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Paccheri ricotta e doppio pomodoro

Uno schiaffone dato a mano aperta: è ciò che si intende con pacchero nel dialetto partenopeo. 
In realtà il termine deriva dal greco "πας" (tutto) e "χειρ" (mano). Ma ai buongustai quando si parla di paccheri viene subito in mente un formato di pasta, che per via della sua maggiore ampiezza rispetto ad altri formati più comuni somiglia proprio al palmo di una mano aperta. E poi, quando vengono versati nel piatto, i maccheroni giganti ai quali è stato attribuito questo nome emettono un suono simile a quello di uno schiaffo. 
La pasta è la più grande invenzione nel mondo della cucina e per noi italiani è una cosa seria. Sappiamo bene che un solo elemento, apparentemente insignificante, modifica totalmente il risultato di una ricetta. Formati differenti richiedono condimenti differenti: un formato grande, ad esempio, ha bisogno di un condimento avvolgente. Bisogna poi distinguere tra pasta fresca e pasta secca: la prima rimane sempre un po' callosa, ben si accompagna a sughi da mescolare all'ultimo momento e va maneggiata delicatamente in padella perché è più fragile.
Qui ho usato pasta fresca. Bastano pochi paccheri per riempire il piatto e saziarsi. Alla vista potrebbero sembrare poco conditi ma in realtà sono generosamente avvolti da un sugo a base di pomodorini, che c'è ma non si vede, perché ho usato pomodorini gialli: tutto il sapore del pomodoro senza il consueto rosso del pomodoro. Con la ricotta poi il loro colore è diventato più chiaro. Infine ho aggiunto un tocco di rosso e uno di verde, et voilà: il pranzo è servito. 
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Medaglioni di zucca e patate

Buongiorno e buon inizio di settimana. È lunedì, perciò puntualmente arriva la ricetta dedicata alla rubrica Light and Tasty. Oggi l'ingrediente che abbiamo scelto è 
la zucca.
Ricchissima di acqua, è un ortaggio ipocalorico: contiene solo 18 kcal per 100 grammi di polpa fresca. Ne esistono numerose varietà, con colori e forme molto diverse tra loro. Attualmente in Italia viene coltivata e consumata un po' ovunque ed è un ingrediente di base per tante gustose ricette. 
Come gli altri frutti ed ortaggi di colore giallo-arancio, la zucca è ricca di sostanze antiossidanti e di beta-carotene. Contiene poi sali minerali e numerose vitamine, in particolare pro-vitamina A, vitamina E e vitamina C. 
Qui sul blog ho già pubblicato diverse ricette che la vedono protagonista 
(per visualizzarle potete cliccare qui: Ricette con la zucca)
Per rimanere in tema con l'argomento della nostra rubrica ho pensato di preparare queste semplicissime crocchette, assolutamente non fritte, senza uova e con pochissimi grassi, da fare al forno nelle forme preferite. Possiamo infatti ricavare delle monoporzioni, che potrebbero essere anche delle polpette, lunghe o tonde, o delle pizzette schiacciate o, come ho fatto io, dei medaglioni sagomati con uno stampino circolare. Se si ha poco tempo però si può anche trasferire tutto l'impasto in una teglia unica, spolverare con il pangrattato, il formaggio e un filo d'olio e farli diventare un tortino, ugualmente gustoso e leggero. A voi la scelta.
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Ciambella soffice ai mirtilli

Per preparare la mia ciambella soffice ho seguito una ricetta Paneangeli apportando solo qualche modifica, in particolare nell'impasto ho sostituito lo zucchero bianco al velo previsto dalla ricetta con pari quantità di zucchero di canna al velo, la vanillina con buccia di limone grattugiata, e al posto delle gocce di cioccolato ho messo i mirtilli freschi. La ricetta originale inoltre prevedeva la suddivisione dell'impasto negli stampi per muffin, io invece ho optato per uno stampo unico a forma di ciambella. 
La ciambella soffice ai mirtilli è ottima per la colazione ma anche come merenda del pomeriggio, accompagnata da una bevanda a vostro piacimento, che sia latte, caffè, the, spremuta o succo di frutta. 
Gustatela tagliata a fette o, se preferite, preparate questa ricetta in formato monoporzione negli stampi da muffin. In quest'ultimo caso la cottura sarà di circa 18-20 minuti, alla medesima temperatura.
È davvero molto buona, ma del resto con le ricette Paneangeli si va sul sicuro, l'esecuzione è molto semplice e il risultato è garantito. 
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Focaccine integrali con fichi e speck profumate al timo

Un'altra settimana è passata, è di nuovo lunedì e noi di Light and Tasty siamo pronte con le nostre nuove proposte. Il protagonista è un frutto solitamente molto molto amato: oggi infatti vi presentiamo una carrellata di ricette a base di fichi
Fonte di energia, i fichi sono ricchi di fibre, minerali e vitamine e apportano numerosi benefici all'organismo. I fichi fioroni, coltivati prevalentemente nel Sud della nostra penisola, sono i primi a comparire, all'inizio dell'estate. Per le varietà più comuni presenti un po' in tutta Italia bisogna invece attendere agosto-settembre. Ci sono poi alcune varietà tardive che maturano in autunno. 
I fichi hanno cattiva fama perché essendo molto zuccherini vengono considerati nemici della linea. In realtà le calorie contenute in 100 g di prodotto fresco sono circa 47, quantità decisamente inferiore a quella che troviamo ad esempio nell'uva e nei mandarini, che superano le 70 kcal per 100 g di prodotto. Il basso apporto calorico dei fichi freschi è dovuto all'elevata quantità di acqua che il frutto contiene. Proprio per questo motivo però nei fichi secchi questo valore arriva ad essere cinque volte tanto, perciò è bene consumarli con moderazione. 
Mangiare un paio di fichi freschi al giorno è un peccato di gola che possiamo concederci, prestando attenzione a non assumere contemporaneamente alimenti ad alto indice glicemico come bibite zuccherate, cereali raffinati e dolci in generale.
Per preparare le mie focaccine integrali con i fichi questa volta ho optato per un impasto diretto con lievito di birra, veloce, senza lunghe lievitazioni, da fare nell'arco di un pomeriggio. Naturalmente si può usare lievito madre e partire con la lavorazione al mattino seguendo gli stessi passaggi, ma con tempi di lievitazione un po' più lunghi.
Un abbinamento molto comune nelle ricette salate con i fichi è quello con il prosciutto crudo, che qui ho sostituito con lo speck. Lo stesso dicasi per il rosmarino, erba aromatica che accompagna spessissimo i fichi,  ma vi dirò: io preferisco di gran lunga l'abbinamento con il timo. E voi, avete mai provato l'uno o l'altro?
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Zucchine e patate gratinate al forno

Ricetta salva cena o idea per un contorno, il gratin di patate e zucchine in genere piace a tutti. È buono da gustare caldo e filante ma anche freddo. La preparazione è molto semplice: possiamo tagliare le verdure a fette, o a bastoncini, oppure come ho fatto io, a dadini. Qui ho optato per una precottura veloce delle verdure, in modo da ridurre i tempi del forno, ed ho aggiunto anche del guanciale, che si può omettere per una versione vegetariana o meno calorica della ricetta, o per avere un contorno con cui accompagnare piatti a base di pesce.
Ricetta economica, con ingredienti facilmente reperibili, semplice e gustosa. Proprio come piace a... noi 😉
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Bavarese ai fichi

Cos'è la bavarese? Il nome deriva dalla regione tedesca della Baviera e in origine era una bevanda a base di tè, latte e liquore. È diventata poi un dessert grazie all'estro dei pasticcieri francesi che hanno creato questo particolare tipo di budino, partendo da una crema inglese (variante della crema pasticcera che prevede come addensanti soltanto i tuorli d'uovo, senza l'aggiunta di amidi o farina) a cui viene unita della gelatina e, a seguire, della panna semi montata. A differenza della mousse, molto più aerata e spumosa, la bavarese rimane più cremosa e consistente. Arricchita con aromi o paste aromatiche, ma anche con aggiunta di frutta o cioccolato, la crema bavarese è una delle basi della pasticceria internazionale. Molto apprezzata per la sua leggerezza e la sua delicatezza, la ritroviamo spesso all'interno delle cosiddette torte moderne, composte a strati.
Complice una gita in campagna, un albero carico di frutti e uno zio che insiste perché tu li raccolga e li porti a casa (altrimenti andranno persi, lui non li può mangiare perché ha il diabete alto), mi sono ritrovata con il frigo pieno di fichi. Ed io sono golosissima di fichi!!!
Dopo averne fatto una scorpacciata mangiandoli così, al naturale, un'idea per smaltire gli altri (almeno in parte) e liberare un po' il frigorifero ci voleva proprio. Allora, così fan tutti: sono andata sul solito motore di ricerca ed ho digitato ricette con i fichi. Ovviamente è uscito fuori di tutto e di più. Alla fine mi ha incuriosito proprio ciò che non mi era già venuto in mente di fare... ma che bella cosa, una bavarese di fichi! Prendendo spunto da varie ricette ho deciso di provare ed è venuto fuori questo dolce decisamente delizioso e anche scenografico, sebbene non proprio facilissimo: per preparare una buona bavarese bisogna prestare molta attenzione nelle varie fasi e seguire regole ben precise (e qui i corsi di pasticceria che ho frequentato tempo fa mi sono stati di grande aiuto).
Che dire ... è stata proprio un'ottima scelta. 
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Pesche e rucola con robiola

Oggi riprendiamo gli appuntamenti con la rubrica Light and Tasty, che ritorna dopo la pausa estiva.
Settembre è il mese dei nuovi inizi, dei cambiamenti e delle conferme. Noi torniamo nuovamente a proporvi le nostre ricette leggere e gustose, con l'ingrediente della settimana scelto dal nostro team, e abbiamo anche un cambiamento da annunciare: ringraziando la nostra Consuelo (I biscotti della zia) per il contributo che ha dato finora alla rubrica e che per via di altri impegni ha dovuto abbandonare (Consu, ci mancherai) diamo fiato alle trombe e accogliamo la new entry Simona (Batuffolando Ricette) che è entrata a far parte del gruppo. Se ancora non conoscete lei e il suo blog, questa sarà l'occasione per recuperare ciò che vi siete persi e farvi deliziare dalle sue sublimi preparazioni.
Ma ora parliamo un po' dell'ingrediente della settimana, ovvero:
le pesche 
Frutto prettamente estivo, la pesca cresce su un albero originario della Cina, giunto in Europa attraverso la Persia (da qui il nome latino persica). La fioritura del pesco avviene generalmente in primavera ed è nota per la grande bellezza dei suoi grappoli di fiori, i cui colori vanno dal bianco al rosa assumendo tutte le sfumature intermedie.
Le pesche sono ricche di acqua, vitamine, sali minerali e antiossidanti. Hanno poche calorie e un buon potere saziante, sono prive di grassi e povere di zuccheri e sono facilmente digeribili. 
Le varietà coltivate oggi sono numerose, con tempi di maturazione diversi che ci consentono di gustare questo magnifico frutto a partire da maggio fino a settembre (anche ottobre, per le varietà più tardive).
Molto versatili in cucina, si possono impiegare nella preparazione delle pietanze dolci ma anche di quelle salate. Io ve le propongo in una fresca insalatina, leggera, veloce, facilissima e gustosa. 
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Ciambella salata con salumi e formaggi misti

Soffice e sostanziosa, la ciambella ripiena di salumi e formaggi rientra nella categoria delle torte salate e perciò è ideale per le gite fuori porta, per i buffet, ma anche per accompagnare un antipasto sia a pranzo che a cena. Se cotta nell'apposito stampo diventa un babà salato, o per meglio dire un savarin, con la classica consistenza leggermente spugnosa che caratterizza questo tipo di preparazioni. 
L'impasto di questo babà rustico è molto morbido e appiccicoso, per cui è davvero difficile da lavorare con le mani, per una buona riuscita è necessario utilizzare un'impastatrice. Dopo la cottura, per evitare che diventi secca all'esterno, la ciambella salata va conservata proteggendola con pellicola per alimenti. 
Con le attuali temperature, decisamente calde, per preparare la mia ciambella rustica ho messo pochissimo lievito ed ho utilizzato latte freddo di frigorifero. Ho lasciato lievitare l'impasto nel forno spento ed  ha impiegato un paio d'ore per raddoppiare il suo volume. 
Potete farcire la vostra ciambella salata anche con un altro tipo di salame e di formaggio, da questo punto di vista è un'ottima ricetta svuotafrigo. Consiglio di non mettere troppo sale nell'impasto perché il ripieno è già abbastanza saporito. 
Naturalmente, il ciambellone salato va servito tagliato a fette, rigorosamente a temperatura ambiente.
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Coppe light allo yogurt con pesche

Preparare un dolcetto veloce e goloso senza accendere il forno si può. Se avete poco tempo, poca voglia, o se arrivano degli ospiti all'improvviso, questo potrebbe fare al caso vostro. Qui possiamo sfruttare la frutta di stagione per realizzare facilmente un dessert al cucchiaio genuino e leggero. L’estate ci regala tante varietà di profumatissime pesche: mettendo insieme pochi ingredienti possiamo esaltare il loro sapore rimanendo in tema di freschezza e leggerezza, con queste deliziose coppette ottime da gustare sia a colazione che a merenda, oppure per una pausa golosa in qualsiasi altro momento della giornata. 
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Crostata salata con funghi, peperoni, pomodori e burrata

Se siete alla ricerca di un'idea per una torta salata estiva con cui stupire i vostri commensali senza fare troppa fatica, questa crostata salata fa al caso vostro: facile, appetitosa e fresca, è perfetta per tutte le occasioni ed è adatta anche ai vegetariani, racchiude i colori, i sapori e i profumi dell'estate, risolve tanti problemi in cucina e può essere preparata in anticipo ... cosa volete di più?
Ah sì, certo ... la ricetta 😁
Eccola!

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Base per crostata salata morbida

Questa è una ricetta di base per preparare delle deliziose torte salate morbide. Qui l'impasto è stato cotto nel cosiddetto stampo furbo per crostate, che consente di ottenere la particolare scanalatura in superficie, per poi farcire la base secondo i propri gusti e la propria fantasia.
Facile e veloce, questo impasto è adatto anche per realizzare plumcake, ciambelloni e muffin. Un'idea fantastica e furbissima, da sfruttare come ricetta salvacena e svuotafrigo se si vuole portare sulla tavola di tutti i giorni, ma da tener presente anche per occasioni più importanti, perché è molto versatile e può diventare davvero coreografica.
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Palline di formaggio al basilico con marmellata di agrumi e zenzero

Queste polpettine di formaggio, un po' dolci e un po' salate, sono senza cottura, velocissime e semplici, e vanno gustate fredde. Perciò sono perfette come finger food per aperitivi e buffet, soprattutto nella stagione calda, quando la voglia di accendere i fornelli è davvero poca. Ma naturalmente possono arricchire le nostre tavole delle piccole e delle grandi occasioni anche negli altri periodi dell'anno. Le varianti in cui possiamo prepararle sono tante, mixando diversi ingredienti e utilizzando come base formaggi cremosi quali ricotta, mascarpone, crescenza, oppure i classici formaggini. 
Qui in particolare ho voluto provare l'abbinamento con il prodotto ricevuto qualche giorno fa da Rigoni di Asiago, il nuovo gusto con cui l'azienda ha incrementato la gamma delle sue marmellate biologiche: la Fiordifrutta Agrumi arricchita con lo zenzero, un mix di profumi e sapori intensi, molto gradevoli e freschi, perfetta con i formaggi a pasta molle!
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Quadrotti di pasta sfoglia e patate


Oggi vi propongo una ricetta di torta salata da cui si possono ricavare facilmente delle monoporzioni molto carine, ideali per un aperitivo o come antipasto. La base si può preparare in anticipo e può essere farcita al momento non solo con i pomodorini, come ho fatto io in questa occasione, ma con tutto ciò che la fantasia suggerisce, ad esempio con salumi, formaggi e altri ortaggi freschi come zucchine, peperoni, melanzane. 
Le torte salate monoporzione si presentano sempre bene e non è detto che per prepararle si debbano necessariamente utilizzare degli appositi piccoli stampi. L'alternativa più facile e veloce può essere appunto quella di realizzare una base come questa, che dopo la cottura può essere tagliata nelle forme desiderate, va servita a temperatura ambiente e può essere arricchita secondo i propri gusti. 
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Insalata di avocado e salmone

Il salmone affumicato e l'avocado sono i due ingredienti principali di questa ricca insalata, pietanza abbastanza completa, fresca ed estiva, che può essere gustata come piatto unico ma anche come secondo piatto oppure, in piccole porzioni, come sfizioso antipasto, servito sia in tavola che in un buffet. Un mix perfetto tra il sapore nordico del salmone e quello un po' esotico dell'avocado, a cui ho aggiunto l'aroma delizioso del lime e alcune bacche di pepe rosa, che oltre ad insaporire sono molto decorative. 
L'insalata di salmone e avocado può essere preparata in tante versioni, variando gli ingredienti da aggiungere a quelli di base. Nella mia insalata ho utilizzato ciò che avevo in casa al momento mixando con l'acidulo del cetriolo, il dolce del mais, il croccante della lattuga e la nota colorata e gustosa dei pomodorini di stagione.
In fin dei conti, questi insalata è un piatto semplicissimo e anche veloce da preparare. Basta curare un po' la presentazione e quando la porterete in tavola sicuramente ci sarà qualcuno che si lascerà sfuggire un 'wow!' 😄

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Timballini di orzo con fagiolini, cipolla di Tropea e bacche di Goji

Ricette di piatti estivi, facili e veloci: con il caldo che ci opprime è ciò che cerchiamo un po' tutti, per potersi saziare rimanendo leggeri. Tanta frutta e tanta verdura, ma senza rinunciare ai primi piatti, da gustare freddi. Via libera quindi alle insalate di pasta o di riso, ma anche di altri cereali come farro, orzo, quinoa, kamut, bulghur, miglio e così via. Da soli o mischiati tra loro sono buonissimi in tutti i periodi dell'anno. L'orzo ad esempio aiuta a sgonfiare la pancia ed è facile da digerire. Per avere un fresco piatto unico estivo basta aggiungere le verdure preferite e qualche erba aromatica; si ottiene un pasto abbastanza completo, che apporta carboidrati, proteine, vitamine e minerali.
Questi piccoli timballi vogliono essere un modo un po' diverso di presentare una classica insalata fredda di orzo. Il tocco in più è dato dall'aggiunta delle bacche di Goji, preziosa fonte di antiossidanti, che oltre a dare colore al piatto lo rendono anche davvero gustoso.  
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Gelato alla Nocciolata

Dopo il gelato allo yogurt oggi vi propongo un gelato sicuramente meno light ma ugualmente facile da preparare in casa, che non necessita della gelatiera e che non ha neanche bisogno di essere mescolato più volte per mantenerlo cremoso. La ricetta è in circolazione sul web già da qualche tempo ed è di Martha Stewart, si caratterizza per la presenza del latte condensato e non delle uova e in più prevede una piccola componente alcolica, importante per evitare che il gelato possa ghiacciare nel freezer. È veramente semplice e goloso. Provatelo!
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Gelato allo yogurt senza gelatiera

Ultimo appuntamento, prima della pausa estiva, con Light and Tasty, poi la rubrica andrà in vacanza per riprendere a settembre con nuove, leggere e gustosissime ricette. Oggi vi proponiamo un alimento che fa gola tutto l'anno ma in questo momento più che mai, viste le temperature sempre più calde a cui purtroppo dobbiamo proprio abituarci. Stiamo parlando del gelato.
Gli ingredienti tradizionali del gelato che conosciamo attualmente sono il latte, la panna, lo zucchero e le uova. A questi ne vengono aggiunti altri per variare il gusto: parliamo di vaniglia, cioccolato, frutta fresca, frutta secca, ecc. ecc. Stabilire quando sia nato e chi l'abbia inventato è impresa ardua. Una specie di mangia e bevi è menzionato già nella Bibbia, in un dialogo tra Abramo e Isacco, dove si parla di latte di capra misto a neve. Gli antichi Greci preparavano bevande rinfrescanti con limone e miele misti a neve o ghiaccio. Nell'antica Roma si effettuava un vero e proprio commercio della neve proveniente dal Terminillo, dal Vesuvio e dall'Etna, che veniva mescolata con miele e succhi di frutta e veniva venduta lungo le strade principali, trasportata su mezzi molto somiglianti ai carrettini dei gelati dei nostri tempi. 
Un dato certo risale in ogni caso al Cinquecento, quando a Firenze fu presentato il primo gelato 'moderno' prodotto utilizzando latte, panna e uova: la crema fiorentina o gelato Buontalenti, dal nome del suo inventore. Da qui in poi il gelato fu portato in tutta Europa e arrivò in terra americana. Furono perfezionati i macchinari per la sua preparazione e dal gelato artigianale si passò alla produzione su scala industriale.
Oggi possiamo preparare il gelato in casa grazie anche alle gelatiere di piccola taglia, versioni casalinghe dei macchinari utilizzati dai professionisti. Ma possiamo farlo anche senza, con un po' di pazienza, vari passaggi e un po' di tempo in più. Per preparare il gelato, infatti, è necessario raffreddare la miscela degli ingredienti, al di sotto della temperatura di congelamento, mescolandola costantemente in modo che non si formi un blocco ghiacciato, bensì un prodotto cremoso. È questo, in sintesi, ciò che fa la gelatiera. 
Se vogliamo optare per una versione light però dobbiamo evitare ingredienti come panna, tuorlo e saccarosio, ed è qui che ci vengono in aiuto dei sostituti quali yogurt, albume e miele. 
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Pomodori ripieni di riso

Ricetta decisamente estiva, quella dei pomodori ripieni: freddi o al forno (per chi ha il coraggio di accenderlo), sono sempre un grande classico della stagione calda. I pomodori stanno bene con tantissimi ingredienti, dai cereali alla carne, dal pesce alle uova fino alle verdure. Le idee per il ripieno possiamo trovarle anche con ciò che abbiamo in casa al momento e possiamo gustarli sia a pranzo che a cena, come antipasto, secondo piatto, contorno o piatto unico, a seconda di quello che ci mettiamo dentro. Oggi ve li propongo in versione fredda e ripieni di riso, facili e anche un po' banali se vogliamo. La particolarità è che qui ho usato il Kumato®. 

Dopo anni di ricerche condotte dalla società sementiera Syngenta Seeds, questo tipo di pomodoro, è il risultato di migliaia di incroci tra diverse varietà. Assomiglia quasi ad un frutto esotico e il colore intenso tra il marrone scuro e il verde dorato può far pensare che sia l'oggetto di qualche strana manipolazione genetica; invece è un ortaggio sano e naturale e non è assolutamente un prodotto OGM. 
Per coltivare i pomodori Kumato® i produttori devono essere in possesso di un'apposita licenza rilasciata dalla Syngenta, che provvede a selezionarli accuratamente e controlla che essi seguano severi protocolli: la coltivazione deve avvenire nelle condizioni climatiche ideali per il prodotto; il trattamento, l’imballaggio, lo stoccaggio e il trasporto devono essere eseguiti in aree che presentino condizioni di igiene e temperatura controllate, rispettando le norme internazionali di sanità negli impianti industriali; i frutti devono maturare sempre sulla pianta, seguendo un processo che va dall'interno all'esterno. 
L'aspetto naturale evolve quindi dal marrone scuro al verde dorato fino al rosso intenso, dando come risultato dei pomodori dalla consistenza compatta e con un alto contenuto di fruttosio. La loro pelle è spessa e consistente, così come la polpa, succosa e con un sapore incredibilmente gustoso. A differenza del pomodoro comune, il Kumato® può essere consumato a qualunque stadio di colore. Quando la sua buccia è marrone scuro è un ingrediente perfetto per insalate e sandwiches, ovvero per essere consumato crudo; quando la buccia evolve verso il rosso invece è già molto maturo e si presta meglio alla cottura.

Tutto ciò che siamo abituati a fare con i tradizionali pomodori rossi possiamo farlo ugualmente con quelli marroni, c'è da dire però che sul mercato questi ultimi hanno un prezzo più alto, proprio in virtù di quanto detto finora.

Il Kumato® non va confuso con il Nero di Crimea, anch'esso di colore molto scuro, né con la varietà Sun Black™ che presenta una colorazione viola-nera, totalmente diversa sia da quella del Kumato® che da quella del Nero di Crimea; inoltre nel Sun Black™ la pigmentazione particolare interessa solo la buccia mentre all'interno il pomodoro mantiene il normale colore rosso; il Kumato® invece è scuro anche nella polpa.
Il pomodoro Kumato® esiste anche in versione ciliegia: il Mini Kumato® ha le stesse caratteristiche, riportate in dimensioni più piccole.

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Smoothie banane e lamponi con latte di cocco

Freschi, dissetanti e senza troppe calorie. Sono preparazioni che ci consentono di introdurre nel nostro corpo alimenti sani sotto forma liquida. Anni fa si parlava semplicemente di frullati, oggi queste bevande sono conosciute con nomi diversi. A volte si fa anche un po' di confusione, ma in linea di massima possiamo dire che:
- il frullato si prepara con frutta fresca, acqua o latte e può essere dolcificato a piacere, con zucchero o miele;
- il frappè è una preparazione simile al frullato ma in più fra i suoi ingredienti c'è il gelato;
- lo smoothie si prepara partendo sempre dal frullato ma utilizzando latte vegetale e/o yogurt ed è caratterizzato da una maggiore cremosità (il termine inglese smooth tradotto in italiano significa liscio, morbido, levigato);
- il milkshake è invece un frappè arricchito spesso con panna, cioccolato e frutta secca ed è quindi molto calorico;
- il centrifugato è un succo ottenuto con un'apposita apparecchiatura, la centrifuga, che però va a surriscaldare gli alimenti inseriti, causando una notevole perdita dei vari principi nutritivi;
- l'estratto si ottiene utilizzando una diversa apparecchiatura, l'estrattore, che separa il succo dalla polpa e dalla buccia ma senza surriscaldare, per cui rispetto alla centrifuga mantiene molte proprietà (vitamine, minerali, enzimi ed antiossidanti)  ma causa comunque la perdita parziale o totale delle fibre contenute negli alimenti.
Sebbene mangiare frutta e verdura in forma solida sia sempre la soluzione migliore, i mix sotto forma liquida sono una buona alternativa per raggiungere giornalmente le 5 porzioni raccomandate dai nutrizionisti. 
Oggi noi di Light and Tasty vogliamo darvi qualche suggerimento per preparare 
frullati e smoothies
ideali con la stagione calda, anche per chi non ha mai abbastanza tempo per preparare colazioni, merende e spuntini home made.
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Insalata estiva con zucchine e cipolla di Tropea

Che cosa c'è di più buono e rinfrescante di una bella insalata estiva nella stagione calda? Facili da preparare, versatili, gustose e salutari, soprattutto quando scegliamo ingredienti leggeri e di stagione e i condimenti adatti, le insalate vengono servite come antipasto o contorno, ma opportunamente completate diventano un apprezzato piatto unico.
L’estate è praticamente arrivata, e con lei l'esigenza di preparare cibi veloci e light per non appesantirsi troppo durante le giornate particolarmente afose. Le classiche insalate estive hanno come ingrediente principe le verdure in foglia, prima fra tutte la lattuga, e vengono arricchite con altri ortaggi crudi per formare ricche insalate miste. Secondo la tradizione italiana poi nel condimento non possono mancare olio e sale, ma per insaporire il piatto si aggiungono spesso altri ingredienti, come aceto, succo di limone, pepe, yogurt e varie salse dressing
Ma l'insalata non è fatta solo di verdure e ortaggi. Cereali, carne, pesce, formaggi, legumi, frutta secca e anche frutta fresca: tutto può essere utilizzato per creare delle fantasiose e deliziose insalatone, perfette anche per essere trasportate fuori casa.  
Le zucchine sono uno degli ortaggi che troviamo nella splendida stagione estiva, così ricca di frutta e di verdure. Io le ho utilizzate in questa fresca insalata insieme all'amata cipolla di Tropea e a qualche altro ingrediente di facile reperibilità: sapori che stanno molto bene insieme per un piatto leggero, colorato, nutriente e gustoso.
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Pesto di zucchine con mandorle e basilico

La ricetta di questo pesto di zucchine nasce in realtà come ricetta del riciclo perché ho utilizzato la parte esterna per un'altra preparazione e poi con ciò che è avanzato ho preparato questa salsa, impropriamente definita 'pesto', ottima come condimento di primi piatti ma anche per accompagnare altre pietanze e per essere spalmata su bruschette e tartine. 
Ricetta super veloce e super leggera che capita a fagiolo per l'appuntamento odierno con Light and Tasty dove l'ingrediente scelto sono proprio le zucchine.
Sui banchi dei mercati le zucchine si trovano tutto l'anno perché si prestano alla coltivazione in serra, ma la loro stagione naturale è l'estate. Le loro origini, come per la 'cugina' zucca, partono dall'America Centrale ma è proprio in Italia che sono state sviluppate le diverse varietà oggi diffuse su scala mondiale, tant'è che in passato questo ortaggio era conosciuto con il nome di zucca verde italiana.
Le zucchine che consumiamo abitualmente vengono raccolte quando sono ancora acerbe, perché quando giungono a completa maturazione diventano molto grandi e sviluppano all'interno una grande quantità di semi, fino a diventare immangiabili. Sono ricchissime di acqua (il contenuto supera il 90% del loro peso) e pertanto sono diuretiche e disintossicanti, ma cedono facilmente questa loro acqua durante la cottura. Sono povere di calorie, ricche di potassio, vitamine C ed E, caroteni e acido folico e hanno anche un'azione antinfiammatoria.  
Buone da mangiare da sole, sia crude che cotte, le zucchine si prestano ad accompagnare anche piatti più complessi, ai quali  apportano il loro gusto delicato.
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Melanzane light con pomodori, alici e ricotta

Violetta lunga palermitana, Violetta di Napoli, Tonda comune di Firenze, Larga Morada: sono tutte varietà di petonciani. Di cosa stiamo parlando? È presto detto: petonciano (o anche petronciano) è il nome con cui veniva chiamata ai tempi dell'Artusi quella pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee (la stessa delle patate, dei pomodori e dei peperoni) che oggi chiamiamo melanzana
Originaria dell'India, dove anticamente cresceva allo stato selvatico, la melanzana cominciò a diffondersi verso la fine del XV secolo a partire dal Medio Oriente per poi giungere in Occidente. Furono gli Arabi a scoprirla e a farla arrivare nelle colonie europee. Inizialmente venne ritenuta tossica, tanto da essere denominata Solanum insanum, ovvero malsana, cattiva. In seguito la prima parte del nome fu tramutata in mela, per cui divenne mela insana e da qui si arrivò al nome attuale. 
Di fatto la melanzana per via del suo contenuto di solanina è effettivamente tossica, se consumata cruda. 
Nel '700 cominciò ad essere apprezzata ed utilizzata in cucina. Dopo che alcuni scienziati iniziarono a declamarne le proprietà afrodisiache, i grandi cuochi delle cucine francesi si cimentarono nella creazione di piatti prelibati; contemporaneamente la melanzana divenne di uso comune anche nelle mense del popolino. 
L'Italia oggi è tra i più grandi produttori e consumatori di melanzane al mondo, con la Sicilia che da sola copre un terzo dell'intera produzione nazionale. La stagionalità delle melanzane va da giugno a ottobre, ma le varietà più comuni sono reperibili in qualsiasi periodo dell'anno. Il loro mese migliore è comunque agosto, in piena estate.
La melanzana rientra spesso nelle diete dimagranti perché ha poche calorie, presenta un basso contenuto di grassi e di zuccheri ed ha un alto contenuto di fibre, note per la loro capacità saziante; inoltre contiene sostanze amare simili a quelle presenti nei carciofi, che stimolano la produzione della bile e abbassano il colesterolo. 
Ma le melanzane hanno anche la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari perciò se vogliamo mantenerle light dobbiamo consumarle poco condite, che siano cotte al forno, lessate o alla griglia (metodi di cottura che le rendono anche più digeribili). Se abbondiamo con i condimenti otteniamo sicuramente dei piatti molto ricchi e saporiti, ma decisamente più calorici. Con gli accorgimenti giusti invece possiamo preparare delle squisite pietanze a base di melanzane e rimanere leggeri senza rinunciare al gusto.
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Rose di prosciutto con ciliegie e primosale di capra

Gustose e dissetanti, sono le protagoniste delle ricette di oggi per la nostra rubrica Light and Tasty: parliamo delle ciliegie, che in questo periodo fanno bella mostra di sé sui banchi dei mercati ortofrutticoli. 
Importate nell'antica Roma nel 72 a.C., devono il loro nome al termine greco kérasos, da cui ha avuto origine il 'cerasa' presente in molti dialetti regionali della nostra penisola. 
Il ciliegio è un albero maestoso originario dell'Europa e dell'Asia che in primavera produce una grande quantità di meravigliosi fiori di colore bianco o rosa. Esistono due specie principali: la prima produce frutti più dolci che vengono consumati al naturale; la seconda produce frutti più acidi, utilizzati prevalentemente per marmellate, succhi o liquori e meglio conosciuti come amarene, visciole e marasche.
Le varietà di ciliegie che arrivano sulle nostre tavole sono molte e si differenziano per grandezza, sfumature di colore, consistenza e sapore della polpa e periodo di maturazione. Alcune maturano già a maggio, altre invece sono più tardive e si trovano fino al mese di luglio. Ad esempio la Durone Nero di Vignola, il tipo di ciliegia forse più comune, si presenta dolce e carnosa, di grandi dimensioni, ha un colore rosso intenso che tende al nero ed è disponibile da giugno, mentre la varietà Ferrovia, caratterizzata dal colore rosso chiaro e da una polpa tenera oltre che carnosa, matura a maggio. 
La raccolta di quelle precoci avviene soprattutto nel mese di giugno, ma prima del giorno di San Giovanni, perché pare che dopo questa data diventino preda di ospiti indesiderati, le piccole larve bianche chiamate per questo motivo giovannini.
Nella mitologia greca il ciliegio era la pianta sacra a Venere, perciò i suoi frutti portavano fortuna agli innamorati e la tradizione popolare siciliana raccomanda di fare le dichiarazioni d'amore sotto un albero di ciliegio. In Cina rappresenta la bellezza femminile, mentre secondo alcune leggende sassoni le divinità che proteggono i campi dimorano proprio in questi alberi. In Finlandia il colore rosso del frutto è inteso come simbolo del peccato. In Inghilterra sognare un albero di ciliegie è presagio di sfortuna. In Giappone è il simbolo nazionale, in memoria dei valorosi guerrieri samurai caduti in battaglia: la leggenda narra che essi venivano sepolti proprio sotto alberi di ciliegio e fu il loro sangue a tramutare il colore originario dei petali dei fiori, che da bianchi divennero rosa.
Ma al di là di miti e leggende tramandati dal folklore, resta il fatto che oltre ad essere golose le ciliegie fanno bene, soprattutto perché contengono vitamina C e diversi sali minerali come potassio, magnesio, calcio e ferro, sono antiossidanti e antinfiammatorie, in più contrastano l’ipertensione, ma attenzione a non eccedere con il loro consumo perché sono anche lassative e stimolano la diuresi.
Come ho già scritto in un mio precedente post (vedi ricetta cheesecake salata alle ciliegie), essendo un frutto molto dolce le ciliegie possono essere utilizzate anche per realizzare pietanze salate; ad esempio sono ottime con il prosciutto crudo e con i formaggi sapidi a pasta molle, ed è proprio così che ve le propongo oggi. Provate e fatemi sapere 😊
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Insalata di fave, noci e Parmigiano al profumo di limone

Le fave sono ottimi legumi che la natura ci regala in primavera, uno dei pochi prodotti dell'orto che rimangono ancora reperibili solo nella loro stagione. Quando sono fresche possiamo consumarle sia crude che cotte, ma non si conservano a lungo e per averle a disposizione fuori periodo bisogna essiccarle, oppure congelarle; in quest'ultimo caso vanno sbollentate per qualche minuto, quindi bisogna farle raffreddare e poi riporle negli appositi sacchetti o in contenitori adatti alla congelazione.
Per tutto il periodo primaverile sono ottime crude ma anche bollite o cotte in padella. Dopo averle sgranate io preferisco eliminare anche la pellicina che riveste i semi, perché non amo il suo sapore e la trovo indigesta. In realtà delle fave si può mangiare tutto, anche i baccelli, che ad esempio possiamo far bollire per 4 o 5 minuti e poi ripassare in padella, oppure far stufare o ancora utilizzare per una zuppa. 
La freschezza delle fave in uno dei più classici e gustosi abbinamenti incontra sicuramente il formaggio. Fave e pecorino è un connubio perfetto sia per un semplice contorno che per un buon piatto di pasta. L'insalata di fave e pecorino è una preparazione tradizionale del periodo pasquale e delle scampagnate fuori porta. Ma anche altri formaggi di diverso tipo legano molto bene con le fave. Qui ad esempio ho voluto provare con un pezzetto di Parmigiano che avevo in frigo ed ho preparato un'insalata un po' più delicata ma ugualmente ricca di sapori. 
Le fave sono i legumi meno calorici, sono ricche di sali minerali e vitamine, aiutano ad abbassare il colesterolo e sono una buona fonte di ferro e di proteine, tanto da essere definite carne dei poveri. Più che una vera e propria ricetta, vi lascio un suggerimento: mettete insieme pochi ingredienti, in maniera molto semplice, e godetevi le ultime fave di stagione.
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Cipolle di Tropea al forno con pomodorini e basilico

Eccoci pronte per un nuovo appuntamento con Light and Tasty
Oggi come ingrediente di base abbiamo scelto le cipolle, in tutte le loro varianti. 
Chi mi segue qui sul blog probabilmente lo sa già, non le amo particolarmente, come ho scritto più volte nei miei post. Una sola però fa eccezione: è lei, la Rossa di Tropea, con il suo inconfondibile sapore dolce.

Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare per via del suo nome, la Cipolla di Tropea non viene coltivata in quella splendida cittadina a picco sul Tirreno che costituisce una delle mete turistiche più ambite della Calabria. No no… la zona di produzione della Rossa calabrese abbraccia il territorio che parte dalla provincia di Cosenza, tra i comuni di Fiumefreddo Bruzio e Amantea, prosegue in direzione Sud per Catanzaro, da Nocera Terinese a Curinga, e termina in provincia di Vibo Valentia, da Pizzo fino a Nicotera. 
Diverse fonti storiche e bibliografiche attribuiscono l'introduzione della cipolla in Calabria prima ai Fenici e poi ai Greci, migliaia di anni fa, in quel tratto di costa tra i mari lametino e viboneto. Molto apprezzata nel Medioevo e nel Rinascimento, era considerata il principale prodotto dell'alimentazione e dell'economia locale e veniva esportata via mare anche in Tunisia, Algeria e Grecia. Si diffuse in seguito con maggiore impulso nei mercati del nord Europa durante il periodo borbonico, diventando subito molto ricercata e arrivando oltre oceano, fino in America.

Oggi come allora, la Cipolla Rossa di Tropea è presente in colture di grandi estensioni ma anche negli orti familiari, nel paesaggio rurale, nei piatti locali e nelle ricette tradizionali di Calabria. In più oggi possiede il marchio IGP che la tutela da imitazioni e contraffazioni: il patrimonio genetico portato sulle nostre terre migliaia di anni fa, il clima mite, la brezza marina che accarezza costantemente i campi, composti da terreni fertili di tipo sabbioso e ricchi di corsi d'acqua, la rendono unica e non riproducibile altrove.

Quando parliamo di Cipolla di Tropea dobbiamo distinguere tre tipologie di prodotto: 
- il cipollotto, dal colore bianco-rosato tendente al violaceo, tenero e dal sapore dolce, che viene estirpato precocemente; 
- la cipolla da consumo fresco, che presenta anch'essa colore bianco-rosso fino al violaceo, come il cipollotto è tenera e dolce ma viene lasciata nel terreno un po' più a lungo; 
-infine la cipolla da serbo, di colore rosso-violaceo e dal sapore sempre dolce ma di consistenza croccante.
Sia i cipollotti che le cipolle fresche dopo la raccolta vengono sottoposti a spuntatura delle code, riuniti in fasci e destinati subito al consumo. Per la cipolla da serbo i bulbi invece vengono deposti sul terreno, coperti con le loro stesse foglie e lasciati ad asciugare al sole per un tempo variabile da 8 a 15 giorni; in questo modo acquisiscono anche compattezza, resistenza ed una colorazione rosso vivo. Una volta disidratati possono essere scollettati, al pari del prodotto fresco, oppure destinati alla produzione di trecce, e in questo caso le code non vengono spuntate; il numero dei capi per formare le caratteristiche trecce parte da un minimo di 6 bulbi.
(immagini dal web)

Alla Cipolla di Tropea vengono attribuite tante straordinarie qualità. Per citarne qualcuna: è afrodisiaca, antisettica, anestetica, diuretica, cura i reumatismi, il mal di testa, gli ascessi, le verruche, i foruncoli e le punture di insetti, favorisce la secrezione biliare, evita raffreddore e influenza, è emolliente, antiasmatica, antisclerotica, regola il tasso di colesterolo nel sangue ed è utile contro il diabete, allontana il rischio tumorale e preserva dall'invecchiamento.

Prima di passare alla ricetta, un consiglio per attenuare la fastidiosa lacrimazione provocata dalle cipolle: riponete i bulbi per 10 minuti nel congelatore o per un'ora in frigorifero prima di affettarli. Il freddo infatti frena l’evaporazione delle sostanze irritanti 😉 
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Cheesecake salata alle ciliegie

La cheesecake salata può essere definita una rivisitazione della tradizionale cheesecake dolce. In genere viene servita come antipasto e si presta ad essere realizzata in tante varianti. Semplice da preparare, può essere proposta come unica torta da affettare al momento oppure in versioni monoporzione, molto coreografiche e belle da vedere. Può essere servita come appetizer in un ricco buffet e può essere decorata utilizzando qualunque cosa ci venga suggerita dalla nostra creatività. Naturalmente è sempre importante che l'abbinamento di sapori risulti gradevole al palato, oltre che alla vista. 

Per realizzare una cheesecake di questo tipo serve una base biscottata, al pari di quella dolce. Ma in questo caso la base deve essere salata: crackers e grissini sono gli ingredienti più usati. Anche qui bisogna poi preparare una crema di formaggio: vanno bene i formaggi cremosi come il mascarpone, la ricotta, il Gorgonzola e ovviamente il classico Philadelphia. A questo punto possiamo lasciare spazio alla fantasia e aggiungere verdure e ortaggi, ma anche salumi e persino il pesce: una versione classica della cheesecake salata infatti è quella con salmone affumicato e rucola.

Nella tradizione gastronomica italiana la frutta non è particolarmente usata come ingrediente di piatti salati, mentre nel resto del mondo ci sono molti paesi in cui il matrimonio tra dolce e salato avviene regolarmente.

Adesso, ad esempio, è il tempo delle ciliegie: sono nel pieno della loro stagione, le troviamo rosse e saporite e come sempre irresistibili. I dessert a base di ciliegie sono un must del periodo primaverile e ci accompagnano fino all'arrivo dell’estate. Essendo un frutto molto dolce, in realtà le ciliegie possono essere mangiate anche in piatti salati, nei quali si abbinano benissimo. Partendo dagli antipasti, scopriamo che sono ottime con il prosciutto crudo e con i formaggi sapidi a pasta molle; nei primi piatti possono essere usate come ripieno di ravioli e tortelli, ma anche per gustosi risotti; se le facciamo cuocere fino a farle diventare una salsa avremo un delizioso accompagnamento per gli arrosti di carne bianca; possiamo accostarle persino al pesce, in particolare con il branzino, facendo cuocere insieme nel forno, o a freddo con il pesce spada marinato; e poi ancora nelle insalate, e come ingrediente particolare di pani e focacce. Ci sono poi alcune spezie che stanno molto bene con le ciliegie: cannella, chiodi di garofano, vaniglia e noce moscata. Le erbe aromatiche che esaltano il gusto di questo dolcissimo frutto sono invece la menta e il timo.

Ho voluto sperimentare alcuni di questi abbinamenti in una gustosa e insolita cheesecake senza cottura (e senza colla di pesce) che al primo impatto sembra dolce ma all'assaggio rivela tutto il suo piacevole contrasto con le componenti salate. A casa mia è piaciuta moltissimo, perciò … ecco la ricetta qui sul blog!
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Sformatini di carote

La ricetta di questi sformatini di carote rappresenta un modo economico, leggero, sfizioso e abbastanza semplice per portare in tavola l'ingrediente che oggi abbiamo scelto per l'appuntamento settimanale con la rubrica Light and Tasty.
Le carote sono un alimento molto utile al nostro benessere, apportano pochi grassi e poche calorie (33 kcal per 100 g), sono ricche di vitamine e sali minerali, aiutano a riequilibrare la flora intestinale, depurano fegato e reni, sono antiossidanti, rallentano l'invecchiamento delle cellule, proteggono la vista, favoriscono l'abbronzatura e mantengono la pelle più idratata.
Conosciute fin dall'antichità dai Greci e dai Romani, in origine erano piuttosto piccole, di colore giallo o porpora, ma anche bianche; in ogni caso, non erano arancioni. Queste ultime furono, a quanto pare, il frutto di una particolare selezione operata in tempi molto più recenti da alcuni agricoltori olandesi che verso la fine del XVII secolo, attraverso una serie di incroci, riuscirono ad ottenere un bel colore arancione in onore della dinastia degli Orange, i quali avevano liberato il paese dalla dominazione spagnola.
La carota arancione è oggi la più diffusa, ma le varietà bianche, gialle e viola continuano ad essere coltivate. Negli ultimi anni si è anche sviluppata la produzione di carote baby. Il sapore di tutte queste varietà è alquanto simile, ciò che cambia è il colore, dovuto alla presenza di determinate sostanze: il beta carotene conferisce il colore arancione, gli antociani apportano le tonalità di viola.
In Italia le carote vengono prodotte per 12 mesi l'anno. Le principali aree di coltivazione sono ubicate in Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Abruzzo e Sicilia.
Anche le carote come i piselli, di cui abbiamo parlato qualche settimana fa, spesso vengono relegate al ruolo di semplice contorno, sia da crude che da cotte, o impiegate semplicemente per fare il brodo, o per il ragù. In realtà con le carote si possono creare delle preparazioni davvero sfiziose. 
I tortini di carote che qui vi propongo si prestano ad essere serviti sia come antipasto che come contorno, ad esempio per accompagnare un piatto di carne.
Se non riuscite a reperire la carota viola per la decorazione potete comunque usarne una arancione: al di là del fattore estetico, la particolarità del piatto è che al palato si avverte il contrasto tra il cremoso del tortino e il croccante della carota cruda. Se poi non amate il sedano potete utilizzare altre erbe aromatiche: il classico prezzemolo, la maggiorana, la salvia, il rosmarino, o ciò che più vi aggrada. 
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Cheesecake allo yogurt con composta di fragole e pistacchi tritati

Cheesecake, ovvero torta di formaggio: uno dei dolci più amati della tradizione americana. Si potrebbe pensare che sia originaria della città di New York, dato che la versione più famosa è proprio la cosiddetta New York cheesecake, dove una crema di formaggio, uova e zucchero viene versata su una base di biscotti sbriciolati e mescolati con burro fuso; la torta viene poi servita fredda, dopo essere stata cotta in forno. Molte ricette di cheesecake invece non prevedono la cottura; in questo caso però la crema non contiene uova.
In realtà il dolce in questione ha origini ben più remote: i reperti storici giunti fino a noi fanno risalire la torta di formaggio all'epoca degli antichi Greci. Sembra che i primi ingredienti siano stati messi insieme ben 4000 anni fa, a Samonos, mentre nel 776 a.c. nell'isola di Delos, sempre in Grecia, un dolce a base di formaggio di pecora e miele veniva servito agli atleti durante i primi giochi olimpici, per caricarli di forze ed energie; e non mancava neanche nelle cerimonie di nozze, dove era abitudine servirlo come wedding cake.
Dai Greci la ricetta venne tramandata ai Romani, che la fecero conoscere in tutta Europa. In tempi più recenti arrivò poi in America, dove alla fine dell’Ottocento un lattaio americano di nome James L. Kraft, nel tentativo di riprodurre un formaggio francese, il Neufchatel, inventò il formaggio fresco pastorizzato a cui diede il nome di Philadelphia, in onore della città dove era stato creato. Qualche anno dopo iniziò la grande diffusione di questo nuovo prodotto che divenne anche il formaggio ufficiale per la preparazione della New York Cheesecake.
Stiamo quindi parlando di un dolce dalla storia millenaria e conosciuto in tutto il mondo, per cui non c'è da stupirsi che nel corso dei secoli abbia accumulato un numero incredibile di ricette e di varianti, ognuna con un sapore diverso, a seconda del tipo di formaggio usato come ingrediente principale. Il Philadelphia rimane forse quello più diffuso, il suo sapore delicato lo rende molto adatto per questo tipo di preparazione, mentre il Neufchatel dona alla torta più leggerezza e digeribilità. In Germania si usa il formaggio Quark, dal gusto ancora più intenso. In Asia la cheesecake viene preparata con polvere di té matcha, latte e mango, in Mongolia aggiungono lo zenzero, in America Latina si usa la marmellata. Gli islandesi utilizzano un formaggio tipico a base di latte acido chiamato skyr, in Finlandia va per la maggiore la versione con i frutti rossi, mentre in Svezia la cheesecake è rigorosamente cotta. 
In Italia viene spesso preparata con mascarpone o ricotta. Alcuni dei dolci più tipici e amati della nostra pasticceria sono in realtà delle varianti di cheesecake, pensiamo ad esempio alla pastiera napoletana o anche alla cassata siciliana o ancora alla torta alla robiola, la torta laurina tipica del Lazio.
Insomma, a ciascuno la sua cheesecake. E la mia? Qualche giorno fa ero alla ricerca di varianti non ancora sperimentate e ho trovato davvero tantissime cheesecake sul sito dell'azienda Galbani. È stato difficile sceglierne una, alla fine ho optato per una cheesecake a base di mascarpone, yogurt greco naturale e panna montata, e per la guarnizione ho sfruttato le buone fragole che in questo periodo la natura ci regala in abbondanza. Il risultato? Una torta cremosa e molto golosa, non troppo dolce, come piace a me, e che si scioglie in bocca ad ogni boccone!

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Plumcake salato con farina di riso

La ricetta di questo plumcake salato è a base di farina di riso, è gluten free, è facile e veloce e si può preparare con le verdure che si hanno a disposizione. Io in questo caso avevo giusto una zucchina che giaceva sola soletta nel frigorifero e andava consumata; e poi, per dare un tocco di sapore in più, ho aggiunto anche una presa di curcuma, che tra l'altro ha dato un bel colore.
La farina di riso è l'ingrediente che abbiamo scelto oggi per le ricette di Light and Tasty.
Largamente utilizzata in Oriente, nella cultura occidentale questa farina tende ad avere un impiego limitato, ma fa parte del regime alimentare di chi soffre di intolleranza al glutine, proteina presente in molti altri cereali da cui si ricavano le varie farine e totalmente assente invece nel riso.
Per produrre la farina il chicco di riso viene privato della buccia e macinato. Come per il frumento, esistono vari tipi di farina di riso (bianca, integrale, semola). In Italia la più usata è quella bianca finissima, che viene impiegata in pasticceria per biscotti e torte, o anche come addensante, e in cucina è ottima per l'infarinatura dei fritti. 
La farina di riso può sostituire completamente quella di frumento in numerose ricette, può essere utilizzata da sola o miscelata ad altre farine.
Farina di riso e amido di riso sono poi due prodotti diversi: la prima ha comunque una composizione tendenzialmente amidacea, ma per ottenere l'amido la polvere di riso viene ulteriormente scomposta fino ad eliminare tutto ciò che non è carboidrato.
Ora vediamo come preparare questo soffice plumcake salato:
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Pennette con pesce spada e menta

Il pesce spada in cucina è molto utilizzato, sia perché ha un sapore delicato e una consistenza carnosa, sia per l'assenza di lische, che lo rende estremamente facile da preparare. Venduto in comodi tranci, può essere cucinato in tanti modi, tutti molto gustosi. Oggi ve lo propongo come ingrediente di un primo piatto davvero semplice e veloce, dai sapori tipicamente mediterranei. In più, vi riporto qualche piccola curiosità su questo pesce che per la forma del suo "naso" spesso suscita un vero e proprio terrore, ma ...
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Flan di piselli con mandorle tostate

Oggi vi propongo una ricetta semplice con i piselli. Seguendo come sempre la stagionalità dei prodotti, nella rubrica Light and Tasty questa settimana vogliamo parlarvi proprio di questo particolare legume. 
Già nel mese di aprile i piselli sono disponibili un po' ovunque, nella nostra penisola, e soltanto in primavera possiamo comprarli freschi, teneri e dolci. Perciò dobbiamo approfittarne.
Tra tutti i legumi i piselli sono sicuramente quelli meno calorici e più semplici da digerire. Il loro consumo è particolarmente consigliato in gravidanza perché presentano un alto contenuto di vitamina B9 (acido folico). Hanno un indice glicemico estremamente basso, saziano molto, contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo cattivo, contrastano l'anemia perché contengono ferro, e hanno anche un discreto contenuto di fibre che favorisce la regolarità intestinale.
I piselli freschi sono certamente i migliori e i più genuini perché possiedono tutte le caratteristiche nutrizionali del prodotto appena raccolto. Sul mercato troviamo comunque anche i piselli in scatola, precotti a vapore e conservati in acqua e sale; i piselli surgelati, che rappresentano un ottimo compromesso, giacché il processo di surgelazione mantiene una buona percentuale dei valori nutrizionali di quelli freschi, e poi contengono meno sale rispetto a quelli in scatola; infine i piselli secchi, ma a parità di peso questi ultimi sono i più calorici, proprio perché togliendo l'acqua, che rappresenta circa l'80% della composizione di quelli freschi, al loro interno rimane una maggiore concentrazione di carboidrati e proteine.
Le ricette che ci permettono di mangiare i piselli in maniera sana ed equilibrata sono davvero tante. Non solo come contorno, o come condimento di pasta o riso, o in minestroni, zuppe e vellutate: con i piselli si possono creare delle pietanze gustose e sfiziose. Io vi propongo questi mini flan, che risultano anche freschi al palato grazie all'aggiunta di foglioline di menta e che a mio parere ben si prestano ad essere serviti come antipasto, accompagnati da un buon vino fresco, con o senza bollicine. 
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Torta Delice

Una soffice torta al cioccolato, farcita con crema al latte e crema al cioccolato e nocciole, e rifinita con una ganache al cioccolato: la Delice, direttamente ispirata alle famose merendine in commercio e riprodotta in versione casalinga, è una delle torte più ricche e gustose che esistono. È la torta di compleanno ideale per gli amanti del cioccolato, fa la felicità dei bambini ma anche di chi bambino non lo è più da un bel po'. 
Come sempre accade quando si parla di fatto in casa, se ne possono trovare diverse versioni, sia per quanto riguarda la base che per la farcitura. C'è chi usa il burro al posto dell'olio, ma in questo modo a me è venuta meno soffice, e chi mette della semplice panna montata al posto della crema al latte, ma così ho constatato che la panna viene presto assorbita dallo strato di torta con cui è a contatto.
Perciò qui vi mostro la mia versione, quella che finora mi ha dato più soddisfazioni. 
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Involtini di alici e fiori di zucca

Che differenza c'è tra acciughe e alici? Nessuna. Sono semplicemente due nomi diversi per indicare lo stesso tipo di pesce. Il primo termine è più usato nell'Italia settentrionale mentre al Sud è più diffuso il secondo. Infatti io sono abituata a chiamarle alici 😁 
Sovente poi si parla di alici quando ci si riferisce ai filetti di questi pesciolini conservati sottolio, e di acciughe quando invece sono conservati sotto sale. Ma non è una regola.
Quel che è certo è che questo pesce azzurro, molto diffuso nei nostri mari, è un'autentica miniera di sostanze benefiche. Consumate fresche, le acciughe o alici che dir si voglia sono un alimento proteico di ottima qualità ed apportano un buon quantitativo di acidi grassi polinsaturi (Omega 3). In cucina sono versatili, si possono preparare in tanti modi veramente gustosi e se non si esagera con i condimenti sono valide alleate della linea. Tant'è che l'appuntamento di questa settimana con la rubrica Light and Tasty le vede protagoniste. 
Di ricette con le alici ne esistono tantissime. Fra antipasti, primi piatti, secondi, tortini, torte salate e sfizi vari c'è davvero l'imbarazzo della scelta. Uno degli abbinamenti più collaudati è quello con i fiori di zucca ripieni. Di solito l'acciuga viene inserita all'interno del fiore, insieme al formaggio con cui questo viene farcito. Qui invece io ho fatto il contrario, è arrivata un'ispirazione improvvisa e i classici fiori di zucca ripieni sono diventati alici ripiene di fiori di zucca 😊
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Calamari e fave al profumo di menta

L'abbinamento fave e calamari, per quanto possa apparire un po' insolito, consente di realizzare delle gustosissime ricette sia di primi piatti, con l'aggiunta di pasta o riso, che di zuppe, ad esempio nella versione in guazzetto con pomodoro e crostini di pane, ma anche semplicemente per un secondo piatto da consumare tiepido o per una fresca insalata primaverile da servire fredda.
Pulire e sgusciare le fave richiede di sicuro una certa pazienza. Io poi preferisco eliminare anche la buccia esterna dai singoli semi, perché il risultato cambia decisamente. Fino a qualche tempo fa a casa mia le fave cotte erano bandite, nessuno ne gradiva né l'odore e né il gusto. Nella cucina tradizionale delle nonne e delle mamme mi ero oramai abituata a vedere le fave che venivano cotte a lungo, con la loro pellicina esterna che diventava scura e grinzosa, e non riuscivo proprio a mangiarle: il loro sapore per me era troppo forte e anche un po' amaro. 
Poi un giorno mi capitò di leggere una ricetta in cui le fave venivano utilizzate dopo aver tolto quella pellicina per me tanto indigesta, e per di più con una cottura veloce che le lasciava brillanti e croccanti. Da allora le faccio cuocere sempre così.
Per gustare le fave crude l'abbinamento migliore rimane sempre quello con il pecorino, insieme a tocchetti di pancetta stagionata, al pane appena sfornato e ad un buon bicchiere di vino: un classico dei primi pranzi all'aria aperta, nel periodo primaverile. Ma ci sono davvero tante ricette, buone e anche un po' originali, per poter adoperare le fave in cucina. Oggi ve le propongo così:
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Cupolette di agretti e patate

Dopo la pausa pasquale, eccoci di ritorno con i consueti appuntamenti della rubrica Light and Tasty
Oggi qui da me, così come dalle altre colleghe del team, si parla di ...
agretti
Conosciuti anche come barba dei frati, senape dei monaci, lischi, roscani, rospici, arescani (ogni regione italiana gli ha dato un proprio nome), in realtà non sono altro che le foglie filiformi della pianta il cui nome botanico è "Salsola soda". Ricordano l'erba cipollina, ma rispetto a quest'ultima sono più sottili, più piatti e pieni al taglio. Il colore è di un verde brillante, la base è rossiccia e dura, il sapore è leggermente acidulo (da qui il nome "agretti").
Si tratta di ortaggi tipicamente primaverili, reperibili più o meno da marzo fino a maggio. Sono ricchissimi di acqua, aiutano il nostro corpo a rimanere idratato e, stimolando la diuresi, anche a depurarsi. Gli agretti sono poi ricchi di fibre, di vitamine e di sali minerali, soprattutto potassio, calcio, magnesio e ferro. Si acquistano solo freschi e deperiscono facilmente. Una volta comprati è preferibile consumarli il prima possibile; eventualmente possiamo conservarli in frigorifero, ma per pochissimo tempo, meglio se in una busta di carta per alimenti. 
Gli agretti quindi sono buoni e fanno bene. Si possono servire come antipasto o come contorno (un abbinamento speciale è quello con il salmone) e sono ottimi anche nella pasta e nelle frittate. La maniera migliore per apprezzarli in tutto il loro sapore è cuocerli al vapore, o lessarli, per poi condirli semplicemente con olio extravergine e limone, tuttavia possiamo prepararli in tanti altri modi. 
Proprio per dare spazio al loro particolare sapore, e per rimanere in tema di "leggero e gustoso", qui ho utilizzato pochissimi ingredienti. Inoltre ho optato per le monoporzioni, ma nulla vieta di mettere il composto in una teglia unica e realizzare un saporito tortino di agretti e patate 😊
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Tortine salate al formaggio con confettura di ciliegie selvatiche

Dopo la Pasqua e la Pasquetta, il 2017 ci presenta praticamente subito i cosiddetti "ponti" di primavera. Condizioni meteo permettendo, già a breve avremo modo di organizzare una tradizionale gita fuori porta, con un bel pic nic (si spera) all'aria aperta. 
Ritornano perciò alla ribalta le ricette di torte salate, focacce, panini e piadine varie, che al di là di queste occasioni particolari restano tutte ideali, come piatto unico o antipasto, anche per pranzi e cene di tutti i giorni.
Oggi vi propongo un abbinamento dolce-salato, a base di formaggi e confettura di visciole, che è davvero speciale. Provare per credere!
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Merluzzetti al cartoccio

Il merluzzo al cartoccio è un secondo piatto di pesce leggero e con pochi grassi. La cottura al cartoccio, oltre ad essere veloce e a presentare il vantaggio di non sporcare quasi niente, è un metodo salutare che preserva tutte le sostanze nutritive del pesce. 
Il merluzzo è abbastanza ricco di proteine, del tutto privo di carboidrati, ha una buona quantità di sali minerali e di acidi grassi essenziali omega 3, è ideale per chi è a dieta e per i bambini,
Potete servire il vostro merluzzo al cartoccio, già di per sé gustoso e leggero, accompagnandolo con delle patate cotte al forno, per godere di un piatto unico ipocalorico ma al tempo stesso pieno di sapore! 
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Frittata al forno con verdure

Frittata light: si può? Certo che sì! 
Oggi per il consueto appuntamento con la rubrica settimanale Light and Tasty vi parliamo proprio di ... uova.
Ritenere che le uova siano molto caloriche è un'opinione diffusa, ma anche errata. Consumate da sole in realtà le uova sono una pietanza ideale per un'alimentazione ipocalorica. Naturalmente è necessario cucinarle in modo dietetico! 
Un uovo medio pesa circa 60 g e contiene proteine di alta qualità, vitamine, sali minerali e acidi grassi polinsaturi, cioè grassi "buoni". Preparato in camicia, alla coque, barzotto oppure sodo, fornisce circa 80 calorie (di cui il 75% è apportato dal tuorlo e il resto dall'albume); nella frittata questo valore aumenta, perché viene aggiunto l’olio nella cottura. 
Per fare in modo che la frittata sia light, nutriente e ben bilanciata nella sua composizione, l'ideale è prepararla con delle verdure e cuocerla al forno. La dose è di un uovo (o al massimo due) per persona; si può usare qualsiasi tipo di verdura, avendo cura di non aggiungere troppi grassi, e si può insaporire con erbe aromatiche e spezie, seguendo il proprio gusto. 
Per ottenere una frittata più spumosa il trucco è quello di montare a parte gli albumi e aggiungere un po' di latte al resto degli ingredienti. Utilizzando la carta da forno si evita poi di ungere il contenitore utilizzato per la cottura. Il risultato è una frittata sofficissima e in perfetto stile "Light and Tasty".
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