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Lenticchie con purè di zucca e patate (ricetta light)

Il Natale è sempre più vicino e noi di Light and Tasty vogliamo proporvi qualche spunto per le ricette delle Feste, sempre strizzando l'occhio alla leggerezza. L'ingrediente di oggi sono le
lenticchie
presenti soprattutto sulle tavole del cenone dell'ultimo giorno dell'anno, come augurio di ricchezza e prosperità per il nuovo anno che inizia. Ottime anche da sole, cotte in umido e insaporite in vari modi, si prestano ad essere accompagnate con tanto altro. Ricche di proteine e di fibre, le lenticchie, sebbene siano molto energetiche, aiutano a perdere peso e ad abbassare la glicemia.
Oggi vi propongo una versione light dei classici nidi di purè, che in genere si preparano con aggiunta di burro, uova e formaggio grattugiato e che si possono formare direttamente su una teglia, meglio se foderata con carta da forno, facendoli cuocere a 200°C per circa 20 minuti e mettendo le lenticchie dopo la cottura. In questo modo i nidi diventano più sodi e possono essere trasferiti su un piatto da portata dal quale i commensali possono servirsi.
Ma la mia preparazione di oggi doveva essere molto più leggera, quindi ho tagliato drasticamente i grassi aggiunti, sia nel purè che nelle lenticchie, ed ho usato dei contenitori monoporzione, anche questi da portare direttamente in tavola. In ogni caso bisogna che siano idonei per andare in forno, tradizionale o microonde, perché questa pietanza va servita ben calda. Possiamo organizzarci per predisporla in anticipo e scaldarla subito prima di servirla.
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Crema di ceci con gamberi al bergamotto, rucola e pepe rosa

Solitamente apprezzati anche da chi non ama tantissimo il pesce, i crostacei sono un alimento ipocalorico. Ritenuti erroneamente molto grassi, in realtà sono ricchi di acidi grassi polinsaturi, omega 3 e omega 6, cosiddetti grassi buoni. Tuttavia contengono anche una buona quantità di colesterolo e di sodio, per cui non bisogna eccedere con il loro consumo, limitandolo ad una o due volte al massimo alla settimana. 
Noi di Light and Tasty come ingrediente di oggi per le nostre ricette abbiamo scelto i gamberi (e i loro parenti stretti). 
Io ve li propongo in abbinamento con i ceci, in una preparazione che può essere servita come antipasto, anche per un pranzo o una cena a buffet se presentati in un bicchiere o in una coppetta monoporzione. E per tenere sotto controllo quella parte di colesterolo cattivo contenuta nei gamberi ho aggiunto un agrume unico e pregiato, l'oro verde della mia Calabria che non cresce in nessun altro posto al mondo: il bergamotto, frutto non trattato, genuino e naturale, che adesso è di stagione. Il suo sapore ben si addice ai cibi tendenzialmente dolci come i crostacei, ma è ottimo anche per bilanciare aromi più ricchi e corposi. 
I pochi ingredienti che ho usato si abbinano alla perfezione. Di questa ricetta facilissima e tanto gustosa vi mostro una duplice presentazione, da cui potete eventualmente prendere spunto anche per le vostre tavole delle Feste.
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Vellutata di finocchio con patate, porro e paprika

Buon lunedì a tutti,
per l'appuntamento con Light and Tasty il tema di oggi è "Ricicliamo!", ovvero: noi del team ci siamo cimentate nelle cosiddette ricette del riciclo che ritornano sempre molto utili in cucina per limitare gli sprechi, dando vita a piatti gustosi, preparati andando un po' ad occhio o a braccio che dir si voglia. 
Io sono parecchio "riciclona". Mettere insieme gli avanzi di cibo, sia crudo che cotto, è una cosa che faccio di frequente, tant'è che mio marito (il mio assaggiatore ufficiale, detto anche "Uomo Del Monte" perché delegato ad approvare ciò che mi appresto a pubblicare) molto spesso davanti al piatto che trova in tavola non mi chiede "Cosa hai preparato?" bensì "Cosa hai riciclato stavolta?".
Lui li chiama pezzi unici, della serie "Questo lo mangio ora, e mai più". In effetti i piatti del riciclo sono quasi impossibili da rifare tali e quali, proprio perché assemblati di volta in volta in maniera non quantificata e/o con determinate caratteristiche ante trasformazione.
Ma qui oggi oltre a riciclare bisognava mettere in conto la leggerezza del piatto. Allora ho pensato di utilizzare gli avanzi dei finocchi con cui avevo preparato un'insalata di finocchi e arance. In questa buonissima vellutata ho aggiunto pochi semplici ingredienti e per lasciare maggiore corposità alla pietanza ho preferito non frullarli tutti insieme, ma lasciarli a pezzetti.
La stagione dei finocchi è ufficialmente iniziata e la natura ce li regalerà fino a primavera inoltrata. Il finocchio è noto per le sue proprietà digestive, è ricco di fibre e povero di grassi, è composto per la maggior parte di acqua e contiene una buona quantità di potassio. Apporta pochissime calorie e svolge un'azione depurativa.
Croccante e profumato, ha un aroma particolare (che a dire il vero non tutti amano) e agisce sulle papille gustative alterandone un po' la funzionalità. Sapete da cosa deriva il termine infinocchiare? Si narra che, un po' di tempo fa, in alcune osterie venisse offerto del finocchio ai clienti prima di servire loro da bere, affinché non distinguessero bene il sapore del vino, che non era propriamente di qualità.
La prossima volta prima di gettar via gli scarti del finocchio provate anche voi a riciclarli, magari seguendo questa ricetta. Con gli avanzi si possono creare tanti piatti belli da vedere e buoni da mangiare  😉
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Torta con frolla al cioccolato, confettura di lamponi e crema pasticcera

Rieccomi, stavolta con un dolce. 
La ricetta base della pasta frolla al cacao che ho usato per questa torta è quella di Ernst Knam. Si scioglie in bocca ed è perfetta sia per crostate che per biscotti. Ho lavorato la frolla con la planetaria perché è molto morbida e con le mani si sarebbe riscaldata maggiormente. Il passaggio in frigorifero è assolutamente indispensabile, sia per poterla stendere agevolmente che per garantire friabilità dopo la cottura. Uno strato di Fiordifrutta Lamponi e uno di crema alla vaniglia hanno reso questa torta straordinariamente buona.
Vi fidate di me? E allora provatela! 😊
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Frittatine di spinaci al forno con funghi champignon

Buongiorno e buon inizio di settimana. Oggi le ricette della nostra rubrica Light and Tasty sono dedicate ai 
funghi.
Questi particolarissimi organismi viventi appartengono ad un regno a se stante, non possono essere classificati né come piante né come animali, ma hanno delle caratteristiche intermedie fra le une e gli altri. 
Dal punto di vista nutrizionale vengono considerati come verdure e ortaggi. Il loro valore nutritivo varia a seconda della specie, in ogni caso sono poco calorici, hanno un bassissimo contenuto di grassi e di glucidi e sono una buona fonte di proteine, carboidrati, sali minerali e vitamine. Bisogna però fare sempre attenzione: oltre al rischio di imbattersi in varietà altamente velenose che possono essere confuse con quelle commestibili, i funghi possono dare luogo anche ad intossicazioni, se vengono consumati in quantità eccessiva, e provocare allergie nei soggetti predisposti.
I funghi crescono per la maggior parte nei boschi, in maniera spontanea, nel periodo che va dalla fine dell'estate fino agli inizi di novembre. Vanno consumati appena raccolti, o al massimo entro due giorni. Per gustarli in altri periodi dell'anno si ricorre alla loro conservazione: essiccati, congelati, messi in olio o in aceto dopo una veloce cottura: con questi metodi possiamo averli a disposizione per creare tante buone ricette.
I funghi champignon invece sono sempre reperibili come prodotto fresco, perché vengono coltivati. Per via di questa comodità io li uso spesso nella mia cucina, ad esempio una preparazione che mi piace particolarmente è quella dei funghi ripieni di patate .
Ma di certo non uso solo gli champignon! Potete trovare altre ricette pubblicate qui sul blog cliccando sul seguente link:
Quella che vi propongo oggi oltre ad essere light è una ricetta vegetariana e con i suoi colori porta allegria sulla tavola pure in una grigia giornata autunnale. Non trovate anche voi? 
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Vellutata di zucca alla liquirizia


Cremosa e delicata, la vellutata di zucca è uno dei classici comfort food di stagione, facilissima da preparare sia nella versione più semplice che con aggiunta di verdure e ingredienti vari, come ad esempio legumi, spezie ed erbe aromatiche. 
La zucca è forse l'ortaggio autunnale più versatile e più semplice da usare in cucina. Con il suo bel colore caldo e brillante mette allegria e nonostante il suo sapore dolce è consigliata ai diabetici, perché contiene pochissimi glucidi, ed ha anche pochissimi grassi: per il 90% è costituita solo da acqua. La polpa è ricca di vitamine e antiossidanti e persino i suoi semi sono buoni e fanno bene. Come prepararla? Be', c'è solo l'imbarazzo della scelta (potete trovate tutte le mie proposte cliccando su questo link: Ricette con la zucca).  
Ho avuto modo di gustare il particolarissimo abbinamento con la liquirizia qualche giorno fa, in un rinomato ristorante della mia zona. Una piccola porzione di vellutata di zucca accompagnata da cubetti di pane tostato mi è stata servita all'interno dell'antipasto, insieme a vari assaggi di altre sfiziose pietanze. Non so quale fosse la ricetta di base dello chef di quel ristorante, io ho preparato la vellutata a modo mio ed ho replicato l'accoppiata zucca/liquirizia, togliendo però il pane e mettendo i semi di zucca tostati.
A proposito di liquirizia, apro una parentesi: forse non tutti sanno che in Calabria nasce la migliore a livello mondiale, particolarmente equilibrata nel gusto dolce/amaro e che perciò, a differenza di quella prodotta in altri paesi (molto più amara), non necessita di essere trattata con additivi ed edulcoranti. 
In Italia circa l'80% della produzione di liquirizia proviene dalla costa ionica della Calabria e in particolare dai comuni di Rossano e Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza. Unico al mondo è anche il Museo della Liquirizia "Giorgio Amarelli" (http://www.museodellaliquirizia.it/) che custodisce la storia di questo prodotto, conosciuto da secoli per le sue eccezionali proprietà benefiche e citato in antichi trattati di medicina di varie civiltà.
Bene, chiudo la parentesi. Passiamo alla ricetta ...
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Sgombro all'arancia

Rieccomi con una ricetta facile facile per cucinare lo sgombro, uno dei pesci più apprezzati  per le sue proprietà nutrizionali e anche per il suo costo abbastanza contenuto. 
Oggi le ricette della nostra rubrica Light and Tasty sono dedicate al pesce.
Qualcuno si chiederà se per caso mi sono convertita alla cucina light: nel mio post precedente c'è ancora una ricetta light, per la rubrica. In realtà questi ultimi giorni sono letteralmente volati via, sono passata da un lunedì all'altro senza quasi rendermene conto. Però state tranquilli, continuerò a proporvi un po' di tutto, dal dolce al salato, dal leggero all'ipercalorico, accontentando (spero) ogni palato  😊.
Ma torniamo al nostro sgombro, pesce dal sapore deciso e dalle carni scure conosciuto anche come maccarello o lacerto. Diciamo subito che in termini assoluti non si può definire magro anzi, è pieno di oli. Appartiene alla categoria del cosiddetto pesce azzurro, che in realtà non è una categoria scientifica, bensì una denominazione adottata in termini commerciali per raggruppare tutte quelle specie di pesci molto diffusi nel Mediterraneo (e quindi facilmente reperibili nella nostra penisola) con una tipica colorazione tendente al blu scuro/verdastro striato d'argento; di color argento è anche il loro ventre, sono tutti senza squame e per la loro ricchezza di Omega 3 e di grassi insaturi sono consigliati dai nutrizionisti. 
Per limitare le calorie basta, come sempre, limitare l'ulteriore apporto di grassi. La cottura al cartoccio in questo caso ci viene in aiuto. È un metodo sano e dietetico che consente di combinare la cottura al forno con quella al vapore, trattenendo sapori e profumi. 
Tanto sapore e tanto profumo qui vengono esaltati dall'arancia e dal basilico, che si abbinano meravigliosamente. La lista degli ingredienti di questa ricetta è cortissima. Del resto, è una regola di base per gustare al meglio il pesce fresco. Servirlo con troppe aggiunte è spesso un trucchetto per camuffarne il sapore quando la freschezza è ormai un lontano ricordo. Ma questo già lo sapete. Passiamo alla ricetta:    
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Patate light alle mandorle

Questo appuntamento con le ricette di Light and Tasty mi rende particolarmente felice, abbiamo scelto un ingrediente che piace sicuramente a tutti e che io personalmente amo alla follia:
le patate
Cibo umile, alla portata dei più poveri che non potevano permettersi neanche il pane, nel XVIII secolo le patate divennero il principale alimento disponibile in Europa. Oggi ne esistono più di 7.500 varietà. Sono facili da coltivare, crescono a qualsiasi latitudine, necessitano di poca terra, si conservano per mesi senza bisogno di frigo o freezer, sono buone e nutrienti.
In un regime alimentare equilibrato le patate non vanno mai eliminate. Non sono un alimento ipercalorico, ma lo diventano in base al tipo di cottura (la frittura è uno dei metodi che le rende particolarmente grasse) o se vengono arricchite con condimenti grassi. Rappresentano un ottimo sostituto del pane e della pasta perché contengono carboidrati e amido, ma hanno molte calorie in meno!
La patata lessa è considerata quella più scialba e senza un buon condimento può risultare davvero poco saporita. Queste patate con le mandorle che vi presento oggi hanno un bel colore dorato, tanto da sembrare fritte o cotte nel forno. In realtà sono proprio delle patate lesse, perché le ho cotte in acqua sul fornello, facendo seguire un breve passaggio in forno. Il colore dorato è dovuto ad un "trucchetto": l'inserimento della curcuma, che può anche essere sostituita, a piacere, con una punta di cucchiaino di zafferano in polvere.
Per questa preparazione è preferibile utilizzare patate a pasta gialla, scegliendo una varietà ricca di amido. Io ovviamente, da buona cosentina, ho usato quella del mio territorio, la Patata della Sila IGP. La sua caratteristica organolettica principale è proprio una percentuale di amido superiore alla media. Coltivata nell'atmosfera incontaminata dell'altopiano della Sila a più di 1000 mt di altezza, la Patata della Sila è una patata di montagna particolarmente rinomata anche nei mercati siciliani, pugliesi e campani. Conserva un forte legame con il territorio calabrese ed è largamente impiegata nella gastronomia locale e nelle ricette tipiche. Una fra tutte: le saporitissime patate mpacchiuse che trovate qui sul blog (però vi avverto: quella NON è una ricetta light 😁).
Ma ora vi mostro come ho realizzato questa ricetta facilissima con le patate
Economica? Abbastanza. 
Nutriente? Sì. 
Leggera? Certamente. 
Gustosa? Be'...idem con patate!
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Torta sofficissima di farina integrale con yogurt e frutta fresca


Preparare una torta soffice con la farina integrale si può. Solitamente impiegata nella produzione di pane e pasta, la farina integrale può essere usata anche in pasticceria, nelle preparazioni di base come la pasta frolla, la pasta sfoglia e gli impasti cosiddetti soffici, per torte e ciambelle. Bisogna tenere conto delle sue caratteristiche: è sicuramente una farina più pesante rispetto a quella raffinata, la presenza di fibre (e del germe, per quella macinata a pietra) fa sì che assorba più liquidi rispetto all'altra. L'aggiunta di grassi e di latte (e suoi derivati) però ne migliora la resa.
Con una farina integrale di buona qualità ho preparato questo dolce veloce, semplicissimo da fare, ideale per la prima colazione e per una deliziosa merenda. Importante è la presenza dello zucchero di canna integrale scuro, che con la sua particolare consistenza si scioglie bene e si amalgama perfettamente con il resto degli ingredienti (sconsiglio il Demerara per via dei cristalli più grossi e dell'aroma meno marcato).
Si fa in fretta, non c'è bisogno neanche delle fruste elettriche, l'impasto va lavorato brevemente mescolando separatamente gli ingredienti liquidi e quelli solidi per poi riunirli. È un impasto che nasce come preparazione per muffin ma si può versare in uno stampo unico per farne una torta, come ho fatto io, oppure una ciambella. Si può poi completare con la frutta preferita e adattarlo ad ogni stagione dell'anno. Questa che vi presento oggi è una versione autunnale, con mele e uva. Lo strato di confettura in superficie, messo quando il dolce è ancora caldo, aggiunge morbidezza, sapore e profumo. Provatela così come ve la propongo, senza apportare variazioni, e poi deciderete se cambiare qualcosa o meno. 
(Vi ricordo che, se vi fa piacere, potete comparire nella mia galleria fotografica sulla pagina Facebook UnTavoloPerQuattro: inviatemi le foto delle vostre personali realizzazioni delle mie ricette, postando sulla pagina o come messaggio privato, e le vedrete pubblicate).
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Bocconcini di patate novelle e alici gratinati al forno

Piccole, tonde e con la buccia sottilissima, le patate novelle sono patate raccolte quando non sono ancora giunte a maturazione completa. Per questo motivo hanno una minor concentrazione di amido ma anche un maggior contenuto di vitamine e sali minerali. In cucina, oltre ad essere molto buone, sono anche belle da vedere e consentono di realizzare piatti sfiziosi. Si prestano ad essere bollite o cotte in forno, un po' meno alla frittura. Possono essere consumate con o senza la buccia, quest'ultima essendo molto sottile viene via facilmente, anche soltanto sfregandola.
In questa ricetta ho abbinato delle gustose patate novelle cotte al vapore con le alici fresche, ottimo pesce azzurro disponibile quasi tutto l'anno, che essendo molto sapido accompagna tanto bene le patate.
Pochi semplici ingredienti, un po' di fantasia e di manualità, ed ecco un piatto che stuzzica subito l'appetito!
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Muffin all'acqua variegati al cacao

Originario dei paesi anglosassoni, il muffin inizialmente era una vera e propria ricetta di riciclo, preparata con gli avanzi del pane e della lavorazione dei biscotti che venivano mescolati con patate schiacciate. L'impasto ottenuto veniva poi cotto su una piastra, pertanto non era particolarmente ricco di grassi e zuccheri, e rimaneva leggero e croccante. Con le successive rielaborazioni statunitensi il muffin venne adattato ai gusti degli americani e diventò molto più dolce e più grasso. Nacque così il dolcetto che oggi noi conosciamo, di forma rotonda e con la calotta gonfia, cotto all'interno di un pirottino. 
L'appuntamento odierno con la rubrica Light and Tasty è proprio dedicato ai muffin
Inserito negli appositi stampi monoporzione oggi qualunque prodotto da forno, dolce o salato, diventa un muffin, perciò le varianti sono davvero infinite.
Un muffin preparato con una ricetta classica che prevede farina, lievito, zucchero, burro o olio, uova, latte o yogurt, è decisamente molto calorico. Si va dalle 370 Kcal fino ad arrivare anche a 450 Kcal per porzione. Ma con qualche accorgimento è possibile ottenere dei muffin più leggeri senza rinunciare al gusto, come vi mostreremo noi del team di Light and Tasty
La mia versione ad esempio è senza uova, senza latte né yogurt e senza burro (sostituito con poco olio). Le calorie si riducono ad 1/3. E il sapore? E la consistenza? Vi dirò: ho provato in questa occasione, per la prima volta, una ricetta light di torta all'acqua trovata sul web, trasformandola in dolcetti monoporzione. Ad essere sincera non avevo grandi aspettative, specialmente per l'assenza delle uova. Invece ho dovuto ricredermi, sono molto buoni e soffici! 
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Crema di semi di girasole

Buongiorno e buon inizio di settimana, eccoci pronte per un nuovo appuntamento con le ricette di Light and Tasty, in cui questa settimana sono presenti dei preziosi alleati del nostro benessere: i semi oleosi, così piccoli ma così ricchi di proprietà benefiche. Semi di lino, di papavero, di sesamo, di girasole, di zucca, di canapa, di chia: insieme alla frutta secca forniscono vitamine, sali minerali ed acidi grassi essenziali, e ognuno di essi ha una caratteristica prevalente. E poi sono buoni e gustosi e possono arricchire ogni piatto. Sono anche molto calorici, non si deve eccedere con il loro consumo, ma una manciata di semi al giorno è più che sufficiente per poter usufruire dei loro effetti salutari, e si rimane parecchio al di sotto di quei 100 g di riferimento su cui vengono calcolate le Kcal.
Per la mia ricetta di oggi io ho scelto i semi di girasole e li ho ridotti in crema. È una preparazione davvero semplicissima e veloce, che in realtà si può fare con qualsiasi altro seme, adattando le dosi dei pochi ingredienti previsti. La crema può essere gustata spalmata semplicemente sul pane oppure inserita in altri piatti, che siano antipasti, primi o secondi. Per contrastare la naturale tendenza all'ossidazione ho aggiunto un po' di curcuma che ha dato anche una nota di sapore in più.
Ho poi gustato questa crema di semi di girasole spalmandone un velo su fette del mio pane home made leggermente tostato e aggiungendo singolarmente semi di papavero, di sesamo e peperoncino secco tritato. Provatela: vi conquisterà.
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Biscotti della nonna con cuore di confettura

La ricerca dei sapori di altri tempi riconduce ad immagini e profumi legati all'infanzia, fotogrammi di mani sapienti intente a trasformare pochi ingredienti, semplici e genuini, nei cibi che oggi nonostante gli sforzi non riusciamo più a riprodurre, non con gli stessi risultati. Perché, pur seguendo fedelmente una ricetta antica, quello che ne viene fuori assomiglia parecchio a ciò che conserviamo nei nostri ricordi, però... assomiglia. Non è "uguale". 
Sarà che la materia prima tanti anni fa era completamente diversa. In passato ogni famiglia aveva il suo pezzo di terra, perciò l'olio era quello buono, il grano veniva macinato quando serviva e la farina la si aveva sempre fresca; veniva passata al "crivu" (il setaccio) per separarne la "caniglia" (la crusca), ma se si voleva la farina bianca ("u fiuri") bisognava setacciarla più volte. Sarà che le dosi erano quasi sempre a occhio e la bilancia era l'esperienza. La frase ricorrente nelle ricette delle nostre nonne: farina = quanta ne riceve, perché le farine non sono tutte uguali, e le uova non hanno tutte la stessa dimensione di tuorlo e albume, perciò bisognava partire da queste ultime e aggiungere man mano gli altri ingredienti, lasciando la farina per ultima. 
Quella dei biscotti da inzuppo è una ricetta semplice, tramandata da generazioni, con le piccole varianti che esistono in ogni famiglia, perché si sa che ognuno ci mette un po' del suo, per adattarla ai gusti personali, ed è giusto che sia così. Sono caratterizzati dall'aspetto rustico, sono croccanti fuori e morbidi dentro, perché vengono passati nello zucchero semolato prima di andare in cottura. 
Quelli che fanno parte dei miei ricordi hanno una forma allungata, data rigorosamente a mano, con un taglio al centro. Sono biscottoni grandi e dorati a cui oggi ho voluto aggiungere una confettura bio, la Fiordifrutta Rigoni di Asiago. Quand'ero bambina io, diversi decenni or sono, la marmellata che trovavo nella dispensa poteva essere o quella di ciliegie, o quella di albicocche, oppure quella di pesche. A casa mia era così. E qual era la mia preferita? Quella che ho usato in questa ricetta, naturalmente!  
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Risotto zucca e 'nduja

Il risotto alla zucca è una tipica preparazione del Nord Italia, un piatto che proviene dalla cucina povera, quella dei contadini, e come tutte le pietanze povere, semplici ed essenziali, è straordinariamente buono. 
È la classica ricetta autunnale ed è uno dei mille modi in cui la zucca può essere impiegata in cucina. Gli ingredienti sono semplici ed economici: riso, zucca e brodo, e un po' di formaggio per aggiungere sapidità ed esaltare il gusto dolce e delicato della zucca.
In questo risotto con la zucca i sapori del settentrione incontrano un ingrediente del Sud, intenso e piccante. Quando si pensa alla Calabria, dal punto di vista culinario, la prima cosa che viene in mente è il peperoncino e con esso la 'nduja, il rinomato salame spalmabile preparato mescolando alcune parti grasse della carne di suino con abbondante peperoncino rosso.
Della 'nduja calabrese e delle varie forme di confezionamento ho già parlato nella ricetta di questo pane con 'nduja, per cui non mi dilungo. Aggiungo soltanto che con il risotto alla zucca si abbina molto ma molto bene, sostituisce il burro nella fase finale della mantecatura e fa la felicità di coloro che amano il gusto forte del peperoncino. 
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Insalata d'autunno con farro e frutta

Grappoli d'oro e grappoli neri
cadon nei cesti e nei panieri
⇋⇋⇋⇋⇋⇋⇋
e a Light and Tasty oggi si parla di
uva
un insieme di acini riuniti in un grappolo e tantissime varietà esistenti in natura, con forme e colori differenti. 
L'uva da sempre è simbolo di vita, di abbondanza e di prosperità. È un frutto energetico (100 grammi di uva fresca apportano circa 60 Kcal), ogni chicco è un vero concentrato di sostanze preziose, è ricchissimo di acqua e contiene zuccheri semplici direttamente assimilabili (glucosio, fruttosio, destrosio e levulosio), fibre, sali minerali, vitamine e anche polifenoli e tannini, questi ultimi presenti nella buccia. Dal punto di vista nutrizionale non ci sono grandi differenze tra la bianca e la nera, la scelta dipende dai gusti personali.
Per la mia ricetta di oggi ho scelto una varietà di uva senza semi. È bene precisare che non si tratta di un prodotto geneticamente modificato: la mancata formazione di semi in un frutto maturo è un fenomeno del tutto naturale che viene denominato apirenia. Gli acini di questi particolari tipi di uva hanno dimensioni ridotte rispetto a quelli che hanno il seme all'interno e fino a qualche tempo fa la loro produzione era destinata essenzialmente all'essiccazione. Sono uve apirene, ad esempio, la Sultanina e la Corinto. Negli ultimi anni è aumentata la richiesta del prodotto fresco e del resto l'assenza di semi è una comodità, sia per il consumo come uva da tavola sia per i vari impieghi che l'uva può avere in pasticceria, in cucina e nelle conserve.
La mia insalata d'autunno è un mix di frutta, verdura e cereali, un piatto unico gustosissimo che sazia senza appesantire. Provatela!
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Sformatini di melanzane con mozzarella e pomodoro

Il periodo migliore delle melanzane volge al termine, nella stagione fredda le troveremo sui banchi dei mercati ma non avranno lo stesso sapore di quelle maturate al sole, per cui approfittiamo delle ultime e gustiamole come più ci piace, sono così versatili in cucina da lasciarci solo l'imbarazzo della scelta. 
Anche oggi faccio una piccola considerazione: a quanto pare le melanzane sono molto apprezzate da chi naviga sul web in cerca di ricette e ciò che ho detto poco tempo fa a proposito delle mandorle, nel post della crostata con le mandorle, vale pure per le melanzane, giacché fra le mie ricette più cliccate restano saldamente in vetta, da molto ma molto tempo, queste melanzane al forno con patate e queste melanzane al forno alla pizzaiola, che ogni tanto si scambiano il posto ma non vogliono proprio mollare le prime posizioni della classifica.
E allora, per tutti gli amanti delle melanzane, oggi propongo un piatto semplicissimo e gustosissimo. Dopo aver visto di che si tratta, concorderete con me che in pratica è un modo alternativo per presentare una semplice polpetta di melanzane al sugo, con l'aggiunta di un cuore di formaggio. Ma l'occhio ne ha una percezione molto diversa.
Difficile resistere alla tentazione di raccogliere tutto il pomodoro, boccone dopo boccone. Ma poi, perché resistere? L'insieme è troooooppo buooonooo!
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Paillard di tacchino con champignon alla curcuma fresca

Arricchiscono le nostre pietanze con profumi e sapori invitanti. Sono le spezie, argomento delle ricette di Light and Tasty di oggi, quindi sui nostri blog troverete delle ricette particolarmente ... profumate!
Quando parliamo di spezie pensiamo subito ad aromi provenienti da terre lontane. In effetti sono prodotti ricavati da vegetali che crescono per lo più in oriente o in paesi tropicali, dei quali si usano parti diverse: corteccia, radici, foglie, bacche, frutti o semi, sia freschi che essiccati. Quando si parla di erbe aromatiche invece ci si riferisce a piante tipiche di paesi mediterranei ed europei, delle quali in genere si utilizzano parti di foglie verdi, anche qui fresche o essiccate. Ci sono poi alcuni prodotti difficili da catalogare nell'una o nell'altra categoria. Questi vengono definiti semplicemente aromi.   
Fare una stima delle spezie esistenti è un'impresa ardua, sono davvero molte, alcune facilmente reperibili nei mercati, altre quasi introvabili. In cucina vengono utilizzate per insaporire, ma hanno anche effetti benefici sulla salute: contengono vitamine, antiossidanti, sali minerali e sono totalmente prive di calorie.
Rispetto a quelle essiccate e ridotte in polvere, le spezie fresche sono molto più aromatiche. Tuttavia le prime sono certamente più diffuse e comode da usare. 
Nella mia ricetta di oggi io ho utilizzato la curcuma (fresca) e la paprika (in polvere), la prima nei funghi e la seconda nella verza, ingredienti che accompagnano questo piatto di carne dall'aspetto succulento ma in realtà molto povero di calorie e di grassi.
La curcuma è famosa per le sue proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie, ma apporta molti altri benefici al nostro organismo. La paprika ha proprietà antisettiche, facilita la digestione e rinforza l'apparato circolatorio.
Quei tocchetti di color arancione che a prima vista potrebbero sembrare carote sono in realtà pezzetti di curcuma fresca. Se riuscite a trovarla è meglio, altrimenti potete sostituirla con quella in polvere, aumentando un po' la quantità.
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Quinoa con zucca e piselli

La quinoa è una pianta che appartiene alla stessa famiglia di spinaci, bietole e barbabietole e in effetti il suo sapore ricorda molto quello dei suoi parenti stretti. Priva di glutine, viene associata ai cereali perché i suoi semi, oltre ad essere consumati in chicchi così come si presentano, possono essere utilizzati per ricavarne farina e altri derivati: i fiocchi, ottenuti tramite precottura a vapore e poi schiacciati; i chicchi soffiati, molto simili a quelli di riso ma di dimensioni più piccole; e persino il latte, ricavato partendo dai semi macinati. 
I semi di quinoa si presentano come minuscoli grani tondi, simili a perline. Il loro colore, a seconda della varietà, può essere beige-avorio (quasi giallo), rosso o nero. La quinoa gialla è il tipo più diffuso ed è facilmente reperibile nei supermercati e nei negozi bio. La rossa e la nera risultano più croccanti e richiedono un tempo di cottura maggiore rispetto alla gialla.
All'esterno dei semi di quinoa sono presenti le saponine, sostanze dal gusto amaro che possono risultare tossiche. Dopo la raccolta i semi vengono lavati e poi seccati al sole, ma in ogni caso, prima di essere utilizzati nell'alimentazione, è consigliabile sciacquarli di nuovo abbondantemente per eliminare gli eventuali residui. Vanno poi cotti coprendoli con una quantità di acqua pari al doppio del loro peso, si gonfiano e diventano traslucidi. 
La quinoa ha un indice glicemico medio, ha un alto potere saziante ed è perfetta nelle diete per il controllo del peso. Per le sue numerose proprietà nutritive è un cibo ideale per chi pratica sport e per chi vuole seguire un'alimentazione sana e bilanciata. E poi, con la quinoa è possibile preparare tanti piatti sfiziosi e gustosi, salati ma anche dolci. 
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Ricotta e pere - Dessert al piatto

Buongiorno e buon lunedì. Eh già, oggi è lunedì e quindi la ricetta odierna è tutta dedicata a Light and Tasty, la nostra rubrica settimanale che vi propone ricette gustose strizzando l'occhio alla leggerezza. Come sempre abbiamo scelto un ingrediente che segue la stagionalità e che ha proprietà nutrizionali molto importanti. 
Parliamo delle pere.
Nelle sue numerose varietà, diverse per colore, forma, dimensione e sapore, la pera rimane un frutto composto per la maggior parte di acqua, ha pochissime calorie (circa 35 kcal per 100 g), è molto ricca di potassio e perciò è utile nei regimi alimentari poveri di sodio. Possiede inoltre un buon contenuto di altri sali minerali e di vitamine, ed ha una grande quantità di fibra, concentrata soprattutto nella buccia.
La pera, insieme alla mela e alla banana, è un frutto che viene dato già ai bambini in tenera età ed è gradito per il suo sapore zuccherino. In cucina è particolarmente versatile e può essere utilizzata per tutte le portate, dall'antipasto fino al dolce. Insieme al formaggio è stata per secoli la colazione o il pranzo dei contadini e dei pastori. 
L'abbinamento ricotta e pere è un classico intramontabile ed io oggi vi propongo un dessert che potete concedervi anche se siete a dieta, un peccato di gola con poche calorie che si prepara in pochissimo tempo. È uno di quei dolci veloci, da fare all'ultimo minuto, per far bella figura anche quando arrivano ospiti inattesi.  
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Cipolle di Tropea in agrodolce al vino

Le cipolle in agrodolce vengono solitamente preparate con una miscela di acqua, aceto e zucchero, con o senza olio. La ricetta che oggi vi propongo prevede un ingrediente in più. Senza farle appassire in precedenza, senza caramellarle alla fine: le cipolle vengono semplicemente bollite e a cottura ultimata assumono un bel colore, uniforme e quasi trasparente. 
Della cipolla di Tropea ho già scritto in un post precedente (vedi ricetta Cipolle di Tropea al forno), è una varietà di cipolla rossa ma non sempre il suo colore è così intenso, dipende infatti dalla raccolta: cipollotto e cipolla fresca hanno un colore bianco-rosato, mentre la cipolla da serbo, estirpata quando è più matura e lasciata asciugare al sole, presenta un colore rosso-violaceo. Pertanto non c'è da meravigliarsi se in alcune preparazioni in cui viene inserita la cipolla di Tropea alla vista risulta molto chiara, tanto da far sorgere il dubbio che in realtà si tratti di un'altra varietà di cipolle. 
Le cipolle al vino sono ottime per accompagnare piatti di carne o per essere semplicemente gustate su fette di pane, da sole o con altri ingredienti 'poveri' di cui esaltano i sapori; e poi per primi piatti, antipasti, o come contorno a sé. 
Ricetta semplicissima, da fare preferibilmente con le cipolle di Tropea fresche, quando è il loro periodo di raccolta, ma anche utilizzando quelle essiccate, raggruppate nelle caratteristiche trecce e conservate per poterle gustare durante il resto dell'anno. 
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Crostata con mandorle e marmellata

La crostata rimane sempre la mia torta preferita, è il dolce casalingo per eccellenza e si può reinventare in mille modi diversi. La crostata con le mandorle poi a casa mia piace in maniera esagerata. A dire il vero le mandorle sono presenti in molti dei dolci che preparo e che ho pubblicato qui sul blog, ed è difficile trovare qualcuno a cui non piacciano, a meno che non ci siano problemi di allergia. Tant'è che fra le mie ricette più cliccate rimane saldamente in classifica da tantissimo tempo questa crostata di mandorle che ho postato quando il blog era ancora agli inizi. 
E allora io continuo su questa strada e vi propongo una nuova versione, con la mia collaudata base di pasta frolla, una marmellata bio di ottima qualità e una farcia presa in prestito da quest'altra (bellissima e buonissima) crostata alle mandorle. Il risultato è strepitoso!
A proposito di pasta frolla ... io metto quasi sempre un po' di lievito nella mia, chi mi segue lo sa. È vero che nella ricetta originale il lievito non è previsto, lo so, ma una piccola aggiunta rende il risultato finale più friabile, specialmente quando non c'è tantissimo burro nell'impasto, e favorisce il taglio della fetta. E poi, il lievito nella frolla a volte lo usa anche il Maestro Iginio Massari, con motivazioni dettate dalla competenza e dall'esperienza. 
Purtroppo si fa spesso tanta polemica (pure troppa, direi) sull'argomento. Lievito sì, lievito no, nella frolla come nel pandispagna. Bene, se non vi piace non mettetelo 😁
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Cous cous con gamberi al limone

Ricchissimo di proprietà benefiche, il cous cous è oggi il protagonista delle ricette di Light and Tasty.
È un alimento semplice, formato da due soli ingredienti: semola di grano duro e acqua. In pratica si può definire un formato particolare di pasta, e al pari di essa contribuisce al nostro benessere apportando carboidrati, fibre, proteine, amido, vitamine e sali minerali. È indicato nelle diete ipocaloriche perché rispetto alla pasta durante la cottura assorbe una quantità di acqua maggiore. Una piccola porzione di cous cous riesce così a dare un grande senso di sazietà.
Delle sue origini e dei metodi di produzione ho già parlato qualche tempo fa in questa ricetta di cous cous con verdure. Stavolta invece vi propongo un cous cous di pesce, semplice, buono e saziante. Per questa preparazione è molto indicata l'arancia, ma ancora non è di stagione perciò al suo posto ho usato il limone, che si abbina altrettanto bene con il resto degli ingredienti.
Vorrà dire che dovrò preparare di nuovo il mio cous cous quando sarà il periodo delle arance. Pazienza ... faremo questo sacrificio 😁
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Paccheri ricotta e doppio pomodoro

Uno schiaffone dato a mano aperta: è ciò che si intende con pacchero nel dialetto partenopeo. 
In realtà il termine deriva dal greco "πας" (tutto) e "χειρ" (mano). Ma ai buongustai quando si parla di paccheri viene subito in mente un formato di pasta, che per via della sua maggiore ampiezza rispetto ad altri formati più comuni somiglia proprio al palmo di una mano aperta. E poi, quando vengono versati nel piatto, i maccheroni giganti ai quali è stato attribuito questo nome emettono un suono simile a quello di uno schiaffo. 
La pasta è la più grande invenzione nel mondo della cucina e per noi italiani è una cosa seria. Sappiamo bene che un solo elemento, apparentemente insignificante, modifica totalmente il risultato di una ricetta. Formati differenti richiedono condimenti differenti: un formato grande, ad esempio, ha bisogno di un condimento avvolgente. Bisogna poi distinguere tra pasta fresca e pasta secca: la prima rimane sempre un po' callosa, ben si accompagna a sughi da mescolare all'ultimo momento e va maneggiata delicatamente in padella perché è più fragile.
Qui ho usato pasta fresca. Bastano pochi paccheri per riempire il piatto e saziarsi. Alla vista potrebbero sembrare poco conditi ma in realtà sono generosamente avvolti da un sugo a base di pomodorini, che c'è ma non si vede, perché ho usato pomodorini gialli: tutto il sapore del pomodoro senza il consueto rosso del pomodoro. Con la ricotta poi il loro colore è diventato più chiaro. Infine ho aggiunto un tocco di rosso e uno di verde, et voilà: il pranzo è servito. 
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Medaglioni di zucca e patate

Buongiorno e buon inizio di settimana. È lunedì, perciò puntualmente arriva la ricetta dedicata alla rubrica Light and Tasty. Oggi l'ingrediente che abbiamo scelto è 
la zucca.
Ricchissima di acqua, è un ortaggio ipocalorico: contiene solo 18 kcal per 100 grammi di polpa fresca. Ne esistono numerose varietà, con colori e forme molto diverse tra loro. Attualmente in Italia viene coltivata e consumata un po' ovunque ed è un ingrediente di base per tante gustose ricette. 
Come gli altri frutti ed ortaggi di colore giallo-arancio, la zucca è ricca di sostanze antiossidanti e di beta-carotene. Contiene poi sali minerali e numerose vitamine, in particolare pro-vitamina A, vitamina E e vitamina C. 
Qui sul blog ho già pubblicato diverse ricette che la vedono protagonista 
(per visualizzarle potete cliccare qui: Ricette con la zucca)
Per rimanere in tema con l'argomento della nostra rubrica ho pensato di preparare queste semplicissime crocchette, assolutamente non fritte, senza uova e con pochissimi grassi, da fare al forno nelle forme preferite. Possiamo infatti ricavare delle monoporzioni, che potrebbero essere anche delle polpette, lunghe o tonde, o delle pizzette schiacciate o, come ho fatto io, dei medaglioni sagomati con uno stampino circolare. Se si ha poco tempo però si può anche trasferire tutto l'impasto in una teglia unica, spolverare con il pangrattato, il formaggio e un filo d'olio e farli diventare un tortino, ugualmente gustoso e leggero. A voi la scelta.
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Ciambella soffice ai mirtilli

Per preparare la mia ciambella soffice ho seguito una ricetta Paneangeli apportando solo qualche modifica, in particolare nell'impasto ho sostituito lo zucchero bianco al velo previsto dalla ricetta con pari quantità di zucchero di canna al velo, la vanillina con buccia di limone grattugiata, e al posto delle gocce di cioccolato ho messo i mirtilli freschi. La ricetta originale inoltre prevedeva la suddivisione dell'impasto negli stampi per muffin, io invece ho optato per uno stampo unico a forma di ciambella. 
La ciambella soffice ai mirtilli è ottima per la colazione ma anche come merenda del pomeriggio, accompagnata da una bevanda a vostro piacimento, che sia latte, caffè, the, spremuta o succo di frutta. 
Gustatela tagliata a fette o, se preferite, preparate questa ricetta in formato monoporzione negli stampi da muffin. In quest'ultimo caso la cottura sarà di circa 18-20 minuti, alla medesima temperatura.
È davvero molto buona, ma del resto con le ricette Paneangeli si va sul sicuro, l'esecuzione è molto semplice e il risultato è garantito. 
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Focaccine integrali con fichi e speck profumate al timo

Un'altra settimana è passata, è di nuovo lunedì e noi di Light and Tasty siamo pronte con le nostre nuove proposte. Il protagonista è un frutto solitamente molto molto amato: oggi infatti vi presentiamo una carrellata di ricette a base di fichi
Fonte di energia, i fichi sono ricchi di fibre, minerali e vitamine e apportano numerosi benefici all'organismo. I fichi fioroni, coltivati prevalentemente nel Sud della nostra penisola, sono i primi a comparire, all'inizio dell'estate. Per le varietà più comuni presenti un po' in tutta Italia bisogna invece attendere agosto-settembre. Ci sono poi alcune varietà tardive che maturano in autunno. 
I fichi hanno cattiva fama perché essendo molto zuccherini vengono considerati nemici della linea. In realtà le calorie contenute in 100 g di prodotto fresco sono circa 47, quantità decisamente inferiore a quella che troviamo ad esempio nell'uva e nei mandarini, che superano le 70 kcal per 100 g di prodotto. Il basso apporto calorico dei fichi freschi è dovuto all'elevata quantità di acqua che il frutto contiene. Proprio per questo motivo però nei fichi secchi questo valore arriva ad essere cinque volte tanto, perciò è bene consumarli con moderazione. 
Mangiare un paio di fichi freschi al giorno è un peccato di gola che possiamo concederci, prestando attenzione a non assumere contemporaneamente alimenti ad alto indice glicemico come bibite zuccherate, cereali raffinati e dolci in generale.
Per preparare le mie focaccine integrali con i fichi questa volta ho optato per un impasto diretto con lievito di birra, veloce, senza lunghe lievitazioni, da fare nell'arco di un pomeriggio. Naturalmente si può usare lievito madre e partire con la lavorazione al mattino seguendo gli stessi passaggi, ma con tempi di lievitazione un po' più lunghi.
Un abbinamento molto comune nelle ricette salate con i fichi è quello con il prosciutto crudo, che qui ho sostituito con lo speck. Lo stesso dicasi per il rosmarino, erba aromatica che accompagna spessissimo i fichi,  ma vi dirò: io preferisco di gran lunga l'abbinamento con il timo. E voi, avete mai provato l'uno o l'altro?
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Zucchine e patate gratinate al forno

Ricetta salva cena o idea per un contorno, il gratin di patate e zucchine in genere piace a tutti. È buono da gustare caldo e filante ma anche freddo. La preparazione è molto semplice: possiamo tagliare le verdure a fette, o a bastoncini, oppure come ho fatto io, a dadini. Qui ho optato per una precottura veloce delle verdure, in modo da ridurre i tempi del forno, ed ho aggiunto anche del guanciale, che si può omettere per una versione vegetariana o meno calorica della ricetta, o per avere un contorno con cui accompagnare piatti a base di pesce.
Ricetta economica, con ingredienti facilmente reperibili, semplice e gustosa. Proprio come piace a... noi 😉
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Bavarese ai fichi

Cos'è la bavarese? Il nome deriva dalla regione tedesca della Baviera e in origine era una bevanda a base di tè, latte e liquore. È diventata poi un dessert grazie all'estro dei pasticcieri francesi che hanno creato questo particolare tipo di budino, partendo da una crema inglese (variante della crema pasticcera che prevede come addensanti soltanto i tuorli d'uovo, senza l'aggiunta di amidi o farina) a cui viene unita della gelatina e, a seguire, della panna semi montata. A differenza della mousse, molto più aerata e spumosa, la bavarese rimane più cremosa e consistente. Arricchita con aromi o paste aromatiche, ma anche con aggiunta di frutta o cioccolato, la crema bavarese è una delle basi della pasticceria internazionale. Molto apprezzata per la sua leggerezza e la sua delicatezza, la ritroviamo spesso all'interno delle cosiddette torte moderne, composte a strati.
Complice una gita in campagna, un albero carico di frutti e uno zio che insiste perché tu li raccolga e li porti a casa (altrimenti andranno persi, lui non li può mangiare perché ha il diabete alto), mi sono ritrovata con il frigo pieno di fichi. Ed io sono golosissima di fichi!!!
Dopo averne fatto una scorpacciata mangiandoli così, al naturale, un'idea per smaltire gli altri (almeno in parte) e liberare un po' il frigorifero ci voleva proprio. Allora, così fan tutti: sono andata sul solito motore di ricerca ed ho digitato ricette con i fichi. Ovviamente è uscito fuori di tutto e di più. Alla fine mi ha incuriosito proprio ciò che non mi era già venuto in mente di fare... ma che bella cosa, una bavarese di fichi! Prendendo spunto da varie ricette ho deciso di provare ed è venuto fuori questo dolce decisamente delizioso e anche scenografico, sebbene non proprio facilissimo: per preparare una buona bavarese bisogna prestare molta attenzione nelle varie fasi e seguire regole ben precise (e qui i corsi di pasticceria che ho frequentato tempo fa mi sono stati di grande aiuto).
Che dire ... è stata proprio un'ottima scelta. 
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Pesche e rucola con robiola

Oggi riprendiamo gli appuntamenti con la rubrica Light and Tasty, che ritorna dopo la pausa estiva.
Settembre è il mese dei nuovi inizi, dei cambiamenti e delle conferme. Noi torniamo nuovamente a proporvi le nostre ricette leggere e gustose, con l'ingrediente della settimana scelto dal nostro team, e abbiamo anche un cambiamento da annunciare: ringraziando la nostra Consuelo (I biscotti della zia) per il contributo che ha dato finora alla rubrica e che per via di altri impegni ha dovuto abbandonare (Consu, ci mancherai) diamo fiato alle trombe e accogliamo la new entry Simona (Batuffolando Ricette) che è entrata a far parte del gruppo. Se ancora non conoscete lei e il suo blog, questa sarà l'occasione per recuperare ciò che vi siete persi e farvi deliziare dalle sue sublimi preparazioni.
Ma ora parliamo un po' dell'ingrediente della settimana, ovvero:
le pesche 
Frutto prettamente estivo, la pesca cresce su un albero originario della Cina, giunto in Europa attraverso la Persia (da qui il nome latino persica). La fioritura del pesco avviene generalmente in primavera ed è nota per la grande bellezza dei suoi grappoli di fiori, i cui colori vanno dal bianco al rosa assumendo tutte le sfumature intermedie.
Le pesche sono ricche di acqua, vitamine, sali minerali e antiossidanti. Hanno poche calorie e un buon potere saziante, sono prive di grassi e povere di zuccheri e sono facilmente digeribili. 
Le varietà coltivate oggi sono numerose, con tempi di maturazione diversi che ci consentono di gustare questo magnifico frutto a partire da maggio fino a settembre (anche ottobre, per le varietà più tardive).
Molto versatili in cucina, si possono impiegare nella preparazione delle pietanze dolci ma anche di quelle salate. Io ve le propongo in una fresca insalatina, leggera, veloce, facilissima e gustosa. 
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Ciambella salata con salumi e formaggi misti

Soffice e sostanziosa, la ciambella ripiena di salumi e formaggi rientra nella categoria delle torte salate e perciò è ideale per le gite fuori porta, per i buffet, ma anche per accompagnare un antipasto sia a pranzo che a cena. Se cotta nell'apposito stampo diventa un babà salato, o per meglio dire un savarin, con la classica consistenza leggermente spugnosa che caratterizza questo tipo di preparazioni. 
L'impasto di questo babà rustico è molto morbido e appiccicoso, per cui è davvero difficile da lavorare con le mani, per una buona riuscita è necessario utilizzare un'impastatrice. Dopo la cottura, per evitare che diventi secca all'esterno, la ciambella salata va conservata proteggendola con pellicola per alimenti. 
Con le attuali temperature, decisamente calde, per preparare la mia ciambella rustica ho messo pochissimo lievito ed ho utilizzato latte freddo di frigorifero. Ho lasciato lievitare l'impasto nel forno spento ed  ha impiegato un paio d'ore per raddoppiare il suo volume. 
Potete farcire la vostra ciambella salata anche con un altro tipo di salame e di formaggio, da questo punto di vista è un'ottima ricetta svuotafrigo. Consiglio di non mettere troppo sale nell'impasto perché il ripieno è già abbastanza saporito. 
Naturalmente, il ciambellone salato va servito tagliato a fette, rigorosamente a temperatura ambiente.
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Coppe light allo yogurt con pesche

Preparare un dolcetto veloce e goloso senza accendere il forno si può. Se avete poco tempo, poca voglia, o se arrivano degli ospiti all'improvviso, questo potrebbe fare al caso vostro. Qui possiamo sfruttare la frutta di stagione per realizzare facilmente un dessert al cucchiaio genuino e leggero. L’estate ci regala tante varietà di profumatissime pesche: mettendo insieme pochi ingredienti possiamo esaltare il loro sapore rimanendo in tema di freschezza e leggerezza, con queste deliziose coppette ottime da gustare sia a colazione che a merenda, oppure per una pausa golosa in qualsiasi altro momento della giornata. 
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Crostata salata con funghi, peperoni, pomodori e burrata

Se siete alla ricerca di un'idea per una torta salata estiva con cui stupire i vostri commensali senza fare troppa fatica, questa crostata salata fa al caso vostro: facile, appetitosa e fresca, è perfetta per tutte le occasioni ed è adatta anche ai vegetariani, racchiude i colori, i sapori e i profumi dell'estate, risolve tanti problemi in cucina e può essere preparata in anticipo ... cosa volete di più?
Ah sì, certo ... la ricetta 😁
Eccola!

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Base per crostata salata morbida

Questa è una ricetta di base per preparare delle deliziose torte salate morbide. Qui l'impasto è stato cotto nel cosiddetto stampo furbo per crostate, che consente di ottenere la particolare scanalatura in superficie, per poi farcire la base secondo i propri gusti e la propria fantasia.
Facile e veloce, questo impasto è adatto anche per realizzare plumcake, ciambelloni e muffin. Un'idea fantastica e furbissima, da sfruttare come ricetta salvacena e svuotafrigo se si vuole portare sulla tavola di tutti i giorni, ma da tener presente anche per occasioni più importanti, perché è molto versatile e può diventare davvero coreografica.
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Palline di formaggio al basilico con marmellata di agrumi e zenzero

Queste polpettine di formaggio, un po' dolci e un po' salate, sono senza cottura, velocissime e semplici, e vanno gustate fredde. Perciò sono perfette come finger food per aperitivi e buffet, soprattutto nella stagione calda, quando la voglia di accendere i fornelli è davvero poca. Ma naturalmente possono arricchire le nostre tavole delle piccole e delle grandi occasioni anche negli altri periodi dell'anno. Le varianti in cui possiamo prepararle sono tante, mixando diversi ingredienti e utilizzando come base formaggi cremosi quali ricotta, mascarpone, crescenza, oppure i classici formaggini. 
Qui in particolare ho voluto provare l'abbinamento con il prodotto ricevuto qualche giorno fa da Rigoni di Asiago, il nuovo gusto con cui l'azienda ha incrementato la gamma delle sue marmellate biologiche: la Fiordifrutta Agrumi arricchita con lo zenzero, un mix di profumi e sapori intensi, molto gradevoli e freschi, perfetta con i formaggi a pasta molle!
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Quadrotti di pasta sfoglia e patate


Oggi vi propongo una ricetta di torta salata da cui si possono ricavare facilmente delle monoporzioni molto carine, ideali per un aperitivo o come antipasto. La base si può preparare in anticipo e può essere farcita al momento non solo con i pomodorini, come ho fatto io in questa occasione, ma con tutto ciò che la fantasia suggerisce, ad esempio con salumi, formaggi e altri ortaggi freschi come zucchine, peperoni, melanzane. 
Le torte salate monoporzione si presentano sempre bene e non è detto che per prepararle si debbano necessariamente utilizzare degli appositi piccoli stampi. L'alternativa più facile e veloce può essere appunto quella di realizzare una base come questa, che dopo la cottura può essere tagliata nelle forme desiderate, va servita a temperatura ambiente e può essere arricchita secondo i propri gusti. 
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Insalata di avocado e salmone

Il salmone affumicato e l'avocado sono i due ingredienti principali di questa ricca insalata, pietanza abbastanza completa, fresca ed estiva, che può essere gustata come piatto unico ma anche come secondo piatto oppure, in piccole porzioni, come sfizioso antipasto, servito sia in tavola che in un buffet. Un mix perfetto tra il sapore nordico del salmone e quello un po' esotico dell'avocado, a cui ho aggiunto l'aroma delizioso del lime e alcune bacche di pepe rosa, che oltre ad insaporire sono molto decorative. 
L'insalata di salmone e avocado può essere preparata in tante versioni, variando gli ingredienti da aggiungere a quelli di base. Nella mia insalata ho utilizzato ciò che avevo in casa al momento mixando con l'acidulo del cetriolo, il dolce del mais, il croccante della lattuga e la nota colorata e gustosa dei pomodorini di stagione.
In fin dei conti, questi insalata è un piatto semplicissimo e anche veloce da preparare. Basta curare un po' la presentazione e quando la porterete in tavola sicuramente ci sarà qualcuno che si lascerà sfuggire un 'wow!' 😄

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Timballini di orzo con fagiolini, cipolla di Tropea e bacche di Goji

Ricette di piatti estivi, facili e veloci: con il caldo che ci opprime è ciò che cerchiamo un po' tutti, per potersi saziare rimanendo leggeri. Tanta frutta e tanta verdura, ma senza rinunciare ai primi piatti, da gustare freddi. Via libera quindi alle insalate di pasta o di riso, ma anche di altri cereali come farro, orzo, quinoa, kamut, bulghur, miglio e così via. Da soli o mischiati tra loro sono buonissimi in tutti i periodi dell'anno. L'orzo ad esempio aiuta a sgonfiare la pancia ed è facile da digerire. Per avere un fresco piatto unico estivo basta aggiungere le verdure preferite e qualche erba aromatica; si ottiene un pasto abbastanza completo, che apporta carboidrati, proteine, vitamine e minerali.
Questi piccoli timballi vogliono essere un modo un po' diverso di presentare una classica insalata fredda di orzo. Il tocco in più è dato dall'aggiunta delle bacche di Goji, preziosa fonte di antiossidanti, che oltre a dare colore al piatto lo rendono anche davvero gustoso.  
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Gelato alla Nocciolata

Dopo il gelato allo yogurt oggi vi propongo un gelato sicuramente meno light ma ugualmente facile da preparare in casa, che non necessita della gelatiera e che non ha neanche bisogno di essere mescolato più volte per mantenerlo cremoso. La ricetta è in circolazione sul web già da qualche tempo ed è di Martha Stewart, si caratterizza per la presenza del latte condensato e non delle uova e in più prevede una piccola componente alcolica, importante per evitare che il gelato possa ghiacciare nel freezer. È veramente semplice e goloso. Provatelo!
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Gelato allo yogurt senza gelatiera

Ultimo appuntamento, prima della pausa estiva, con Light and Tasty, poi la rubrica andrà in vacanza per riprendere a settembre con nuove, leggere e gustosissime ricette. Oggi vi proponiamo un alimento che fa gola tutto l'anno ma in questo momento più che mai, viste le temperature sempre più calde a cui purtroppo dobbiamo proprio abituarci. Stiamo parlando del gelato.
Gli ingredienti tradizionali del gelato che conosciamo attualmente sono il latte, la panna, lo zucchero e le uova. A questi ne vengono aggiunti altri per variare il gusto: parliamo di vaniglia, cioccolato, frutta fresca, frutta secca, ecc. ecc. Stabilire quando sia nato e chi l'abbia inventato è impresa ardua. Una specie di mangia e bevi è menzionato già nella Bibbia, in un dialogo tra Abramo e Isacco, dove si parla di latte di capra misto a neve. Gli antichi Greci preparavano bevande rinfrescanti con limone e miele misti a neve o ghiaccio. Nell'antica Roma si effettuava un vero e proprio commercio della neve proveniente dal Terminillo, dal Vesuvio e dall'Etna, che veniva mescolata con miele e succhi di frutta e veniva venduta lungo le strade principali, trasportata su mezzi molto somiglianti ai carrettini dei gelati dei nostri tempi. 
Un dato certo risale in ogni caso al Cinquecento, quando a Firenze fu presentato il primo gelato 'moderno' prodotto utilizzando latte, panna e uova: la crema fiorentina o gelato Buontalenti, dal nome del suo inventore. Da qui in poi il gelato fu portato in tutta Europa e arrivò in terra americana. Furono perfezionati i macchinari per la sua preparazione e dal gelato artigianale si passò alla produzione su scala industriale.
Oggi possiamo preparare il gelato in casa grazie anche alle gelatiere di piccola taglia, versioni casalinghe dei macchinari utilizzati dai professionisti. Ma possiamo farlo anche senza, con un po' di pazienza, vari passaggi e un po' di tempo in più. Per preparare il gelato, infatti, è necessario raffreddare la miscela degli ingredienti, al di sotto della temperatura di congelamento, mescolandola costantemente in modo che non si formi un blocco ghiacciato, bensì un prodotto cremoso. È questo, in sintesi, ciò che fa la gelatiera. 
Se vogliamo optare per una versione light però dobbiamo evitare ingredienti come panna, tuorlo e saccarosio, ed è qui che ci vengono in aiuto dei sostituti quali yogurt, albume e miele. 
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Pomodori ripieni di riso

Ricetta decisamente estiva, quella dei pomodori ripieni: freddi o al forno (per chi ha il coraggio di accenderlo), sono sempre un grande classico della stagione calda. I pomodori stanno bene con tantissimi ingredienti, dai cereali alla carne, dal pesce alle uova fino alle verdure. Le idee per il ripieno possiamo trovarle anche con ciò che abbiamo in casa al momento e possiamo gustarli sia a pranzo che a cena, come antipasto, secondo piatto, contorno o piatto unico, a seconda di quello che ci mettiamo dentro. Oggi ve li propongo in versione fredda e ripieni di riso, facili e anche un po' banali se vogliamo. La particolarità è che qui ho usato il Kumato®. 

Dopo anni di ricerche condotte dalla società sementiera Syngenta Seeds, questo tipo di pomodoro, è il risultato di migliaia di incroci tra diverse varietà. Assomiglia quasi ad un frutto esotico e il colore intenso tra il marrone scuro e il verde dorato può far pensare che sia l'oggetto di qualche strana manipolazione genetica; invece è un ortaggio sano e naturale e non è assolutamente un prodotto OGM. 
Per coltivare i pomodori Kumato® i produttori devono essere in possesso di un'apposita licenza rilasciata dalla Syngenta, che provvede a selezionarli accuratamente e controlla che essi seguano severi protocolli: la coltivazione deve avvenire nelle condizioni climatiche ideali per il prodotto; il trattamento, l’imballaggio, lo stoccaggio e il trasporto devono essere eseguiti in aree che presentino condizioni di igiene e temperatura controllate, rispettando le norme internazionali di sanità negli impianti industriali; i frutti devono maturare sempre sulla pianta, seguendo un processo che va dall'interno all'esterno. 
L'aspetto naturale evolve quindi dal marrone scuro al verde dorato fino al rosso intenso, dando come risultato dei pomodori dalla consistenza compatta e con un alto contenuto di fruttosio. La loro pelle è spessa e consistente, così come la polpa, succosa e con un sapore incredibilmente gustoso. A differenza del pomodoro comune, il Kumato® può essere consumato a qualunque stadio di colore. Quando la sua buccia è marrone scuro è un ingrediente perfetto per insalate e sandwiches, ovvero per essere consumato crudo; quando la buccia evolve verso il rosso invece è già molto maturo e si presta meglio alla cottura.

Tutto ciò che siamo abituati a fare con i tradizionali pomodori rossi possiamo farlo ugualmente con quelli marroni, c'è da dire però che sul mercato questi ultimi hanno un prezzo più alto, proprio in virtù di quanto detto finora.

Il Kumato® non va confuso con il Nero di Crimea, anch'esso di colore molto scuro, né con la varietà Sun Black™ che presenta una colorazione viola-nera, totalmente diversa sia da quella del Kumato® che da quella del Nero di Crimea; inoltre nel Sun Black™ la pigmentazione particolare interessa solo la buccia mentre all'interno il pomodoro mantiene il normale colore rosso; il Kumato® invece è scuro anche nella polpa.
Il pomodoro Kumato® esiste anche in versione ciliegia: il Mini Kumato® ha le stesse caratteristiche, riportate in dimensioni più piccole.

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