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Quadrotti al miele ricoperti di cioccolato

Il sapore somiglia molto a quello dei mostaccioli morbidi. Nell'impasto c'è il miele e c'è anche quel mix di spezie dall'aroma inconfondibile che evoca l'atmosfera natalizia. La copertura di cioccolato fondente è il tocco goloso che non può mancare. La preparazione è estremamente facile, non richiede procedimenti particolari ed è a base di ingredienti semplici, ma naturalmente...di qualità! Potete dare a questi dolcetti la forma che preferite, io ho scelto di tagliarli a quadrotti ed ho ricavato dei piccoli bocconcini, perfetti per una dolce pausa o per una dolce coccola a fine pasto. Restano morbidi per molti giorni ma vanno conservati in una scatola di latta, o comunque protetti con alluminio o pellicola per alimenti. Ma diciamo pure che per farli durare un po' più a lungo bisogna proprio nasconderli, altrimenti... uno tira l'altro... finiscono presto 😋
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Gnocchi di grano saraceno con broccoli e crema di formaggio


In quanti modi possiamo condire gli gnocchi? Davvero tantissimi. Nelle giornate più fredde tipiche di questo periodo dell’anno un bel piatto di pasta fatta in casa, accompagnata da ciò che l’orto ci regala in abbondanza, ci sta proprio tutto. Il gusto intenso e deciso della farina di grano saraceno si sposa benissimo con la delicatezza dei broccoli, la crema di formaggio li avvolge completamente e la consistenza soda e leggermente granulosa di questi gnocchi fa sì che raccolgano benissimo il condimento. Qualche piccola aggiunta ed ecco pronto un piatto saporito, sano e per nulla complicato. Vediamo subito come prepararlo …
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Tortine all'orzo solubile con cuore al cioccolato

L'orzo solubile è l'alternativa ideale per chi non può assumere caffè, anzi si può proprio dire che sia il surrogato per eccellenza del caffè, ne ricorda il sapore ma consente di preparare un'ottima bevanda priva di caffeina, e per questo adatta a qualsiasi età. 
Utile per iniziare la giornata con la giusta energia pur essendo privo di sostanze eccitanti, il cosiddetto caffè d'orzo non macchia i denti né invecchia la pelle, non innalza la glicemia e contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue; inoltre contiene molte sostanze nutrienti da cui il nostro organismo può trarre beneficio.
In cucina l'orzo solubile si rivela un prodotto davvero versatile: oltre ad essere ideale per colazione o merenda, semplicemente disciolto in acqua oppure nel latte, può essere anche utilizzato per biscotti, torte e ciambelle. Quando viene usato nella preparazione di prodotti dolciari il suo aroma, che è per natura dolce e delicato, si trasforma in vero aroma di caffè. 
Realizzare una deliziosa torta all'orzo, ideale per la colazione dei bambini, è davvero molto semplice. Qui, in particolare, invece di riversare l'impasto in uno stampo unico ho preferito utilizzare quello dei muffin, ottenendo dei dolcetti monoporzione che sono diventati ancora più golosi grazie all'aggiunta del cioccolato.
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Risotto al parmigiano con zucchine, rucola e melagrana

Primo piatto abbastanza semplice da preparare, il risotto in bianco mantecato con burro e Parmigiano è sempre molto amato ed è perfetto sia per il pranzo che per la cena. Gustoso e delicato, dietro la sua semplicità nasconde una grande raffinatezza. Spesso viene accompagnato con l’aceto balsamico tradizionale di Modena, altro pregiato ingrediente che con il Parmigiano si abbina alla perfezione, ma si può dire che è una base ideale per realizzare tante altre varianti. Ci si può sbizzarrire arricchendolo ad esempio con spezie ed erbe aromatiche, carne, funghi o verdure. Qui infatti io ho aggiunto delle zucchine, che però in fin dei conti hanno un sapore abbastanza neutro. Perciò ho voluto provare ad accostare alla sapidità del parmigiano anche la dolcezza della melagrana e la nota un po’ pungente della rucola. Il risultato è piaciuto, questi elementi hanno dato freschezza al risotto con i loro sapori e con i loro colori ed hanno trasformato un semplice riso in bianco in un piatto abbastanza scenografico, bello da portare in tavola.
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Caponata di zucca

Oggi siamo così abituati a trovare tutto l'anno sui banchi dei supermercati ogni tipo di frutta e verdura da aver quasi dimenticato che dovremmo invece mangiare i prodotti offerti dalla natura seguendone la stagionalità. Esistono tanti buoni motivi per fare ciò. Iniziamo col dire che i prodotti di stagione sono molto più buoni perché la loro maturazione naturale permette di poterne gustare in pieno il sapore. Aggiungiamo che giova alla nostra salute, perché le piante costrette a crescere in periodi diversi da quelli che la natura ha riservato loro sono molto più deboli, meno ricche di sostanze nutritive, e vengono più facilmente assalite dai parassiti; ciò comporta la necessità di dover utilizzare una dose maggiore di prodotti chimici per eliminare gli insetti infestanti. Non trascuriamo poi il fattore economico: seguendo la stagionalità i costi di produzione sono minori e di conseguenza il prezzo finale è più basso. Molto importante è anche l'impatto ambientale: frutta e verdura di stagione per crescere e maturare non hanno bisogno di serre illuminate e riscaldate né di conservazione nelle celle frigorifere, elementi che comportano un maggior consumo di energia, a discapito dell'ambiente che ci circonda.
Perciò sono davvero molto felice di far parte dei 70 food blogger selezionati per il progetto Fruit 24, promosso da APO CONERPO, la più importante associazione di produttori ortofrutticoli, con lo scopo di aumentare l'attenzione su frutta e verdura, stimolandone l'utilizzo consapevole nel consumo quotidiano e suggerendo menu legati alle stagioni e ai diversi momenti della giornata.
E proprio per rimanere in tema di stagionalità oggi vi propongo una buonissima ricetta a base di zucca, la regina dell'orto autunnale che rallegra le nostre tavole anche per gran parte dell'inverno.
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Contorno di cavolo viola e verza

Del cavolo viola e delle sue caratteristiche ho già scritto qualche giorno fa, nel post dell'insalata d'autunno con cavolo viola, dove lo avevo utilizzato crudo. Ebbene, questo è sempre lo stesso cavolo, anche se stavolta sembra più blu che viola, a riprova di ciò che avevo scritto nel post di cui sopra. 
In questa preparazione infatti è stato preventivamente lessato; in più gli ho messo accanto un suo parente stretto, il cavolo verza, insaporito con una generosa manciata di semi oleosi misti. 
Così con poca spesa, pochi ingredienti e un po' di fantasia, si porta in tavola un contorno di stagione facilissimo, saporito e colorato, ricco di sostanze nutrienti che fanno tanto bene alla nostra salute.
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Gnocchi con farina di grano saraceno

Gli gnocchi hanno origini antichissime e rappresentano una preparazione tipica della cucina tradizionale italiana, ma sono anche diffusi in molti paesi del mondo con una grande varietà di ingredienti. In Italia la ricetta che va per la maggiore è quella che prevede l'utilizzo delle patate, ma gli gnocchi possono essere preparati con farine differenti (grano tenero, semola, riso, mais, ecc.), con uova oppure senza, e addirittura con pane secco e verdure varie. In ogni caso la farina bianca di frumento è quella che più di tutte rende l'impasto ben lavorabile e in genere si aggiunge sempre, anche in piccola parte. Possiamo così creare degli gnocchi usando delle farine un po' più "rustiche" come quella ricavata dal grano saraceno, che in realtà è uno pseudo-cereale, in quanto non appartiene alla famiglia delle graminacee ma dai suoi semi essiccati si ricava comunque una farina granulosa, dal profumo intenso e dal sapore deciso. Ed è proprio grazie a questa consistenza ruvida che gli gnocchi con farina di grano saraceno assorbono benissimo ogni condimento. 
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Insalata d'autunno con cavolo viola

Guardando attentamente sui banchi dei reparti di ortofrutta questo particolare cavolo cappuccio, si potrebbe essere portati a pensare: "Ma perché lo chiamano cavolo viola? A me veramente sembra rosso ... Anzi, ce n'è un altro poco distante che è decisamente blu!"
Insomma, di che colore sarà mai questo benedetto cavolo? Tranquilli, non sono i nostri occhi a soffrire di una strana forma di daltonismo, la verità è che effettivamente può assumere diverse sfumature di colore. 
Il motivo è legato al terreno di coltivazione: sui terreni acidi le sue foglie crescono di colore rosso o addirittura rosa o magenta, sui terreni neutri diventano di color porpora, mentre in quelli alcalini assumono toni blu. 
Quello che è certo, però, è che che tende a macchiare moltissimo tutto ciò con cui entra in contatto, mani, vestiti, utensili e contenitori. Una volta cotto solitamente diventa blu, ma per mantenerne meglio il colore si può aggiungere, direttamente in cottura, una componente acida, come dell'aceto o del succo di limone.
Il cavolo viola è una pianta stagionale, viene seminato in primavera e raccolto in autunno, perciò questo è il suo periodo migliore, quello in cui è più ricco di vitamine e sali minerali. In apparenza potrebbe sembrare difficile da trattare, invece la sua preparazione è molto semplice: bisogna eliminare le foglie più esterne e la parte centrale più dura, poi tagliare a seconda dell'utilizzo previsto e sciacquare. Può essere consumato sia crudo che cotto, quindi permette di realizzare ottimi piatti caldi, ma anche freddi, come le insalate. 
Il termine "insalata" di solito richiama alla mente le pietanze tipicamente estive, fresche e leggere, con cui ristorarsi durante le giornate calde. E invece anche ai primi freddi il nostro organismo ha bisogno di fare un pieno di nutrienti. E poi, un'insalata come questa, preparata con ingredienti di stagione, è gustosa, colorata e fa tanto bene alla nostra salute.
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Crostata con crema di ricotta al miele, amaretti e gocce di cioccolato

La ricotta è molto usata in pasticceria. Con questo formaggio fresco si possono preparare tanti deliziosi dolci al cucchiaio, aggiungendo panna montata per renderla più soffice. Arricchita con gocce di cioccolato, in alternativa ai canditi, la si può trovare all'interno dei cannoli siciliani, della cassata e di altri dolci tipici. Si presta benissimo alla preparazione di crostate o torte sbriciolate nelle quali entra come ripieno prima della cottura. In questo caso alla ricotta vengono aggiunte le uova, che cuocendo rendono la crema più densa; tipico esempio è la pastiera napoletana. 
Con l'aggiunta di un po' di miele la crema di ricotta diventa davvero deliziosa, soprattutto se si utilizza un miele profumatissimo, gradevolmente dolce e pieno. Qui ho scelto Mielbio Arancio di Rigoni di Asiago: raccolto sui fiori di zagara in Sicilia e in Calabria, è un miele denso, cremoso e spalmabile, ha un profumo intenso e caratteristico e conferisce ai dolci il suo sapore inimitabile che ricorda anche un po' le mandorle.
Questa torta è venuta fuori per caso, dopo cena, in una sera in cui non c'era nulla di interessante in tv e non avevo ancora voglia di andare a dormire. Ho impastato la frolla con le mie solite dosi e dopo aver messo il ripieno ho iniziato ad intagliare con un coltellino la pasta rimasta, a mano libera, senza sapere in partenza che disegno realizzare. Alla fine è venuta fuori questa decorazione floreale, gradevole alternativa alle classiche strisce della crostata perché, come sempre accade, anche l'occhio vuole la sua parte ...
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Pizzette di zucchine saporite

Più che vere e proprie pizzette, questi bocconcini sfiziosi preparati con le zucchine potrebbero essere definiti 'mini pizzette', e per di più vegetariane. Se per la stessa ricetta al posto di quelle lunghe si utilizzano le zucchine tonde si ottengono dei dischi più larghi, e in tal caso l’aspetto sarà più simile a quello delle pizzette vere e proprie. È invece sconsigliabile usare delle zucchine molto grosse, ovvero di tipo lungo ma anche molto larghe di diametro, perché quando crescono così tanto sviluppano parecchi semi all'interno e finiscono per avere un sapore poco gradevole. Inoltre sono da preferire zucchine dalla buccia liscia, che si presentino sode e con un bel colore.
Io avevo delle zucchine lunghe e scure, non molto grandi, con la buccia di un bel verde brillante, un buon sapore delicato, tenere ma sode allo stesso tempo. Si prestavano benissimo ad essere tagliate a fette un po' più spesse e ad essere grigliate velocemente, proprio perché essendo tenere hanno completato la cottura con il successivo passaggio in forno e sono rimaste leggermente croccanti, come piace a me che non amo le verdure stracotte. 
La preparazione di queste pizzette di zucchine saporite è facile e non richiede tantissimo tempo. Sicuramente vi faranno fare bella figura se le servirete durante una cena come contorno, o come antipasto veloce, o per un aperitivo con gli amici, ma anche sul tavolo di un buffet.
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Cake al the verde e bergamotto

Ecco una ricetta di un dolce in cui la marmellata viene messa direttamente nell'impasto e rende la torta molto profumata. Il dolce è di una morbidezza unica, risulta particolarmente soffice e rimane tale per diversi giorni. La ricetta è molto conosciuta, tempo fa impazzava sul web, anch'io avevo pubblicato una mia versione di ciambella alla marmellata in uno dei primissimi post qui sul blog. 
Si tratta di una torta di sicura riuscita, ma è importante che la marmellata da usare sia di ottima qualità. Quelle di agrumi sono le più indicate perché restituiscono maggiori aromi, ma vanno bene anche le confetture di frutta. Qui ho utilizzato un autentico concentrato di bontà, ricavato dal bergamotto, agrume dalla buccia preziosa simile ad una piccola arancia che cresce bene solo in un angolo della mia Calabria, ovvero quello che da Reggio si affaccia sullo Stretto, tra Villa S. Giovanni e Gioiosa Jonica, tra il mar Jonio e il Tirreno. Vis prende dal frutto intero il meglio del suo profumo e della sua intensità di sapori, molto simili a quelli dell'arancia amara, per creare una confettura extra dalla mille proprietà. 
E giacché il bergamotto è notoriamente utilizzato come aromatizzante anche nella famosa miscela di the "Earl Grey", ho sostituito l'acqua, prevista dalla ricetta standard della torta con la marmellata nell'impasto, con un infuso di the verde che ha conferito un'ulteriore nota aromatica a questo dolce già di per sé profumatissimo. 
Infine, invece di realizzare un'unica torta o la classica ciambella, ho suddiviso l'impasto in due stampi rettangolari da plumcake ed ho completato con l'aggiunta dello zucchero in granella dopo la cottura.
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Ciambella soffice al latte e cacao

La ciambella bicolore è un dolce semplice, sempre amatissimo da tutti. Si può dire che è un dolce magico, perché mescolando i due gusti di impasto si ottiene un decoro molto particolare e soprattutto mai uguale: può succedere infatti che i due colori rimangano ben definiti, oppure che venga fuori il cosiddetto effetto "marmorizzato", con un risultato simile, appunto, alle venature del marmo. Dipende dai movimenti effettuati quando si vanno a mescolare i due impasti nella teglia, ma anche dalla compattezza degli impasti stessi. 
Ma al di là del risultato estetico, il ciambellone di una volta al cacao e latte rimane il dolce perfetto per la colazione, per la merenda e per ogni altro momento della giornata, soffice, profumato e buono proprio come quelli che preparavano le nostre nonne. 
Di ricette, naturalmente, ne esistono diverse, con diverse combinazioni di ingredienti. Qui ho sostituito una parte di farina di grano tenero con fecola di patate, perché in dispensa in quel momento avevo solo farine "di forza", più adatte per gli impasti lievitati che non per i dolci soffici. 
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Torta di mele e lamponi


La base di questa torta è una pasta frolla ai lamponi. Si tratta quindi di una crostata preparata con una meravigliosa sablé senza uova, friabile e profumata, di colore rosa. No, non è un effetto ottico dato dalla luce delle foto, è proprio rosa, perché ha i lamponi nell'impasto. L'idea di questa particolare frolla sablè proviene come al solito dal web, trovata in maniera del tutto casuale, facendo delle ricerche addirittura su altri argomenti. Non saprei quindi attribuirne la paternità (o la maternità) in maniera certa, di sicuro mi ha subito incuriosito e non ho resistito, dovevo provarla. Ho pensato di utilizzarla aggiungendo un ripieno di crema pasticcera, mele e lamponi. L'abbinamento è risultato decisamente soddisfacente!
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Funghi ripieni di patate

I funghi ripieni al forno sono saporiti e facilissimi da realizzare. Possono essere serviti come antipasto, secondo piatto o contorno. Vengono preparati solitamente con i prataioli, conosciuti anche come champignon, gli unici sempre disponibili sulle nostre tavole in quanto si prestano alla coltivazione, a differenza degli altri tipi di funghi che provengono da raccolta spontanea. 
Gli champignon possono essere consumati in tutta tranquillità e in tutte le stagioni; i più comuni sono i bianchi e i cremini, così chiamati per il caratteristico colore marroncino, il loro costo è abbastanza contenuto, il sapore è delicato per cui è preferibile non esagerare con l’uso di aromi vari. Possono essere gustati anche crudi, nelle insalate, saltati in padella oppure cotti al vapore o in forno. Per conservarli è possibile essiccarli oppure congelarli. La loro cottura è veloce ed è importante mantenerli un po’ al dente per conservarne le proprietà nutritive e non alterarne il gusto. Una volta cotti gli champignon cambiano colore, diventando più scuri. 
Al momento dell’acquisto è bene scegliere funghi duri e sodi al tatto, con un bel colore bianco senza macchie o infossamenti sul cappello e con la calotta superiore fissata saldamente sul gambo. Come tutti i funghi sono abbastanza delicati, bisogna tenerli in frigorifero e comunque è bene consumarli il prima possibile. 
Per preparare gli champignon ripieni si utilizzano le teste ma anche i gambi, che vengono tritati e inseriti nella farcia. Dopo averli riempiti saranno sufficienti circa 20 minuti di forno per cuocerli. Il risultato sarà gustoso e anche bello da vedere.
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Frittata di patate e funghi

La frittata di patate è una pietanza semplice, nutriente ed economica. Si prepara partendo da una prima cottura delle patate, che in genere vengono tagliate a dadini e lessate velocemente per essere poi ripassate in padella e insaporite con aromi a piacere. A seguire si aggiunge il battuto di uova e si procede con la cottura classica in padella oppure al forno. Questa versione di frittata con patate e funghi è venuta fuori dall'esigenza di riutilizzare una piccola porzione del ripieno che avevo preparato per un'altra ricetta, quella dei Funghi ripieni di patate (ma nulla vieta di prepararlo appositamente per questa), dunque le quantità qui non sono precise: in base al ripieno avanzato ho aggiunto due uova ed ho arricchito con tanti pezzetti del mio adorato caciocavallo silano (ma potete utilizzare anche della semplice provola) che in cottura si fondono e danno alla frittata una meravigliosa cremosità. Mangiatela caldissima e gusterete il formaggio filante.
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Pan bauletto dolce alle nocciole e bacche di Goji

Un pan bauletto dolce e morbido fatto in casa è l'ideale per iniziare la giornata, a colazione, ma è ottimo anche per una merenda sana e genuina. La ricetta del pan bauletto non è per nulla complicata; sia in versione semplice che già farcito, come quello che vi propongo oggi, si può preparare il giorno prima, iniziando nel pomeriggio per poi infornare la sera ed averlo pronto per il mattino successivo, profumato e fragrante. Qui ho aggiunto nell'impasto una parte di farina di nocciole ed ho farcito con una buonissima confettura della Linea Più Frutta Benessere dell'azienda Vis. Quando andiamo a mettere una crema o una confettura all'interno di un lievitato prima di cuocerlo, bisogna tener conto che una parte verrà assorbita dall'impasto. Ho scelto la confettura di bacche di Goji perché contiene i frutti interi, che hanno mantenuto la loro consistenza anche dopo la cottura del pan bauletto, ma poi anche perché mi piaceva l'idea dell'abbinamento con le nocciole. Questa volta ho utilizzato il lievito di birra, pur avendo la mia pasta madre che però avrei dovuto rinfrescare prima dell'uso, e ieri pomeriggio decisamente non avevo molto tempo a disposizione. Personalmente non ho mai abbandonato il caro vecchio saccharomyces cerevisiae a totale favore del lievito madre, pur riconoscendo tutti i vantaggi di quest'ultimo. Si possono ottenere ottimi prodotti anche con il lievito di birra, dosandolo bene.
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Crema pasticcera senza grumi

Come fare per ottenere una crema pasticcera senza grumi? Perché usare l'amido al posto della farina? È meglio utilizzare solo tuorli o anche uova intere? Perché a volte si sente il retrogusto di uovo o di farina? Esistono tante ricette, ma ... quali sono le giuste dosi degli ingredienti? Qual è il segreto per ottenere una crema perfetta?
Sicuramente vi sarete posti almeno una di queste domande e avrete cercato delle risposte, ma è anche probabile che le risposte trovate non vi abbiano dato piena soddisfazione, e non perché l'informazione sia carente ma, al contrario, perché forse ce n'è fin troppa. E così tra pareri contrastanti e metodi diversi i dubbi rimangono. Per questo motivo ho pensato di condividere con voi quello che ho appreso finora, attingendo dal web, da testi specifici e soprattutto da nozioni ricevute direttamente da maestri pasticceri che hanno fatto chiarezza sull'argomento. E anche se comunque avete una ricetta oramai ben collaudata per la "vostra" crema pasticcera, spero di avervi incuriosito abbastanza da voler ascoltare "un'altra campana".
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Polpette di ricotta con zucchine e paprika (ricetta senza uova)

Le polpette di ricotta rappresentano un'idea diversa, un'ottima variante al posto delle solite polpette di carne, e di certo non sono meno sfiziose. Oggi vi propongo delle polpettine leggermente speziate per via dell'aggiunta della paprika, che comunque si può omettere o sostituire con altre spezie o erbe aromatiche a proprio gusto. Queste polpette vegetariane sono adatte anche in caso di intolleranza all'uovo, perché non lo contengono: basta usare una ricotta piuttosto asciutta, o in alternativa lasciarla sgocciolare per bene prima di unirla al resto degli ingredienti, e l'impasto risulterà comunque ben legato. Il pangrattato con cui vengono ricoperte assorbirà l'umidità e formerà una crosticina croccante all'esterno, racchiudendo un cuore morbido e gustosissimo.
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Plumcake con crema alla frutta

Il plumcake è un dolce perfetto per iniziare la giornata, semplice da preparare, soffice e profumato. Il suo nome deriva dalle prugne (plum) secche, utilizzate come ingrediente di questa famosissima torta (cake) di origini anglosassoni. Oggi la parola plum cake o plumcake indica in generale i vari tipi di dolce cotti al forno negli stampi rettangolari a pareti alte, ossia gli stampi"a cassetta". 
E come anticipato, ora vi mostro come ho utilizzato la crema alla frutta senza latte e senza uova preparata qualche giorno fa. 
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Crema alla frutta (senza latte e senza uova)

Tutti conosciamo la crema pasticcera: utilizzata tantissimo nei dolci, è sostanzialmente una preparazione a base di uova, zucchero, latte e farina (o altri addensanti come amido di mais, o di riso). E come sempre accade, ne esistono tante varianti: quella al limone e alla vaniglia sono le più classiche, come pure la crema diplomatica, che si ottiene con l'aggiunta di panna montata; c'è poi la crema inglese, preparata senza la farina (o altro addensante); ma in ogni caso, latte e uova sono due elementi sempre presenti. In realtà è possibile preparare delle creme dolci anche senza le uova, così come è possibile utilizzare un altro liquido al posto del latte, e ottenere una crema con meno grassi. Certo, ci sono delle differenze in termini di consistenza e sapore, ma il risultato può essere ugualmente goloso, come ho già sperimentato nella Crema all'arancia senza uova, nella Crema al cioccolato senza uova e anche nella Crema al latte di mandorle e caffè
Per preparare questa crema alla frutta ho utilizzato un prodotto che preserva al meglio le note aromatiche della materia prima, un "nettare" di frutta fresca biologica della linea Tantifrutti di Rigoni di Asiago. La gamma già esistente si è arricchita recentemente di due nuovi nettari, nei gusti Melograno, con ciliegia e bacche di goji, e Prugne e Kiwi. 

Ho voluto provare con il primo, quello al Melograno, ed ho ottenuto una crema profumatissima e ricca di sapore, che a prima vista si presenta quasi come un caramello. Questa crema può essere utilizzata, al pari della crema pasticcera, per farcire i dolci (e a breve vi mostrerò cosa ho preparato io), può essere consumata al cucchiaio, accompagnata magari da qualche biscottino, o arricchita con la panna, come la diplomatica. 
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Melanzane e patate gratinate

Le melanzane sono oramai presenti sui mercati durante tutto l'anno, ma le migliori sono come sempre quelle di stagione, ovvero quelle del periodo estivo. Di ricette con melanzane ne troviamo in abbondanza, del resto in cucina la melanzana è molto versatile, si presta alla cottura in padella, al forno, alla griglia e anche alla conservazione sott'olio. Con le melanzane possiamo preparare piatti che spaziano dall'antipasto al primo, al secondo, al contorno e persino al dolce. Sono ottime da sole ma anche insieme ad altri ortaggi come zucchine, peperoni, patate e così via. Patate e melanzane si abbinano bene in tante ricette sia in padella che al forno. Oggi vi propongo una ricetta "doppia", perché con questa preparazione potete realizzare sia un semplice e saporito contorno sia, con il successivo passaggio in forno, un piatto più completo da poter servire a pranzo o a cena. Facile e gustoso proprio come piace a ... noi !
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Torta di mele con crema pasticcera

Sottotitolo: Una torta di mele non stanca mai
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Difficile trovare qualcuno a cui non piacciano le mele. Dolce, aromatica, acidula, croccante, succosa, tenera, farinosa, profumata: ogni varietà di mela ha una sua caratteristica peculiare in grado di soddisfare le preferenze più disparate. 
La mela è ormai un frutto senza stagione, disponibile tutto l'anno sui nostri mercati. Ciò è dovuto sia alla coltivazione di tante varietà diverse, con periodi di maturazione differenti, sia alle tecniche di conservazione che oggi vengono adottate. Le mele infatti vengono fatte maturare lentamente in atmosfera controllata, e questo processo consente di ottenere una durata decisamente superiore rispetto al vecchio metodo di conservazione in cella frigorifera. 
L’autunno rimane però la stagione in cui possiamo portarle in tavola con i loro migliori colori e profumi. Al momento dell’acquisto è importante scegliere quelle che al tatto risultano sode, senza incavi o ammaccature; la buccia non deve presentare tagli e il picciolo non deve staccarsi facilmente dal frutto. In casa possiamo conservarle a temperatura ambiente, oltre che in frigorifero, a patto di tenerle in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta.
Bisogna inoltre controllarle spesso, basta una sola mela marcia per rendere marce tutte le altre con cui si trova a contatto: le mele (come le banane, le pere e i meloni) producono etilene, un gas in grado di deteriorare gli altri alimenti posti nelle vicinanze, e in modo particolare le verdure con foglie, che perciò vanno tenute sempre lontane.
Mangiare una mela al giorno, come consigliato dalla saggezza popolare, di certo non risolve ogni nostro possibile problema di salute, ma sicuramente aiuta. Gli effetti benefici sono noti fin dall'antichità e oggi sappiamo che una mela è composta principalmente da acqua e sali, ed è quindi ipocalorica; contiene molte vitamine; è ricca di fibre che aiutano a combattere la stipsi (quando viene cotta, mentre da cruda tende ad avere un effetto astringente); contiene sostanze antiossidanti; e la lista delle sue proprietà non finisce di certo qui. Ma al di là di tutte queste considerazioni, da un punto di vista strettamente gastronomico possiamo affermare senza ombra di dubbio che con le mele è possibile preparare un pasto completo, dall'antipasto fino al dolce. E qui ritorniamo al concetto iniziale, ovvero: 
Una torta di mele non stanca mai ! 
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Farfalle con zucchine, fiori di zucca e burrata

Un buon piatto di pasta è spesso la soluzione più veloce quando si ha poco tempo per preparare qualcosa da mangiare. Oggi l'argomento cibo va per la maggiore, dappertutto c'è gente che cucina e, tra programmi televisivi, riviste, blog, social, manifestazioni varie e chi più ne ha più ne metta, spesso assistiamo alla preparazione di pietanze spettacolari, a volte stravaganti, con nomi d'effetto e presentazioni perfette. E così siamo diventati tutti sempre più curiosi, abbiamo voglia di assaggiare tanti piccoli bocconi, di carpirne i segreti, e siamo sempre alla ricerca della novità. Oggi il food è l'argomento giusto per richiamare gente, per divertirsi, per scoprire cose nuove. Ma diciamo la verità: alla fine siamo tutti alla ricerca di ricette veloci e semplici, di qualche idea gustosa che sia al tempo stesso anche facile da realizzare. Specialmente quando si torna a casa e ci si accorge che è già tardissimo, le ricette veloci sono la nostra salvezza!
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Biscotti al cocco con confettura di ananas e kiwi giallo

I biscotti al cocco esistono in tante varianti. C'è la versione senza burro, quella con solo albumi, solo con farina di cocco oppure con aggiunta di altre farine, e così via. A seconda degli ingredienti utilizzati e del loro bilanciamento si ottengono dei biscotti più o meno croccanti o friabili. 
Oggi vi propongo una versione di biscotti al cocco morbidi, che diventano dei veri e propri pasticcini dal sapore fresco ed esotico grazie all'aggiunta di una confettura molto particolare. Un prodotto di alta qualità, come tutti quelli proposti dall'azienda Vis, la cui gamma si è recentemente arricchita di gusti nuovi della Linea Più Frutta Benessere, nella quale i protagonisti sono i superfood, alimenti dalle straordinarie proprietà benefiche, frutta di qualità e di prima scelta presente in un quantitativo pari al 65% sul totale del prodotto. 
In particolare, la confettura che ho utilizzato in questa ricetta contiene Golden Kiwi, un frutto carico di vitamina C ed E, fibre e potassio, e Ananas, fonte di sali minerali e drenante, che aiuta la digestione ed ha proprietà anti-infiammatorie. Questa confettura è inoltre classificata come ipocalorica. Bé, certo, qui non ho ragionato sul conteggio delle calorie ma piuttosto sull'abbinamento di sapori, e vi assicuro che è buonissima e che con il cocco ci va proprio a nozze. Tanto non siete a dieta, vero? 
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Biscotti mattinieri

I biscotti da inzuppo fatti in casa sono semplici e genuini. Con il loro aspetto rustico e le caratteristiche crepe ci riportano subito ai ricordi dell'infanzia, alle nostre nonne intente a prepararli e alle tazze colme dove poterli tuffare. Sono ottimi con il latte, ma anche per il the, o nella cioccolata calda. Sono ritornati prepotentemente alla ribalta, tant'è che l'industria alimentare ne ha incrementato la produzione, spingendo molto anche con la pubblicità. Per essere veramente al top devono assorbire i liquidi senza però spappolarsi, insomma devono essere inzupposi al punto giusto. I biscotti che ho preparato con la ricetta che mi appresto ad illustrare li ho definiti 'mattinieri' per un motivo semplice: sveglia in piena notte, senza riuscire più a riprender sonno, dopo aver bevuto un caffè mentre fuori era ancora buio pesto, cosa potevo fare? Ma è ovvio! Mettere le mani in pasta, con gli ingredienti che avevo a disposizione. Quantità minime, giusto per avere qualcosa da gustare a colazione. E così, fin dalle prime ore del mattino, oggi dentro casa mia c'era un buon profumino ...
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Crostata con amaretti e Nocciolata

Le torte con gli amaretti sono sempre deliziose, l'aroma inconfondibile di questo tipico biscottino di pasta di mandorle le rende speciali, sia che si tratti di torte soffici che di torte a base di frolla. Nelle nostre dolci preparazioni infatti spesso li adoperiamo dopo averli sbriciolati, per aggiungerli direttamente all'impasto di base o per formare uno strato uniforme sul fondo della torta (strato che avrà anche la funzione di assorbire l'umidità della marmellata o della crema che andremo a mettere come farcitura). Ma possiamo benissimo utilizzare gli amaretti lasciandoli interi. In quest'ultimo caso, giacché quelli che acquistiamo già pronti hanno una consistenza solitamente molto friabile, è bene inumidirli leggermente con un liquido (che può essere latte, liquore, caffè ecc., a seconda della ricetta) in modo che durante la cottura rimangano più morbidi e non diventino troppo secchi. Proprio come ho fatto in questa deliziosa crostata, composta da due dischi di pasta frolla farciti con gli amaretti interi bagnati nel rum e ricoperti da una golosa crema spalmabile al cioccolato e nocciole. Con un piccolo accorgimento affinché la crema non indurisca durante la cottura: l'aggiunta della panna fresca.
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Spaghetti alici e fiori di zucca

La pasta con le alici fresche e il pangrattato è una preparazione tipica delle regioni meridionali della nostra penisola. Veloce e saporitissima, si lascia in bianco ed è già buona così, con pochi essenziali ingredienti. Spesso viene aromatizzata, a piacere, con l'aggiunta di varie erbe aromatiche, con peperoncino, e anche con pecorino grattugiato. 
Quando mancano le alici appena pescate si utilizzano quelle conservate sotto sale o sott'olio, ma il loro sapore è indubbiamente diverso rispetto a quello del pesce fresco, che rimane il più delicato. 
Questa è una versione decisamente estiva del classico piatto di spaghetti con le alici: qui ho aggiunto i fiori di zucchine che la natura in questo periodo ci regala in abbondanza ed ho aromatizzato con il finocchietto, che a me piace tanto e dona al piatto una profumatissima nota di freschezza.
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Hamburger con verdure

L'hamburger è sicuramente uno dei piatti caratteristici della cucina americana, ma in realtà il suo nome suggerisce origini tedesche che risalgono probabilmente al periodo in cui, nel XIX secolo, si verificò una massiccia immigrazione negli Stati Uniti da parte di tedeschi e austriaci, i quali partivano in gran parte da Amburgo, principale porto commerciale della Germania. 
Oggi questa polpetta di carne macinata è conosciuta in tutto il mondo ed è entrata a far parte della cultura gastronomica di tanti altri paesi. Quando si parla di hamburger molto spesso non ci si riferisce al solo disco di carne, pressata e cotta prevalentemente alla piastra o alla griglia, bensì al tipico panino rotondo e morbido che la contiene, solitamente con l'aggiunta di ingredienti vari, e che costituisce uno dei piatti di fast food per eccellenza.
L'hamburger viene associato quasi sempre all'idea del cosiddetto "cibo spazzatura". Questo perché nel macinato di carne che viene utilizzato per la sua preparazione oltre alla parte magra c'è sempre una componente di parte grassa. Il giusto mix con la parte grassa costituisce un elemento indispensabile per donare all'hamburger sia sapore che morbidezza, e di certo in sua assenza si otterrebbe una polpetta di carne decisamente troppo asciutta e stopposa. Ma purtroppo capita che l'industria alimentare utilizzi gli hamburger per smaltire vari "ritagli" di macelleria, che altrimenti sarebbero destinati allo spreco. Accade così che tra gli ingredienti vi siano elevate quantità di grassi saturi e colesterolo, aggravate dalla presenza del pane di farina bianca e dall'aggiunta di formaggi e intingoli. Inoltre quelli già pronti vengono quasi sempre venduti in forma surgelata, perché la carne macinata, si sa, è soggetta ad un deterioramento veloce, a causa dell'ampia superficie attaccabile dai batteri che si viene a formare quando la carne viene sminuzzata. L'alternativa è quella di ricorrere ad una versione casalinga, col macinato eseguito al momento dell'acquisto e qualche accorgimento da adottare nelle varie fasi di preparazione.
Qui vi propongo una versione che si potrebbe definire "estiva", senza panino e senza salse varie, ma comunque molto saporita perché arricchita da buone verdure. Accompagnata da una fettina di pane casareccio diventa un buon piatto unico che sazia senza appesantire.
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Muffins alla marmellata

Come si fa a non far cadere la marmellata sul fondo durante la cottura? Domanda ricorrente a cui il più delle volte si cerca risposta leggendo qua e là, o scambiando informazioni con amiche/amici e conoscenti. Lo stesso problema si ha anche con le gocce di cioccolato, con i pezzetti di frutta e via dicendo. Le soluzioni che vengono più comunemente proposte sono due: prima di incorporare all'impasto infarinare oppure congelare quegli ingredienti da aggiungere a pezzi che vorremmo poi ritrovare ben distribuiti nel nostro dolce. Ebbene, io ci ho provato varie volte, ma nessuno dei due metodi ha funzionato in assoluto, nel senso che nella maggior parte dei casi non è servito ad evitare la caduta sul fondo. Ma perché a volte sì e a volte no? La risposta soddisfacente l'ho avuta da un maestro pasticcere, durante un corso di formazione sulle basi della pasticceria: dipende dall'impasto. Più esso è denso e compatto e meglio sosterrà questo tipo di aggiunte che andremo a fare, mentre all'interno di un impasto fluido tenderanno inevitabilmente a scendere verso il basso. Così ho smesso di fare tentativi più o meno empirici: fatta eccezione per le frolle, la marmellata nei dolci soffici la vado a mettere dopo la cottura, e non se ne parla più :) 
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Filetto di maialino nero al ribes

La scelta del maialino nero non è casuale. Il filetto, che sia di bovino ma anche di suino o di altro animale, è sicuramente un taglio di carne pregiato. A me piace cucinarlo nel modo più semplice possibile e, trattandosi di carne di maiale, cerco di fare in modo che risulti ben cotta ma al tempo stesso che rimanga tenerissima. E questo col suino nero riesce molto bene. E poi, il fatto di poter degustare un prodotto locale e tradizionale consente sicuramente di prendere le distanze da quell'omologazione dei sapori che le regole commerciali ci hanno imposto negli ultimi anni.
Ma ovviamente se non avete modo di reperire il suino nero potete realizzare questa ricetta anche con un altro tipo di carne di maiale.
Allevato da secoli nell'intera regione, il Nero di Calabria appartiene al gruppo delle razze suine autoctone italiane. L’origine di questo particolare maiale calabrese è tuttora incerta: si presume che discenda direttamente dai maiali iberici, ipotesi attendibile giacché la Calabria come il resto del Sud Italia è stata per lungo tempo sotto il dominio spagnolo; ma potrebbe anche derivare dal ceppo pugliese, a sua volta derivante dal Nero Casertano, diffuso in tutta l’area che ha costituito per lungo tempo il Regno di Napoli.
A differenza di altre razze il maiale nero è più lento nella crescita e poco prolifico, e necessita di vivere allo stato brado o semi-brado, cibandosi di ghiande, castagne, tuberi e radici che trova nelle aree boschive in cui viene allevato. Nel XX secolo l'arrivo dei maiali rosa, che "rendono" molto di più e possono essere allevati al chiuso in maniera intensiva, ha causato inesorabilmente un declino dell’allevamento del Nero, al punto che durante gli anni '70 se ne è rischiata addirittura l'estinzione.
Oggi per fortuna è in corso un'azione sempre più massiccia di salvaguardia della razza e, grazie alla tenacia e alla passione di molti allevatori, il Nero di Calabria sta vivendo un periodo di pieno recupero. La sua carne, magra e di ottima qualità, altamente nutriente e ricca di Omega 3, viene solitamente trasformata in prodotti tipici della salumeria calabrese: prosciutto, capocollo, pancetta, lardo, salsiccia e soppressata. Ma naturalmente viene anche destinata al consumo diretto e non soltanto alla produzione di salumi.
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Crema al latte di mandorle e caffè (senza uova)

La crema al latte di mandorla è una preparazione di base da cui si può partire per realizzare tanti tipi di creme utilizzando un latte alternativo a quello vaccino. Si presta infatti a tantissime varianti, è molto facile, è veloce, è ideale per farcire torte e pasticcini ma anche da servire come dolce al cucchiaio. Senza uova, senza glutine, senza lattosio, è adatta agli intolleranti ma anche a chi segue un'alimentazione vegetariana e vegana e non vuole rinunciare al piacere di gustare una buona crema. Qui vi propongo una versione al caffè, con pochi ingredienti e tanto aroma. 
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Insalata di riso con salmone, zucchine e limone

L'insalata di riso è il piatto unico che domina le tavole estive degli italiani, ottimo da portare in spiaggia o per un picnic all'aperto, per cene raffinate o per un pranzo veloce, specialmente quando fa molto caldo. 
Gli ingredienti? Il primo naturalmente è il riso, che sia bianco, nero o rosso; se vi piace, il più consigliato è il parboiled (dall'inglese partially boiled = parzialmente bollito), il riso che "non scuoce" perché viene preventivamente sottoposto ad un trattamento specifico che ne salvaguarda il contenuto di vitamine e sali minerali e gli consente di rimanere sempre al dente. E poi ... la fantasia! 
Cucinare un'insalata di riso è facile, è comodo perché si può preparare in anticipo, è divertente perché si presta a tante varianti gustose e colorate. Le regole da tener presenti sono poche ma essenziali: utilizzare materie prime di ottima qualità; non esagerare con gli ingredienti da aggiungere, per non mescolare troppi sapori; servirla fresca o a temperatura ambiente, e non fredda di frigorifero. In questo modo la vostra insalata di riso sarà sempre sfiziosa, leggera e sana allo stesso tempo.
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Linguine con cicoria, fonduta di formaggi e peperoni cruschi

 
La pasta con la cicoria potrebbe sembrare una preparazione più adatta all'inverno, sotto forma di minestra, e invece in versione asciutta è perfetta da assaporare anche nella stagione calda. La cicoria è un'erba dal gusto amarognolo, utilizzata frequentemente in cucina sia cruda che cotta. Ha proprietà disintossicanti: le sostanze attive contenute nelle sue foglie depurano fegato e reni e svolgono azione lassativa. Quella selvatica cresce spontaneamente e abbondantemente nei campi, prediligendo i terreni asciutti ma, come avevo già riportato in un mio precedente post (vedi ricetta Cicoria e patate in tortino ), alla famiglia delle cicorie appartengono anche tante altre varietà coltivate, caratterizzate dal sapore più o meno amarognolo, come le indivie, le scarole, i radicchi. Tutte hanno proprietà sgonfianti e un apporto calorico bassissimo.
In questa ricetta ho aggiunto una falda di peperone crusco per dare colore e sapore (i peperoni cruschi sono dei tipici peperoni di forma allungata che vengono disposti uno accanto all'altro a formare delle caratteristiche collane, tramite un filo di cotone che li unisce dal picciolo, e vengono fatti essiccare al sole; costituiscono una conserva per l'inverno e in genere si consumano dopo averli gettati in olio caldo e poi sgocciolati). 
A completamento del piatto c'è poi l'aggiunta di una manciata di pinoli, di pane tostato e di una base cremosa di formaggi. Ringrazio per l'idea un caro amico di famiglia che qualche sera fa mi ha dato modo di gustare i suoi spaghetti preparati in questo modo: Ed io ho replicato, seppur con qualche piccola variazione ...
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Crostata crema e amarene

La crostata con crema pasticcera è un dolce classico e sempre molto gradito, c'è però differenza sul tipo di crema da utilizzare a seconda che si debba mettere dopo la cottura della frolla oppure che debba andare in forno insieme alla frolla, e quindi subire una seconda cottura. In quest'ultimo caso infatti la crema deve essere più zuccherina e contenere più grassi, in modo da rimanere più stabile. 
L'abbinamento crema e amarene è uno dei miei preferiti. Un guscio croccante di pasta frolla racchiude il ripieno di crema pasticcera arricchita dalle amarene in sciroppo: un dolce davvero semplice da realizzare e che riscuote sempre tanto successo.
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Fiorellini di brisée con crema pasticcera al parmigiano


E' iniziata una nuova sfida a colpi di ricette!
Grazie a Valle', che ha scelto il mio blog, partecipo al 1° Contest per Valle'&Burro
Sei più #DolceoSalato? "
- 48 blogger selezionate per chiamata diretta
- 8 settimane di sfida 
ogni settimana potete votare la vostra ricetta preferita su
 http://www.valledolceosalato.com
(ogni blogger partecipa con una sola ricetta per una sola settimana)

Confesso che ero molto indecisa: partecipare per la categoria Dolce o per quella del Salato?
E alla fine ... ho optato per una ricetta che sebbene abbia l'aspetto Dolce ha un sapore decisamente Salato !
Avevo già preparato dei fiorellini come questi, ormai diverso tempo fa, per una ricetta dolce (vedi Crostata fiori e frutta), e per l'occasione ho deciso di fare qualcosa di simile stravolgendo i sapori. Perciò ho utilizzato una base di pasta brisée (senza zucchero), ho farcito sempre con crema pasticcera (ma in versione salata) ed ho decorato con tocchetti di verdure al posto della frutta. 


Se vi piace la mia proposta, cliccate sul banner del concorso e ... votate votate votate !!!
(attenzione: questa ricetta partecipa solo alla seconda settimana di contest, dal 30 maggio al 5 giugno)


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Tortelli dolcemente salati al parmigiano e confettura di uva spina

Per preparare questo stuzzichino servono pochi ingredienti. Perfetto per un aperitivo, per un buffet o per un brunch, con la base neutra della pasta brisée, il dolce della confettura e la sapidità del parmigiano si abbina a meraviglia con formaggi a pasta molle e salumi come prosciutto crudo e speck. 
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Pasta brisée (ricetta base)

La pasta brisée o brisé è un impasto neutro che può essere impiegato indifferentemente per preparazioni dolci e salate. Oltre ad essere molto versatile è veramente semplice da realizzare. Con le dosi di questa ricetta si ottengono circa 300 g di pasta, sufficienti per foderare una teglia unica da 24-26 cm di diametro. 
Per quanto riguarda la cottura, in linea di massima la temperatura del forno va da 180° a 200°C, il tempo dipende dall'eventuale presenza di un ripieno, specialmente se questo è piuttosto umido; in alcuni casi conviene invece effettuare la cosiddetta cottura "in bianco" e aggiungere il ripieno successivamente, cuocendo in due tempi. Insomma, è necessario far riferimento alla specifica ricetta in cui la pasta viene utilizzata.
La pasta brisée va lavorata velocemente, necessita di riposo in frigorifero e dopo la cottura tende ad indurirsi, perciò va ritirata dal forno ancora morbida. Di conseguenza il suo colore rimane piuttosto chiaro. Per ottenere la doratura, subito prima di infornare possiamo spennellare con tuorlo d'uovo, eventualmente miscelato con un po' di latte.
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Crema pasticcera salata al parmigiano

Conoscevo l'esistenza della crema pasticcera salata, ma non mi ero ancora cimentata nella sua preparazione. Qualche giorno fa, mentre mettevo ordine nel mio angolino dedicato a libri, dispense e ricettari di cucina, mi è capitato tra le mani un foglio con la ricetta della crema al parmigiano di Luca Montersino e mi è venuta voglia di provarla. Ho ridotto le dosi, calcolatrice alla mano, e tra frigo e dispensa ho trovato gli ingredienti necessari. La crema è ottima (e non poteva essere altrimenti, data la provenienza della ricetta), ora non mi resta che decidere come impiegarla, nel frattempo metto qui le dosi che ho utilizzato e il solito procedimento step-by-step.
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Pane alla segale con semi misti

La segale è un cereale antico. E' una pianta molto rustica e resistente che sopporta il freddo molto meglio dei frumenti, pertanto la sua coltivazione è diffusa soprattutto nei paesi del nord Europa e più in generale in quelli che presentano climi freddi; non a caso in Italia è largamente presente in molte zone montane del settentrione. 
Utilizzata sin dall'antichità per la preparazione del pane, è ricca di fibre, vitamine e sali minerali. Una volta raccolta, generalmente in autunno, viene poi macinata per ottenere l'omonima farina, dal colore particolarmente scuro rispetto a quella di frumento. Questo potrebbe far pensare subito ad un prodotto integrale; in realtà come per il frumento anche per la segale esistono vari tipi di farina, che vanno da quella più chiara e raffinata alla semi integrale, fino all'integrale vera e propria. Anche il pane ottenuto si differenzia da quello comune per il caratteristico colore scuro, tanto da essere chiamato "pane nero". 
La farina di segale inoltre è adatta alla preparazione di biscotti, focacce, crostate, piadine e diversi formati di pasta, anche ripieni. Si tratta comunque di una farina poco ricca di glutine e quindi meno panificabile rispetto a quella di frumento, ragion per cui il pane viene spesso preparato miscelandola con altre farine, come quella di grano tenero. I panificati di sola segale risultano più compatti, con mollica fitta e alveoli scarsi, ma per contro hanno un'ottima conservabilità. 
Un altro problema che riguarda la panificazione (oltre alla presenza di poco glutine come già evidenziato) è la presenza di enzimi amilolitici che si trovano nel seme e che distruggono l'amido stesso della farina, togliendo di fatto il nutrimento ai lieviti. Il modo migliore per contrastare questo processo è l’utilizzo del lievito madre, che essendo acido abbassa il pH dell’impasto, impedendo così l'attivazione di questi enzimi
Le proprietà benefiche del pane di segale per il nostro organismo sono molte. Ha un contenuto calorico piuttosto contenuto, il che lo rende un alimento particolarmente indicato per chi sta seguendo un regime alimentare a scopo dimagrante; inoltre ha un contenuto di fibre pari a circa il doppio rispetto al pane classico, con conseguenti effetti benefici sulla regolarità intestinale e sul metabolismo. 
Ma a parte tutto ciò, del suo sapore ne vogliamo parlare? Sì, perché c'è anche da dire, in verità, che il pane di segale è davvero molto buono!
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Crostata di patate

Questa crostata salata qualche tempo fa mi ha portato tanta fortuna ed ha avuto un gran successo di pubblico. Soltanto ora mi sono resa conto di non aver ancora pubblicato la ricetta qui sul blog, dopo che il concorso a cui ho partecipato (*) è ormai terminato da un bel po'. E' una ricetta semplice e adatta a tutte le stagioni, per cui la ripropongo a distanza di qualche tempo, anche per coloro che l'anno scorso non hanno avuto occasione di seguire la manifestazione a cui mi riferisco. 

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Alici e patate gratinate al forno con finocchietto selvatico

L'abbinamento alici e patate, che sia in teglia o in tortino, è uno dei più gettonati per gustare questo pesce azzurro tanto raccomandato per la nostra salute. Le alici vengono pescate praticamente tutto l'anno, ma il periodo migliore è quello primaverile-estivo, per cui adesso si trovano anche a buon mercato: approfittiamone quindi per preparare un piatto semplice, economico e genuino che in genere piace a tutti. La parte più noiosa è come al solito la pulizia del pesce, sebbene quella delle alici non sia tra le più laboriose. Una volta superato questo ostacolo, per comporre un tortino di alici e patate si possono utilizzare anche tanti altri ingredienti: cipolla, pomodori, peperoni, erbe aromatiche e così via. A me piace rimanere sulla semplicità e perciò ve lo propongo così, aromatizzato con il finocchietto selvatico e cotto totalmente in forno (ma in due riprese, per via dei tempi differenti di cottura dei due elementi principali che lo compongono), croccante fuori e morbido dentro. Riuscite a sentirne il profumo?  
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Insalata di primavera

Le insalate hanno smesso già da alcuni anni di essere un semplice contorno: l'utilizzo di svariati ingredienti le trasforma il più delle volte in un ricco e gustoso piatto unico. Con l'arrivo della primavera e delle belle giornate di sole l'orto ci regala delle verdure fresche, tenere e saporite che possiamo sfruttare in tanti modi. L'importante però è non "massacrarle" con preparazioni elaborate o condimenti eccessivi, bensì mantenersi sulla massima semplicità. Ecco quindi che un'insalata con lattuga novella, fave, ravanelli e qualche dadino di formaggio diventa un piatto ricco di nutrienti, piacevolissimo alla vista e al palato, perfetto per un pranzo light che può essere preparato anche all'ultimo minuto. Il condimento ideale? Un giro di olio extravergine e una crema di aceto balsamico al limone che con la sua morbida acidità e i suoi profumi mediterranei aggiunge ulteriore freschezza.
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Pasta con cipolla rossa in agrodolce, pistacchi e pinoli

Quando il pistacchio di Bronte incontra la cipolla rossa di Tropea può nascere un condimento semplice ma buonissimo per un piatto di pasta veloce, di quelli da preparare all'ultimo momento. E con un prodotto pronto di ottima qualità non c'è da versare nemmeno una lacrima, basta mettere una padella sul fuoco a fiamma bassissima e fare in modo che le cipolle cedano il loro sapore all'olio. Poi c'è bisogno di una pasta artigianale italiana prodotta con le migliori materie prime, essiccata a bassa temperatura affinché non si perdano gli elementi essenziali. Che altro? Ah, sì... un po' di basilico, una manciata di pinoli, una spolverata di parmigiano, et voilà: il pranzo "made in Italy" è servito!
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Omelette con asparagi e crema di tonno all'arancia

Quando si ha poco tempo per cucinare, le uova possono venire in soccorso con tante gustose ricette che spaziano dall'antipasto fino al dolce. Strapazzate, alla coque, in camicia, sode, e chi più ne ha più ne metta. In padella la loro cottura è velocissima, che si tratti di frittata, crêpe oppure omelette. E già, perché queste tre pietanze non sono assolutamente la stessa cosa, ma presentano delle differenze sostanziali, sia negli ingredienti che nelle modalità di preparazione. 
In breve: 
- nella frittata possono essere aggiunti tantissimi altri ingredienti, che generalmente vengono mescolati insieme alle uova prima della cottura; quest'ultima può avvenire in padella o in forno, ma sempre su entrambi i lati (perciò, a metà cottura bisogna sempre "girare la frittata" :-D ); 
- la crêpe è un composto di uova, farina e latte e deve essere cotta in padella in maniera sottilissima, sempre rigirando a metà cottura; 
- l'omelette invece è un battuto di uova, sale e pepe da cuocere in padella su un solo lato, lasciando la parte superiore non completamente rappresa e ripiegandola su se stessa, a mezzaluna oppure "a tre" (in questo caso si va a formare una specie di rotolo); l'eventuale ripieno va aggiunto subito prima di ripiegarla.
Pertanto una omelette preparata ad arte rimane umida e leggermente cremosa al suo interno.
Questa che vi propongo non è "la solita frittata". Sebbene semplice e veloce, è anche sfiziosa e tanto ricca di gusto.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/crepes.html

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Risotto alla nduja di Spilinga con melanzane e pecorino

Il risotto è un grande classico della cucina tradizionale italiana e, anche se forse è più diffuso nelle regioni settentrionali della nostra penisola, si presta a talmente tante varianti da poter essere definito un piatto estremamente delicato fino a diventare un piatto decisamente corposo e consistente, a seconda degli ingredienti utilizzati. Premesso che io lo adoro in tutte le versioni e, come si suol dire, in tutte le salse, da buona calabrese mi sono cimentata in una versione tipicamente meridionale, utilizzando prodotti del mio territorio. Credo che la nduja non abbia bisogno di presentazioni (in ogni caso, per chi desideri approfondire, ne ho parlato ampiamente nel mio precedente post del pane con nduja): il suo sapore unico e inconfondibile caratterizza questo risotto realizzato con pochi altri ingredienti. Se anche voi amate quel "piccante al punto giusto" tipico del peperoncino di Calabria, provate questa ricetta, la apprezzerete sicuramente. 
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Mini sbrisolone integrali con pere e Nocciolata (senza latte)

Con il termine sbrisolona (o sbrisolina, o sbriciolata) oggi identifichiamo tutte quelle torte che hanno una particolare consistenza irregolare dovuta al metodo di preparazione: dopo aver lavorato insieme gli ingredienti con la punta delle dita bisogna scomporre l'impasto e sbriciolarlo (deve risultare grumoso); a cottura ultimata, la torta deve inoltre mantenere quella tipica friabilità che la caratterizza. In realtà la sbrisolona, dolce storico del nord dell'Italia di origine mantovana, ha una ricetta tradizionale che prevede un mix di farina bianca mista a farina di mais, a cui i contadini anticamente univano lo strutto insieme alle nocciole tritate di provenienza locale. Ma col passare del tempo la maggiore disponibilità di prodotti come zucchero, mandorle, burro, vaniglia ecc. ha portato a vari rifacimenti della ricetta originale. 
Queste piccole tortine a base di farina integrale (rigorosamente macinata a pietra) che qui vi propongo si preparano in pochissimo tempo. Anche gli intolleranti al lattosio possono gustarle, grazie alla nuova Nocciolata di Rigoni di Asiago: biologica, senza glutine, senza olio di palma e oggi anche nella versione senza latte, con una percentuale di cacao superiore a quella della Nocciolata classica che conferisce un gusto più intenso di cioccolato.
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Patate mpacchiuse

Le patate 'mpacchiuse (o 'mbacchiuse) non sono una semplice pietanza bensì una vera e propria istituzione per chi è cosentino come me. La preparazione è relativamente facile, ma... per ottenere le vere, gustosissime ed inimitabili patate mpacchiuse c'è bisogno prima di tutto di "lei": la Patata della Sila. Riconosciuta prodotto IGP dall'Unione Europea nel 2010, viene coltivata su questo bellissimo altopiano calabrese circondato dalle province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, dove la ricchezza di potassio del terreno e le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte favoriscono l'aumento degli zuccheri in un prodotto che, oltre alla buccia spessa e alla polpa ben soda, presenta livelli di sostanza secca molto più elevati, quindi una migliore attitudine alla frittura, nonché un sapore tipico più marcato rispetto alle patate provenienti da altri territori.
Particolarmente rinomata anche nei mercati della Sicilia, della Puglia e della Campania, grazie alla sua capacità di conservazione la patata della Sila è storicamente molto utilizzata per le provviste invernali, in quanto mantiene a lungo le proprie caratteristiche organolettiche. 
A differenza delle classiche patatine fritte, che vanno cotte in abbondante olio e rigirate abbastanza spesso, le patate mpacchiuse devono cuocere in pochissimo olio e vanno girate una sola volta, in modo da farle attaccare bene tra di loro ('mpacchiuse infatti significa proprio attaccate, appiccicate). Devono restare morbide all'interno e risultare dorate all'esterno. Bisogna quindi cuocerle a fuoco moderato, per evitare che invece di mpacchiuse diventino "abbrittate" (traduzione dal dialetto cosentino: abbrittate = bruciate).
Grandissima importanza riveste anche l’olio, parte integrante del sapore di questo piatto: il consiglio è quello di utilizzare un olio delicatamente fruttato e con un sapore dolce-piccante (meglio se calabrese, naturalmente...).
Le patate mpacchiuse sono solitamente presentate come contorno, ma possono essere gustate anche come antipasto, vengono proposte spesso nei ristoranti tipici delle mie zone e servite insieme a salumi e formaggi calabresi. Questa è la versione più semplice, quella che mi piace di più, preparata soltanto con patate, olio e sale, ma non è raro che venga aggiunta la cipolla di Tropea, come pure pancetta, funghi, salsiccia, peperoni, con o senza il peperoncino piccante. 

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