascorso. Perciò oggi ripropongo questa ricetta che, per quanto risulta dalle statistiche, al momento ha ricevuto oltre 9600 click. Pubblicata originariamente il 12 Aprile 2013, rimane comunque in seconda posizione rispetto alla mia ricetta più cliccata in assoluto, la Crostata ricotta pere e cioccolato del 2012, che mantiene il primato con oltre 11000 visualizzazioni alla data odierna. Sicuramente con le melanzane siamo un po' fuori stagione, ma appena sarà il periodo giusto questa ricetta leggera e saporita ritornerà sulla mia tavola, e spero che vorrete portarla anche sulle vostre :-) 
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