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Cuculi di Pasqua tradizionali calabresi

Prendono nomi diversi a seconda delle varie zone della Calabria e vengono chiamati anche cuzzupe, pupi, ninni, cuddura. A Cosenza si chiamano cucùli. Avevo già pubblicato la ricetta di questi dolci tipici del periodo pasquale in versione un po' rivisitata (vedi ricetta Cuculi di Pasqua), ma questa che vi mostro adesso è proprio la loro forma tradizionale, ovvero quella che ricorda un neonato in fasce. L'uovo che viene inserito prima di infornare simboleggia la fertilità e i due piccoli rotolini di pasta messi sull'uovo a formare una croce sono il simbolo della risurrezione dalla morte. Vengono preparati anche con l'impasto da brioche, ossia con il lievito di birra (o con pasta madre), ma la versione più antica è quella in pasta biscotto, con uova, latte e poco zucchero. La quantità di farina della ricetta delle nostre nonne è rigorosamente "quanta se ne prende", io parto da una dose di 500 g e ne aggiungo sempre un po', dipende molto dalla grandezza delle uova e dalle caratteristiche della farina utilizzata. Si gustano al meglio tagliati a fette e inzuppati nel latte.


Cuculi 

Ingredienti:
500 g di farina + quella per il piano di lavoro
3 uova
125 g di zucchero (*)
125 g di burro
125 g di latte (circa 110 ml)
la buccia grattugiata di un limone
1 bustina di lievito
un pizzico di sale
4 uova sode
un tuorlo, un po' di latte e un cucchiaino di zucchero per spennellare

(*) se li gradite più dolci, aumentate la dose di zucchero a 150 g

Setacciare la farina con il lievito, formare una cavità al centro, unire lo zucchero, le uova, il sale, il burro ammorbidito per pochi secondi nel microonde (o lasciato per un po' a temperatura ambiente) e la buccia di limone grattugiata. Aggiungere anche il latte e impastare fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica, se necessario aggiungere altra farina, ma la massa deve rimanere comunque molto morbida. Coprire con un canovaccio e far riposare per una mezz'oretta. Se dovesse risultare appiccicoso, per poterlo lavorare successivamente è preferibile infarinare il piano di lavoro piuttosto che aggiungere altra farina nell'impasto.

  
Dividere l’impasto ottenuto in quattro parti e stendere ciascuna a formare un lungo cilindro, piegare ogni cilindro a metà per formare una ‘U’ rovesciata; mettere al centro un uovo sodo e intrecciare le due estremità a formare un cordone (senza però stringere troppo perché in cottura l’impasto aumenta di volume). Infine, spennellare con il tuorlo sbattuto insieme al latte e allo zucchero.


Infornare a 180° per circa 20/25 minuti, fino a che appariranno ben dorati (attenzione ai tempi di cottura: se si fanno cuocere troppo diventano molto duri). Far raffreddare su una gratella.


Si mantengono morbidi per diversi giorni avvolti nell'alluminio o conservati nelle bustine per alimenti.


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10 commenti:

  1. Adoro questi dolcetti pasquali, bravissima sono proprio belli :-)

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  2. Li avevo visto ma non li ho mai mangiati,grazie per la ricetta

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  3. wow stai già pensando alla Pasqua.. brava. da noi non si fanno, ma sono certa sulla tavola imbandita siano molto belli da vedere, e buoni da mangiare!

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  4. A Ragusa noi facciamo le colombe con l'uovo. E' bello portare avanti le tradizioni. Carinissimi!

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  5. Devono essere buonissimi! Non ho mai avuto occasione di assaggiarli, ma mi ispirano molto! Buona serata e ancora complimenti! :-D Buon W.E.

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  6. Che tipo di farina consigli??
    Grazie, Giuliana.

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    1. Grazie a te per la domanda. Allora, atteso che parliamo di farina di frumento (e non di altri cereali), posso dirti che in termini di forza serve sicuramente una farina debole (e quindi con un W basso); in termini di grado di raffinazione, oltre alla 00 e alla 0 si può utilizzare anche una farina di tipo 1, per questo genere di preparazioni. Qui, in particolare, io ho usato un'ottima farina di grano tenero tipo 0 (macinata a pietra, proveniente da coltivazioni locali e prodotta da un mulino artigianale della mia regione).
      Se hai bisogno di altro chiedimi pure ! Buona serata

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  7. Che belli :) Somigliano moltissimo a quelli che fa anche la mamma del mio compagno anche se lei è pugliese. Bravissima amica mia!

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  8. Ma che belli che sono e immagino anche buoni !

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  9. è bello portare avanti tradizioni e produttori locali!

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